<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848</id><updated>2012-02-09T22:44:01.638+01:00</updated><title type='text'>sostiene Pereira...</title><subtitle type='html'>l'ennesimo autoreferenziale blog di cinema...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>306</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-3268920662102439762</id><published>2012-02-09T22:44:00.001+01:00</published><updated>2012-02-09T22:44:01.646+01:00</updated><title type='text'>Mission Impossible - Protocollo Fantasma</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KKKtO_Ur2So/TzQ6cV7X6lI/AAAAAAAAA94/L3OOz-SU2uQ/s1600/locandinapg3.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-KKKtO_Ur2So/TzQ6cV7X6lI/AAAAAAAAA94/L3OOz-SU2uQ/s320/locandinapg3.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cinema di spionaggio d'azione sembra vertere sempre più verso un'umanizzazione dei suoi protagonisti, non più visti come semplici uomini duri e puri, irreprensibili ed impermeabili a qualsiasi sentimento, ma individui con emozioni e dubbi con cui fare i conti e situazioni di rischio in cui mettere in gioco se stessi e il proprio lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto il tentativo di mantenere in auge la saga di &lt;i&gt;Mission Impossible &lt;/i&gt;venga ora sostenuta dal genietto J. J. Abrams, autore del terzo capitolo della saga che instaurava questa nuova piega narrativa, il film di Bird, avvezzo al cinema d'animazione, tenta di proseguire quel discorso, inserendovi anche della sana ironia che in parte riesce a rendere il film meno serioso e supponente e a rendere l'azione interessante per una parte del film, ma successivamente non riesce a mantenere desta l'attenzione e la tensione come ci si aspetterebbe. E' come se Mission Impossible avesse raggiunto il proprio culmine narrativo e visivo con il secondo capitolo della serie, in cui tutto veniva parossisticamente esagerato e portato alle estreme conseguenze e dopo di esso il deserto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non vi è nulla di sbagliato nel tentare di virare il discorso verso territori meno fracassoni e più pensati ed infatti la sequenza al Cremlino dimostra di aver appreso la lezione di temsione narrativa offertaci dall'autoriale De Palma, che nei suoi vezzi citazionistici non aveva comunque saputo rinunciare all'azione anche fine a se stessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Viene allora spontaneo chiedersi se questo &lt;i&gt;Mission Impossible&lt;/i&gt; non sia piuttosto ormai il fantasma di se stesso, di un prodotto televisivo del passato in cui elemento ritornante è il suo protagonista Ethan Hunt (Tom Cruise) più umano e sensibile di quanto non lo fosse in precedenza, in lotta con nemici sempre più astuti e difficili da battere, ma forse anche ripetitivo ormai nella sua velleità di rielaborazione di situazioni limite in cui calare i propri personaggi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-3268920662102439762?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/3268920662102439762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=3268920662102439762&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3268920662102439762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3268920662102439762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2012/02/mission-impossible-protocollo-fantasma.html' title='Mission Impossible - Protocollo Fantasma'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-KKKtO_Ur2So/TzQ6cV7X6lI/AAAAAAAAA94/L3OOz-SU2uQ/s72-c/locandinapg3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1711913834675519304</id><published>2012-02-03T16:31:00.004+01:00</published><updated>2012-02-03T16:37:15.375+01:00</updated><title type='text'>Shame</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-TQQZiSwjWoM/TyvZQn_UtYI/AAAAAAAAA9w/92MleqRM5p0/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-TQQZiSwjWoM/TyvZQn_UtYI/AAAAAAAAA9w/92MleqRM5p0/s320/locandinapg1.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questa immagine riempita dall'assenza dei corpi giaciutivi, la cui presenza passata è tangibile attraverso gli umori e le pieghe delle lenzuola di un talamo consunto, in cui non a caso il nostro protagonista viene ritratto all'inizio del film, quale corpo inerme, in attesa e successivamente figura nuda ripresa in una reiteratività di movimenti circolari che ne denotano la monotonia e atarassia affettiva, dimostrata dal disinteressamento verso i messaggi lasciatigli in segreteria da una voce femminile desiderante, è racchiuso il senso di un film opprimente nel descrivere le aberrazioni affettive del protagonista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vergogna che dà titolo al film è quella che lo stesso Brandon (Michale Fassbender) progressivamente vive nel confronto con se stesso e con coloro che intorno a lui sembrano cercare legami, che&amp;nbsp; costantemente e consapevolmente rifugge, spaventato forse da ciò che essi potrebbero rappresentare per se stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche il rapporto con la sorella minore, figura femminile tormentata nella propria fragilità affettiva, di cui il regista non intende rivelarci le ragioni, costituisce lo specchio dell'anima del protagonista, famelico nel soddisfare i propri appetiti sessuali, senza particolari difficoltà, stante la sua condizione di benestanza e di apparente normalità ed eleganza esteriore, che con il procedere della storia lo condurrà verso una spirale di esasperazione e disperazione che il regista dimostra di saper condurre con abilità, schiacciando il protagonista in una gabbia architettonica ed affettiva costantemente angosciante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sesso viene rappresentato in maniera parcellizzata come i corpi con cui si accoppia Brandon, trasmettendo il disagio di una sessualità deeroticizzata, cui pare non esservi scampo per lo stesso, anche quando potrebbe finalmente trovare pace alle proprie pulsioni autodistruttive.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fassbender non è solo un corpo agile e ammirevole, ma anche un attore vero e proprio, in grado di trasmettere il disagio di un uomo apparentemente appagato dal proprio lavoro e dal successo con l'altro sesso, che Mcqueen dimostra di saper inquadrare e seguire attraverso immagini che ne amplificano la solitudine in una New York anonimizzante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1711913834675519304?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1711913834675519304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1711913834675519304&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1711913834675519304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1711913834675519304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2012/02/shame.html' title='Shame'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-TQQZiSwjWoM/TyvZQn_UtYI/AAAAAAAAA9w/92MleqRM5p0/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5024650006249608577</id><published>2012-02-02T20:38:00.002+01:00</published><updated>2012-02-02T20:38:47.606+01:00</updated><title type='text'>The Artist</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-9cRQEwG3I_o/TyrgO4MZYKI/AAAAAAAAA9o/_AeHnrcOfUg/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-9cRQEwG3I_o/TyrgO4MZYKI/AAAAAAAAA9o/_AeHnrcOfUg/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innegabile il piacere tratto dalla visione di questo film, ma subito al termine della sua fruizione, inevitabilmente ho dovuto constatare quanto sia nostalgico e fuori tempo massimo questo film. Forse sta in questo suo essere retrò e diciamolo pure, utilizziamo un termine così di moda e abusato come &lt;i&gt;vintage&lt;/i&gt;, ad averne decretato il successo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;The Artist&lt;/i&gt; è come una copertina di Linus che ci protegge dal rumore e dal fracasso contemporaneo di un cinema che non sembra essere più in grado di emozionare, in cui spesso si assiste ad un arrancamento costante nel tentativo di ringiovanimento di questa forma d'arte e non sempre con i risultati sperati.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vedi il tanto strombazzato &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/03/due-o-tre-cose-che-penso-di-lei.html"&gt;3D&lt;/a&gt;, di cui già ho detto e scritto su questo blog e che ribadisco stancamente non essere altro che una tecnologia del passato, riesumata come una novità per nascondere smagliature evidenti, soprattutto in quello star system che è quello hollywoodiano. Tant'è che quest'ultima forma di linguaggio non è quella rivoluzione copernicana qual'è stata l'avvento del cinema sonoro di cui parla &lt;i&gt;The Artist&lt;/i&gt;. A ben vedere il tema stesso del film non è altro che un modo di declinare un argomento già trattato da un classico dei classici come &lt;i&gt;Cantando sotto la pioggia&lt;/i&gt;, film sonoro, che di quel passaggio epocale ne é la più evidente manifestazione e rappresentazione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure &lt;i&gt;The Artist&lt;/i&gt; appare come qualcosa di maledettamente nuovo, una forma di rivisitazione del muto secondo gli stilemi e i gusti di noi pubblico contemporaneo e non è poi un male così deprecabile, perché il film emoziona e affascina, ma quello che mi fa riflettere è proprio questa nostalgia imperante che pervade le nostre esistenze e i nostri gusti, tema di fondo proprio dell'ultimo lavoro di Woody Allen, inspiegabilmente candidato all'Oscar e ancor più dimostrazione di come il cinema si stia rifugiando in territori rassicuranti, mentre il cinema di qualità esiste ancora, ma rimane retaggio di pochi eletti festivalieri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ben venga comunque &lt;i&gt;The Artist&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;che ci aiuta a riscoprire e riassaporare un cinema dimenticato, ma non troppo, come dimostra il Festival del cinema ritrovato, ma quel tipo di cinema non è &lt;i&gt;The Artist&lt;/i&gt;, sia tecnicamente che visivamente, nonché come coscienza di sé.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;The Artist&lt;/i&gt; è prima di tutto un film metacinematografico duro e puro, gioia e piacere per i linguisti e i critici tesi ad analizzare e scomporre questo film, che merita il successo ricevuto, ma se questa è la strada per ottenere e mantenerlo, per ravvivare il cinema in generale, allora preferisco un cinema più ignorante e fracassone, forse anch'esso maledettamente rassicurante nella sua schematicità, ma almeno non ripiegato su un'idealizzazione del passato per rifuggire un presente che spesso e volentieri ci piace sempre meno.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5024650006249608577?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5024650006249608577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5024650006249608577&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5024650006249608577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5024650006249608577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2012/02/artist.html' title='The Artist'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-9cRQEwG3I_o/TyrgO4MZYKI/AAAAAAAAA9o/_AeHnrcOfUg/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2467473341370883940</id><published>2012-01-18T15:25:00.002+01:00</published><updated>2012-01-18T15:25:33.858+01:00</updated><title type='text'>La talpa</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aFCgFUSjksg/TxagQM6RkHI/AAAAAAAAA9c/DTJoG0A7jlM/s1600/locandinapg7.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-aFCgFUSjksg/TxagQM6RkHI/AAAAAAAAA9c/DTJoG0A7jlM/s320/locandinapg7.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà che questo elogio dell'eleganza e della lentezza, questa magistralità riconosciuta da tutti a questo film di spionaggio mi lasciano alquanto perplesso, tant'è che non sono riuscito a ritrovare in questo film quel calore rappreso che si dovrebbe avvertire tra le pieghe di una storia e di un mondo che dai sentimenti dovrebbe e sembrerebbe scevro, come si confà allo spionaggio della Guerra Fredda, seppur Alfredson tenti di umanizzare i suoi protagonisti, tutti efficaci, a partire da un sempre ottimo Gary Oldman, introducendo elementi di modernità ben lontani da una rappresentazione maschilista dell'ambiente in cui i tradimenti sono prevalentemente negli affetti e dove le pulsioni sessuali non vengono sottaciute o non riconosciute come in altri contesti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure, seguendo lo sviluppo di un racconto, che volutamente insinua dubbi e sospetti, lacerazioni sottili dell'anima e dei sentimenti, nel suo incedere lento, si dimostra un film mentalmente ed intrinsecamente vecchio, nel senso di un'opera non in grado di permanere nella retina dello spettatore come altre che in questo campo si sono già espresse con esiti più interessanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'urgenza di un rallentamento della narrazione, rispetto agli stilemi contemporanei e recenti del rinato 007, quale referente spionistico antitetico a &lt;i&gt;La talpa&lt;/i&gt;, appare come un elogio forzato da parte di certa critica nel ricercare e avvalorare un'esigenza sempre più avvertita di una nostalgia che odora di stantio e in questi anni di ripiegamento su certi stili e modi appartenenti al passato, appare sempre più come un rifugio rassicurante cui anche questo film, non per sua volontà diretta e così evidente, sembra volersi rivolgere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alfredson costruisce un'atmosfera cupa, opprimente, in cui i luoghi d'azione sembrano somigliarsi tutti, trasmettendo quel senso di soffocamento e quasi depressione che pare ammantare la figura di Gary Oldman, chiamato a scoprire l'infiltrato all'interno del sistema spionistico inglese e con il passare del tempo ti viene da confidare nel fatto che la talpa sia proprio colui che vorresti fosse ripagato con la stessa moneta, con cui sinora ha agito nei confronti degli altri suoi compari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse un tradimento più netto, più evidente all'opera di Le Carré avrebbe rappresentato una virata coraggiosa all'interno di un film di parola, la cui verbosità acuisce quell'afflizione che diviene quasi noia più che disagio d'atmosfera, in un film in cui il protagonista è portato a non potersi fidare di nessuno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La talpa&lt;/i&gt; non è un film male realizzato o girato, non cerca l'azione fine a se stessa, perché è un'opera che vuole prendersi i suoi tempi, creare un clima di attesa, di sospetto e a tratti ci riesce, ma si adagia troppo su queste velleità, su queste scelte di stile, tant'è da risultare non sempre così avvincente come vorrebbe essere e ben lontano dall'essere quel roboante capolavoro che i giornali e la critica tendono a volerci offrire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2467473341370883940?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2467473341370883940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2467473341370883940&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2467473341370883940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2467473341370883940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2012/01/la-talpa.html' title='La talpa'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aFCgFUSjksg/TxagQM6RkHI/AAAAAAAAA9c/DTJoG0A7jlM/s72-c/locandinapg7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-3726560759771378933</id><published>2012-01-11T17:52:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T17:52:00.252+01:00</updated><title type='text'>Il Gatto con gli stivali</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="" style="clear: both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TxspBNW35sA/Tw28cecGf0I/AAAAAAAAA9U/eEtubRKzxQ8/s1600/locandinapg4.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-TxspBNW35sA/Tw28cecGf0I/AAAAAAAAA9U/eEtubRKzxQ8/s320/locandinapg4.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla luce del successo ottenuto dal personaggio del Gatto con gli stivali all’interno della fortunata sagra di &lt;i&gt;Shrek&lt;/i&gt;, il nostro beneamato felino, astuto, agile nonché mirabile spadaccino, pronto ad intenerire l’avversario con i suoi occhioni dolci, che ne hanno &amp;nbsp;costruito la fortuna cinematografica, diviene qui protagonista assoluto di un racconto che cerca di spiegarcene le origini, per quanto come nel caso di Shrek, lo spunto di partenza della favola venga stravolto per conferire allo stesso una lettura in chiave dissacrante e ironica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il Gatto con gli stivali&lt;/i&gt; rappresenta lo &lt;i&gt;spin off&lt;/i&gt; della serie dell’orco Shrek, saga cinematografica in grado di offrire una rivisitazione postmoderna del mondo delle favole, spinta alle estreme conseguenze, mettendo in gioco un meccanismo citazionista di facile presa, ma anche piuttosto raffinato e divertente, regalando al pubblico un prodotto efficace e funzionale, ma che nel presente caso non sembra riuscire a ricalcare alla stessa maniera, almeno negli intenti dei produttori.&amp;nbsp;Perché se Shrek, pur essendo un personaggio amabile e amato dai bambini, ma soprattutto pensato per un pubblico adulto, in quanto perfetto antieroe politicamente scorretto, attorniato da personaggi specchio di figure sociali ed umane riconoscibili, atte a far ridere e pensare il pubblico in sala, nonché antitesi del principe azzurro, quest’ultimo visto come personaggio vanesio e malvagio, il Gatto con gli stivali ne è invece una pallida imitazione, non del tutto riuscita almeno nel tentativo di dissacrare quel mondo fiabesco già messo in scena da &lt;i&gt;Shrek&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La verve picaresca del personaggio, che all’interno della saga dell’orco verde rivestiva un proprio ruolo dissacrante e dissacratorio, qui è avvertibile solo in alcuni spunti iniziali del film, dove vengono sottolineate le caratteristiche più buffe e malandrine del personaggio, quale amatore e ladro spadaccino in cerca di riscatto sociale, contrapposto a figure umane grette ed esteticamente poco accattivanti. Ma la Disney ci mette lo zampino, indirizzando progressivamente la storia verso una morale di fondo piuttosto sdolcinata, dimostrando come il racconto sia stato adattato per un pubblico prevalentemente infantile, aspetto che di per sé non sarebbe negativo, se non si avesse come riferimento il Gatto con gli stivali visto nei film di Shrek.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Gatto protagonista di questa vicenda è un felino dagli artigli spuntati, nient’affatto in grado di graffiare il pubblico come ci si aspetterebbe, riducendosi ad un eroe moralizzatore, spinto da ideali di lealtà e amicizia, che non si discutono per se stessi, ma per il modo in cui vengono rappresentati ovvero sminuendo la carica eversiva del personaggio, che avrebbe potuto offrire momenti di divertimento, anche qui politicamente scorretto e dissacrante, riuscendo comunque a far passare un messaggio positivo, ma il tutto appare piuttosto banale e nonostante la brevità del film sembra dilungarsi inutilmente, nonostante gli ammiccamenti iniziali del personaggio che parevano offrire buone speranze all’esito finale del prodotto. Anche il personaggio di Humpty Dumpty figura affascinante della letteratura inglese, ricorrente nell’immaginario comune, viene ridotto ad un personaggio poco incisivo per quanto importante per lo sviluppo del racconto, che perde ogni carica potenziale di personaggio ambiguo e affascinante, frutto di elucubrazioni per gli stessi linguisti, divenendo l’oggetto e strumento per &amp;nbsp;inculcare nel pubblico infantile il messaggio moralizzatore di fondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un’occasione perduta per vedere all’opera gli autori di &lt;i&gt;Shrek&lt;/i&gt; alle prese con un personaggio potenzialmente scorretto come quello dell’orco, che diventa un gattino mansueto, addomesticato per l’occasione e forse pronto a tornare nuovamente su questi schermi. Rimane comunque apprezzabile il fatto che Antonio Banderas, voce dell’originale Gatto con gli stivali si sia prestato a doppiare il film anche per il mercato italiano, conferendo almeno credibilità e veridicità all’accento spagnolo del personaggio animato, unica nota positiva in un contesto alla fine lievemente stonato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-3726560759771378933?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/3726560759771378933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=3726560759771378933&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3726560759771378933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3726560759771378933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2012/01/il-gatto-con-gli-stivali.html' title='Il Gatto con gli stivali'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TxspBNW35sA/Tw28cecGf0I/AAAAAAAAA9U/eEtubRKzxQ8/s72-c/locandinapg4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5573510693452470405</id><published>2011-12-28T16:21:00.002+01:00</published><updated>2011-12-28T16:22:44.303+01:00</updated><title type='text'>Sherlock Holmes - Gioco di ombre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-eAlGXUUZGmI/TvsvuVE7QFI/AAAAAAAAA9M/206cydaVj0I/s1600/locandinapg13.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-eAlGXUUZGmI/TvsvuVE7QFI/AAAAAAAAA9M/206cydaVj0I/s320/locandinapg13.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nulla di oscuro e sovrannaturale in questa nuova e definitiva (?) avventura del detective di Conan Doyle, che del personaggio inventato dallo scrittore ben poco sembra conservare, data la rilettura in chiave postmoderna della figura letteraria, assolutamente dinamica e anarchica, brillantemente geniale e accattivante, tanto da continuare a far storcere il naso ai puristi, perché in questo film il passo si fa ancor più celere e dinamico, il gioco scoperto contro il nemico di sempre il dott. Moriarty, la nemesi storica del nostro beneamato detective.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Persino la figura del dott. Watson non è quella dello stolido assistente incapace di fomulare ipotesi se non tuttalpiù elementari, come spesso ricordatogli dal suo compagno di misteri, ma sono cose risapute dal &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/01/sherlock-holmes.html"&gt;primo capitolo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ritchie non rinuncia a riproporre la formula consolidata dei falsi &lt;i&gt;flashforward&lt;/i&gt; delle azioni di attacco e difesa di Holmes, che vengono sfalsate appunto dalla realtà conseguente dell'azione poi messa in atto con varianti impreviste ed imprevedibili, come dimostra lo scontro finale con il suo arcinemico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il regista non dovendo raccontare una vicenda in cui il sovrannaturale viene ricondotto ad una spiegazione razionale e positivista, si compiace nel rappresentare i meccanismi inventivi di tecnologie a noi ormai ben note nel loro funzionamento, ma che costituiscono un'estetica quasi nostalgica e furbescamente accattivante di una meccanica vibrante di emozioni, in grado di trasudare azione ed effettistica di tutto rispetto, in cui la &lt;i&gt;slow motion&lt;/i&gt; la fa da padrone, ma senza risultare bolsa nello sviluppo dell'azione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Holmes si ritrova a giocare una difficilissima partita a scacchi che pare vederlo spesso in difficoltà di fronte all'astuzia arguta e geniale del professore, lungimirante nel prevedere le tensioni prossime a venire del primo conflitto mondiale, ma il nostro eroe pare più interessato alla sfida intellettiva, senza per questo rinunciare a manifestare i propri sentimenti e preoccupazioni per il suo amato amico, creando un gioco sottile di amicizia/amore in cui le figure femminili divengono surrogati necessari a risaltare l'operato dei nostri beniamini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Efficace l'inserimento della figura del fratello di Holmes interpretato dal sempre ironico ed istrionico Stephen Fry, figura quella del fratello oggetto a suo tempo di una divertente parodia di Gene Wilder, che non sembra essere da meno quanto ad intelligenza ed ironia e figura per nulla di secondo piano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse Ritchie nel finale pecca di presunzione nel volerci mostrare ciò che avrebbe potuto semplicemente lasciarci intuire dall'indizio rammostratoci, ma in fondo pare aderire alla sua stessa visione e rivisitazione del personaggio di Holmes, guascone fino alla fine e pronto chissà a proporci in futuro un nuovo accattivante capitolo, salvo il ricadere in una formula che potrebbe rischiare di diventare maniera.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5573510693452470405?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5573510693452470405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5573510693452470405&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5573510693452470405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5573510693452470405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/12/sherlock-holmes-gioco-di-ombre.html' title='Sherlock Holmes - Gioco di ombre'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-eAlGXUUZGmI/TvsvuVE7QFI/AAAAAAAAA9M/206cydaVj0I/s72-c/locandinapg13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5652858514604412683</id><published>2011-12-27T17:22:00.005+01:00</published><updated>2011-12-27T17:22:34.622+01:00</updated><title type='text'>Essi vivono</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JSooxJpe_kY/TvnriYd3pvI/AAAAAAAAA9A/1kQDRRI6_Mk/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-JSooxJpe_kY/TvnriYd3pvI/AAAAAAAAA9A/1kQDRRI6_Mk/s320/locandina.jpg" width="215" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dietro la parvenza di un semplice &lt;i&gt;B-Movie&lt;/i&gt; Carpenter cela, come ci insegna il suo protagonista, ben altra realtà e messaggio. Uno dei film più politici del regista, che attraverso un film di genere, semplice ma efficace, dimostra ancor di più l'attualità del suo messaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se il film è collocabile nel periodo del pieno fulgore reaganiano, della crisi economica e lavorativa del tempo, non si può non pensare all'attualità, all'idea, rivelataci da uno dei personaggi coinvolti nel grande complotto, della inevitabile infiltrazione all'interno della società e degli ambiti di potere di figure aliene, mascherate da persone perbene, con volti presentabili, ma con messaggi subliminali sempre pronti ed efficaci nello stordire le menti umane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ovvio che gli strumenti principe di questa campagna di inschiavimento persitente e costante, nonché subdolo, siano la televisione e la pubblicità, celanti messaggi subliminali, che solo pochi sono in grado di percepire veramente e la verità è davvero scomoda e sconvolgente per il nostro proletario protagonista, deciso a reagire, dopo aver creduto e confidato ciecamente nel sistema americano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Curioso come il disvelamento avvenga mediante un'apparente chiesa, che dietro un sacerdote cieco, ma dalla vista più lunga di molti altri cosiddetti vedenti, cela un movimento di ribellione cui il nostro protagonista suo malgrado aderirà, prima come combattente solitario e poi in gruppo, anche se la sua missione e la sua ricerca di rivalsa contro un sistema ormai immarcescito saranno quasi disperate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Carpenter sembra volerci fornire una speranza, una possibilità di risveglio dal torpore della mente, in un finale decisamente ironico come il suo stesso film, che sfrutta un ex lottatore di wrestling come Roddy Piper, e lo si vede chiaramente in una lunga sequenza di lotta, apparentemente gratuita nel contesto narrativo, quale emblema di una working class alla ricerca di una riscossa contro la classe dei colletti bianchi, ormai legata a braccetto con gli sfruttatori di un altro mondo, ma che in fondo non sono altro che zombie romeriani evoluti ed intelligenti, pronti a fagocitarci in maniera ben più subdola e silenziosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film di Carpenter sottopone allo spettaotre un discorso molto politico basato sull'idea stessa della visione e della percezione, mettendo in dubbio il medium stesso e il messaggio che ne scaturisce, attraverso filtri che consentano di comprendere ciò che è invisibile agli occhi pur essendo alla portata di tutti, ma ben nascosto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non a caso il protagonista scoprirà la verità attraverso degli occhiali da sole speciali, strumento per riparare dalla luce, quindi cercando nel buoi, tra le sue pieghe la verità di quello che a prima vista appare come ordinario e consueto, ma tale non è. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rivedendo questo film appare sempre scontata e in questo momento più che mai inevitabile la domanda se anche noi saremo in grado di risvegliare le nostre coscienze, se da qualche parte avremo a disposizione un paio di occhiali in grado di disvelarci ciò che non riusciamo più a vedere con i nostri occhi. Intanto loro vivono e noi dormiamo come ci ricorda il buon Carpenter...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5652858514604412683?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5652858514604412683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5652858514604412683&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5652858514604412683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5652858514604412683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/12/essi-vivono.html' title='Essi vivono'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-JSooxJpe_kY/TvnriYd3pvI/AAAAAAAAA9A/1kQDRRI6_Mk/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7197067172086033420</id><published>2011-12-27T14:37:00.003+01:00</published><updated>2011-12-27T14:43:09.554+01:00</updated><title type='text'>La morte e la fanciulla</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fn0TmwU8icA/Tvm2Ch2HErI/AAAAAAAAA80/WPFEu1QRFqA/s1600/La+morte+e+la+fanciulla.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-fn0TmwU8icA/Tvm2Ch2HErI/AAAAAAAAA80/WPFEu1QRFqA/s320/La+morte+e+la+fanciulla.jpg" width="191" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Polanski ben prima di &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/10/carnage.html"&gt;Carnage&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; si era cimentato con il dramma da camera e con esiti e punti di partenza differenti. In questo caso gli inserti evidentemente politici che servono al regista per fornire una spiegazione ad un dramma che vede le parti in causa sovvertirsi nei ruoli, in cui la ex vittima diviene carnefice o aspirante giustiziere di torti e violenze subite durante un regime, che non diviene difficile identificare con quello di Pinochet e la sua polizia segreta, per non parlare del&amp;nbsp;fisico nervoso e febbrile di Sigourney Weaver, posto a confronto con il gandhiano Ben Kingsley, irriducibile sino all'ultimo nel negare le proprie responsabilità, al punto da insinuare più di un dubbio sulla responsabilità attribuitegli dal suo carnefice, in modo da creare nello spettatore una tensione costante, acuita dall'isolamento del luogo e dalle condizioni atmosferiche esterne, quale metafora di un tormento che deve trovare un suo sfogo necessario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Film circolare, ma che non denunzia esplicitamente tale specularità, che il finale disvelerà beffardamente agli occhi dello spettatore e dei suoi stessi protagonisti, in cui la musica di Schubert che dà il titolo al film rappresenta il tema portante della vicenda non solo da un punto di vista di cadenza drammatica, ma elemento traumatico e referenziale evidente per i suoi protagonisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Polanski riesce subito ad inserire elementi di tensione e di paura nella semplice descrizione della quotidianità di una coppia borghese che parrebbe trovarsi in una casa di villeggiatura, ma per essere poi smentiti da una serie di fattori che denotano un isolamento, una paura sottesa, dettati da pregresse ragioni politiche e sociali, che hanno influito ed influiscono nelle dinamiche relazionali dei protagonisti e persino l'entrata in scena del mite Kingsley pare presagire quella del lupo travestito da pecora, ma Polanski non cade in facili scelte drammaturgiche, dimostrando di saper comunque dominare la materia, per quanto possa apparire tematica non nuova e sufficientemente studiata e rappresentata, ma difficile non avvertirvi una mano stilisticamente più attenta di altre meno esperte nel maneggiare simili argomenti, prede spesso di semplicistiche e macchiettistiche soluzioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7197067172086033420?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7197067172086033420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7197067172086033420&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7197067172086033420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7197067172086033420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/12/la-morte-e-la-fanciulla.html' title='La morte e la fanciulla'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-fn0TmwU8icA/Tvm2Ch2HErI/AAAAAAAAA80/WPFEu1QRFqA/s72-c/La+morte+e+la+fanciulla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4732690825524337728</id><published>2011-12-22T16:33:00.001+01:00</published><updated>2011-12-22T16:48:31.382+01:00</updated><title type='text'>Tomboy</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-0T5u05N0c4o/TvNJPBuGf9I/AAAAAAAAA8o/5L21P863n2M/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-0T5u05N0c4o/TvNJPBuGf9I/AAAAAAAAA8o/5L21P863n2M/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Difficile stabilire come si definisca la propria sessualità, se sia frutto di una scelta consapevole, di un instradamento sociale o qualcosa di istintivo, interrogativi che emergono, insieme a molti altri, dalla visione di questo delicato film francese, che dimostra di saper fotografare il mondo infantile con uno sguardo impensato e impensabile per il cinema contemporaneo, avvezzo a facili stereotipi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A differenza di un film come &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2007/06/xxy.html"&gt;XXY&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, che sull'ambiguità dell'identità sessuale aveva saputo giocarci con una certa abilità e furberia, rischiando di cadere in una drammaturgia manierata, qui invece il discorso si presenta apparentemente più piano, semplice, ma senza per questo dimenticare le complicazioni e le conseguenze che l'identità sessuale può ingenerare negli altri che ci circondano e sopratutto nel microcosmo dell'infanzia, cui la protagonista appartiene e sente di volerne fare parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La regista dimostra come l'approccio educativo dei genitori nei confronti della nostra protagonista, avvezza apparentemente a giocare, ma non così maliziosamente come il termine sembrerebbe implicare, con la propria identità sessuale, sia nettamente divergente; da una parte un padre che agisce e si comporta come un adulto/amico che decide di condividere azioni e costumi condivisibili con un figlio maschio, dall'altra una madre che apprezza la circostanza fortuita ed incidentale in cui la propria figlia si presenta truccata come una bambina della sua età, alla scoperta di un'identità e di una malizia ancora tutta da venire, ma senza percepire il disagio provato per quell'adeguamento ad una femminilità che pare un vestito scomodo e inadeguato per la nostra protagonista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che il film tenta di dire e credo riesca a farlo senza voler accumulare e raccontare eccessivamente, lasciando ai momenti di silenzio, alle interazioni con il gruppo di bambini, è l'evitare di voler inquadrare la protagonista in una scelta identitaria dettata da cause e motivi precisi. Non ci è dato, infatti, comprendere il perché delle ragioni che la spingono a operare certe scelte, nel voler mantenere un'ambiguità che potrebbe sconvolgere un intero pensiero comune e determinare crudeli conseguenze in un gruppo sociale ben definito come quello dei bambini.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella della protagonista non è una mera scelta di sessualità, di identità avvertita come segnale di omosessualità, tutti aspetti e risposte che potrebbero rassicurarci e darci soluzioni pronte per l'uso, modellate sul nostro modo di vedere il mondo in un dato modo, ma che invero spalancano le porte a riflessioni e a domande cui non è facile rispondere e a cui non viene data risposta non per astuzia programmatica dell'autrice, ma&amp;nbsp; credo per autentica sensibilità ed attenzione di sguardo ad un mondo e ad una natura, che non sempre possono essere semplicemente ricondotte a spiegazioni scientifiche o sociologiche.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4732690825524337728?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4732690825524337728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4732690825524337728&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4732690825524337728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4732690825524337728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/12/tomboy.html' title='Tomboy'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0T5u05N0c4o/TvNJPBuGf9I/AAAAAAAAA8o/5L21P863n2M/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-985872483404311313</id><published>2011-12-10T19:21:00.001+01:00</published><updated>2011-12-10T19:48:28.687+01:00</updated><title type='text'>L'implacabile</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-lSXc3D0QA0o/TuOjJfphzhI/AAAAAAAAA8c/e5LSFK06LSI/s1600/locandinapg2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-lSXc3D0QA0o/TuOjJfphzhI/AAAAAAAAA8c/e5LSFK06LSI/s320/locandinapg2.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;L'implacabile&lt;/i&gt; ovvero &lt;i&gt;Running Man&lt;/i&gt;,&amp;nbsp;film muscolare appartenente a quel genere fantascientifico distopico che potrebbe avvicinarsi come livello qualitativo ad altre opere del genere e del periodo, spesso fecondo e schiavo di un immaginario che &lt;i&gt;Blade Runner&lt;/i&gt; nel bene e nel male ha segnato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il regista Paul Michael Glaser, ovvero Paul Starsky, proprio quello di &lt;i&gt;Starsky &amp;amp; Hutch&lt;/i&gt;, telefilm culto degli anni '70 e '80, realizza questo prodotto cucito addosso al divo Schwarzenegger, emblema corporeo di un cinema di fantascienza muscolare, seppur fondato su un testo di partenza di Stephen King sotto pseudonimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'idea di una società dominata dall'esercito e da uno stato di polizia, in cui la televisione domina le coscienze ed i gusti della popolazione ha retaggi inevitabilmente orwelliani e rappresenta forse uno spettro per certi versi non così lontano dalla realtà contemporanea, per quanto concerne il potere televisivo e gli indici di gradimento per certi tipi di spettacoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film vorrebbe a suo modo rappresentare una critica sociale ad un possibile imbarbarimento intellettivo indotto da una fruizione massiccia di televisione quale fonte informativa e di puro intrattenimento in grado di travisare la realtà e fornire al pubblico e alle coscienze una nuova arena in cui sacrificare presunti criminali, costretti a fuggire per sopravvivere alla caccia di forzuti e anabolizzati gladiatori pronti ad ucciderli in maniera spettacolare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Schwarznegger viene scelto come la vittima ideale per questo spettacolo, ma le sue abilità si dimostreranno superiori alle aspettative del cinico network, fino al momento in cui la verità non verrà a galla, grazie anche all'intervento della solita resistenza pronta a risvegliare le coscienze dall'intorpidimento in cui sono state gettate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il personaggio interpretato dal nostro eroe diviene un idealista, pronto a combattere per una causa non sua, quasi per caso o per necessità di sopravvivenza, per ribellione ad una realtà televisiva in cui il fotomontaggio e le tecniche ormai consuete di travisamento del reale vogliono restituire un immagine che non corrisponde a quella da lui scelta e voluta.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film che vorrebbe costituire una critica sociale piuttosto evidente contro un sistema televisivo sempre più legato al facile profitto e critico verso un pubblico sempre più assetato di violenza, pronto a fare il tifo per il vincitore di turno, ma quello che emerge, al di là delle battute di humour nero regalateci dal nostro eroe, è proprio il contrario del suo proposito. Alla fine prevale inevitabilmente lo spettacolo muscolare e violento che il film vorrebbe criticare e diviene difficile pensare che questo film sia riuscito a destare le coscienze degli spettatori del tempo. Rimane comunque un esempio di cinema in bilico tra la serie A hollywoodiana e la serie Z del cinema di genere di quei fatidici anni '80 e come tale nel bene e nel male, parte di un immaginario cinematografico che non si può completamente rinnegare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-985872483404311313?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/985872483404311313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=985872483404311313&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/985872483404311313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/985872483404311313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/12/limplacabile.html' title='L&apos;implacabile'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-lSXc3D0QA0o/TuOjJfphzhI/AAAAAAAAA8c/e5LSFK06LSI/s72-c/locandinapg2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1973315491500902312</id><published>2011-12-06T12:11:00.001+01:00</published><updated>2011-12-06T12:49:19.844+01:00</updated><title type='text'>Il mio domani</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Rd70PWg9dM8/Tt34LlHGKoI/AAAAAAAAA8U/pEzyqWDaFJM/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-Rd70PWg9dM8/Tt34LlHGKoI/AAAAAAAAA8U/pEzyqWDaFJM/s320/locandina.jpg" width="230" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cinema di Marina Spada viene immancabilmente accostato e rinviato a quello di Antonioni per le scelte stilistiche e per il suo sguardo rivolto allo spazio urbano, quale elemento profilmico che abbraccia le sue protagoniste femminili, donne solitarie che intrecciano relazioni spesso deludenti con uomini insignificanti e immaturi nel loro svelare progressivamente i propri limiti affettivi e comportamentali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Marina Spada forse avvertirà con un certo fastidio l'accostamento al maestro ferrarese, spesso indicato come referente alto, ma con valenza negativa, come una sorta di richiamo nostalgico, mancante di originalità e di respiro. Eppure, il suo cinema evita, attraverso atmosfere semplici e dialoghi essenziali, di propinarci confronti dialettici e situazioni che spesso nel cinema nostrano appaiono come macchiette risibili, cercando di tratteggiare ritratti femminili non banali, come quello della donna manager interpretata da una Claudia Gerini asciugata nel trucco, finalmente non vistoso, non volgare, da cui scaturisce una limpidezza di sguardo verso le architetture in mutazione della propria città, che rimandano ai cantieri del godardiano &lt;i&gt;Due o tre cose che so di lei&lt;/i&gt;. Perché in fondo Marina Spada ci racconta una trasformazione urbana, quella dell'Expo, non priva di implicazioni sociali ed urbane che non possono rievocare quelle del film del maestro francese e lo sguardo della regista è anche quello del suo amico e collaboratore Gabriele Basilico, noto per i suoi studi fotografici sull'architettura di varie città del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse questo film rispetto al precedente &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2007/11/come-lombra.html"&gt;Come l'ombra&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, anch'esso ispirato ad una poesia, non sembra aggiungere nulla di nuovo alla sua scrittura filmica e il personaggio di Monica appare come una sorella della precedente protagonista, immersa in un'esistenza similare, che pare questa volta aprirsi a spazi extraurbani, vissuti in maniera conflittuale e sottotraccia sino a quella fuga, a quel viaggio, che questa volta trova una sua precisa concretizzazione geografica.&amp;nbsp;Lo sguardo della regista risulta comunque interessante nel tratteggiare in maniera non banale il panorama urbano in cui muove le sue protagoniste, accentuandone quel senso di solitudine e smarrimento che porta a rievocare il fantasma di Antonioni in maniera&amp;nbsp;più o meno&amp;nbsp;giustificata, seppur questa volta sembri ripetersi&amp;nbsp;nei meccanismi di&amp;nbsp;sviluppo e narrazione, quasi i due film&amp;nbsp;rappresentassero i capitoli di un romanzo sociale in divenire, frutto di una poetica&amp;nbsp;che questa volta non appare&amp;nbsp;incisiva come nel precedente episodio, rischiando di avvitarsi su se stessa, nonostante gli spunti e le intenzioni siano apprezzabili, come la recitazione efficace della sua protagonista, donna smarrita che deve creare un vuoto per poter ricominciare, come da lei stessa insegnato ai manager durante i suoi corsi di formazione e che come tutti i percorsi di cambiamento ha alcuni ostacoli da affrontare e smagliature da eliminare, attraverso una riflessione di sguardo che va oltre la percezione del mondo che ci circonda.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1973315491500902312?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1973315491500902312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1973315491500902312&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1973315491500902312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1973315491500902312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/12/il-mio-domani.html' title='Il mio domani'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Rd70PWg9dM8/Tt34LlHGKoI/AAAAAAAAA8U/pEzyqWDaFJM/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2985084674806574067</id><published>2011-12-05T11:34:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T12:02:33.428+01:00</updated><title type='text'>Bronson</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-tABtx0COvJ4/TtyeSk5mqsI/AAAAAAAAA8M/2Eck4vgtJk4/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-tABtx0COvJ4/TtyeSk5mqsI/AAAAAAAAA8M/2Eck4vgtJk4/s320/locandina.jpg" width="229" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A seguito della felice e inaspettata scoperta dell'ultimo lavoro di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/10/drive.html"&gt;Nicolas Winding Refn&lt;/a&gt;, la visione del precedente &lt;i&gt;Bronson&lt;/i&gt; si è posta come necessaria per conoscere e valutare ulteriormente le capacità di questo apprezzato talento registico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Bronson&lt;/i&gt; è un anomalo film biografico sulla storia del detenuto Michael Peterson (Tom Hardy) corpo cinematografico ingombrante con cui dover fare i conti sin dalle prime iperrealiste sequenze, che fanno emergere un gusto estetico vibrante di colori e di emozioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scelta narrativa di scomposizione temporale e ambientale della vicenda del galeotto più famoso d'Inghilterra rappresenta un metodo di lavoro e di rappresentazione volutamente straniante, che ci propone una personalità debordante e imprevedibile, capace di fondare sul proprio istinto di violenza una forma di talento deviato da proporre e riproporre quale segno di riconoscimento e di fama dentro e fuori dal carcere, divenendo una forma di comunicazione e approccio per lui stesso innegabili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Refn alterna i momenti carcerari e quelli di libertà con monologhi diretti in macchina da parte del nostro protagonista ad altri momenti teatrali, quasi burleschi, di fronte ad una platea oscura, che rammentano la performance umiliante del nostro beniamino Alex (Malcom McDowell) in &lt;i&gt;Arancia Meccanica&lt;/i&gt;, seppur il gioco di finzione e alienazione narrativa sia più evidente, quale declinazione ulteriore della personalità multiforme del nostro attuale beniamino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Peterson/Bronson è e sarebbe ben altro e più di un semplice corpo macchina da combattimento, come dimostrano le sue riflessioni e il suo trasformismo su un palcoscenico idealizzato, quale proiezione del suo desiderio di notorietà ed attenzione celebrativa, tant'è che scoprirà anche un gusto per le arti visive che potrebbe costituire una via di fuga espressiva e altrettanto fruttifera per un riconoscimento del proprio ego, che viene frustrato inevitabilmente sino all'esplosione finale della propria violenza intima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bronson non è un eroe positivo, ma Refn ci restituisce un personaggio burlesco, senza per questo giustificarne o condividerne la violenza, nonostante la rappresentazione straniante possa dare adito a questa ipotesi. In realtà la narrazione scelta dal regista, accompagnata da una fotografia vivace in alcuni momenti decisamente espressionisti e da una musica che denota un approccio verso l'elettro-pop di sapore anni '80, ci disvela tutta la solitudine e l'instabilità di questo individuo concentrato su se stesso e alla fine ridotto ad una carcerazione, che sembra quasi relegarne e comprimerne la fisicità, impedendone e limitandone ogni autoesaltazione così tanto sbandierata ed esaltata dallo stesso sin dagli esordi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2985084674806574067?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2985084674806574067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2985084674806574067&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2985084674806574067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2985084674806574067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/12/bronson.html' title='Bronson'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-tABtx0COvJ4/TtyeSk5mqsI/AAAAAAAAA8M/2Eck4vgtJk4/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-9014160053762257421</id><published>2011-11-15T16:32:00.001+01:00</published><updated>2011-12-05T12:07:55.357+01:00</updated><title type='text'>Melancholia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FyM2B-cr2fc/TsKF8h185DI/AAAAAAAAA8E/XGcI6RTLpn0/s1600/locandinapg2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-FyM2B-cr2fc/TsKF8h185DI/AAAAAAAAA8E/XGcI6RTLpn0/s320/locandinapg2.jpg" width="217" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tanto atteso e sospirato, accompagnato da polemiche legate alle dichiarazioni del regista, che mostra di voler provocare, ma non si sa poi con quanta consapevolezza ed intelligenza, si dovrebbe e si deve andare ad analizzare il suo cinema ed il suo film in particolare, indipendentemente dalle sue esplicitazioni verbali, che forse è meglio dimenticare e lasciar annegare come la sua protagonista nella locandina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, ritengo di appartenere alla schiera dei delusi nei confronti di questo film che avrebbe voluto rappresentare per il suo autore un'opera di grande sensibilità e delicatezza immaginativa, rispetto al disturbante &lt;i&gt;Antichrist&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non appartengo per principio agli estimatori del regista, seppur tra queste pagine si possa ritrovare un mio apprezzamento per una sua &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2009/07/lelemento-del-crimine.html"&gt;opera primigenia&lt;/a&gt;, a dimostrazione del fatto che ogni tanto riesco a vincere i miei pregiudizi. Pertanto, mi sono avvicinato a questo suo ultimo lavoro con curiosità ed una certa aspettativa positiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il risultato della visione è quello di un film che, a mio parere, vorrebbe essere suggestivo, emozionante e in parte sembra premetterlo e prometterlo, seppur la sequenza iniziale rievochi un immaginario alla Bill Viola e un cinema che, come quello di Malick, tenta di abbracciare una gamma di sensazioni ed emozioni vaste, volte ad immergere lo spettatore in un'atmosfera di attesa costante, opprimente, quasi di riappacificazione con un mondo che muore, fino ad andare a disturbare un mostro sacro come Tarkovskij, per cui lo si sarebbe potuto già menzionare per l'ultimo film di Malick, ma le differenze si sentono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se il regista texano, sembra averne il respiro o almeno una parvenza di aura tale da rendere il suo film davvero emozionante e misterioso, indicibile e tendente verso un assoluto che può anche annoiare, ma che a suo modo colpisce, in Von Trier tutto ciò appare involuto e artefatto, vistosamente artificioso, a partire dall'utilizzo vezzoso della camera a mano, inadeguata per il tipo di narrazione che intende proporre e che avrebbe richiesto un ritmo più cadenzato. Inoltre, proprio quell'insieme di immagini in stile Bill Viola, così iperrealiste e vivide nella retina dello spettatore, sono la dimostrazione di una certa superficialità visiva e anche contenutistica di ciò che Von Trier vorrebbe rappresentare, perché il dubbio rimane su dove voglia andare a parare il nostro autore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo una prima parte ambientata durante un matrimonio che evoca il miglior film del manifesto Dogma, ovvero &lt;i&gt;Festen&lt;/i&gt;, in cui la nostra protagonista manifesta subito un disagio e una disaffezione che avranno conseguenze negative per l'esito dell'evento, si passa ad una seconda parte in cui il malessere della stessa pare accentuarsi in maniera esponenziale, per poi giungere ad una consapevolezza che in altri provoca reazioni e timori, non altrettanto così pacifici, di accettazione di una supremazia della natura sul raziocinio umano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Verrebbe da ritenere preferibile lo sguardo programmatico manifestato in altre sue opere più apertamente esplicite nel loro messaggio di fondo come &lt;i&gt;Dogville&lt;/i&gt;, dove l'artificio per quanto esibito nella sua apparente assenza brechtiana, costituiva, alla luce di questa recente produzione, un'operazione più sincera, ma forse alla fine Von Trier dimostra di essere un abile costruttore di immagini portatrici di un senso estetico accattivante, che col tempo si dimostrano sempre meno elevati e intensi di quanto vorrebbe farci credere o spererebbe di credervi egli stesso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-9014160053762257421?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/9014160053762257421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=9014160053762257421&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/9014160053762257421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/9014160053762257421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/11/melancholia.html' title='Melancholia'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-FyM2B-cr2fc/TsKF8h185DI/AAAAAAAAA8E/XGcI6RTLpn0/s72-c/locandinapg2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1444216311854412165</id><published>2011-11-13T18:49:00.001+01:00</published><updated>2011-11-13T21:25:08.934+01:00</updated><title type='text'>A Dangerous Method</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4XyipXoNREQ/TsADA3nI8II/AAAAAAAAA78/vvozQ8Xy05M/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-4XyipXoNREQ/TsADA3nI8II/AAAAAAAAA78/vvozQ8Xy05M/s320/locandinapg1.jpg" width="235" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si ha a tratti l'impressione di assistere ad un melodramma, quasi didascalico nel rappresentare ciò che ha costituito la nascita di un metodo d'indagine che ha visto maestro e allievo progressivamente contrapporsi e dividersi, in cui le implicazioni scaturite tra Sabrina Spielrein (Keira Knightley) e il suo medico, nonché mentore Carl Gustav Jung (Michael Fassbender) costituiscono l'ossatura principale della vicenda messa in scena dal regista canadese, che si apre e chiude sulla figura della futura psicoanalista, quale elemento disturbante e perturbante nel rapporto padre/figlio sussistente tra i due professionisti e più volte rimarcato con evidenza dialettica dai suoi protagonisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'incontro iniziale tra i due studiosi disvela subito i caratteri, le pulsioni e il confronto metodico e interpretativo, tanto sa risultare quasi ingenuo nella sua evidenza esplicativa di due scuole di pensiero, una già formata, l'altra in attesa di sbocciare e di trovare le propria fondamenta. Caratteri appunto divergenti, che si palesano subito attraverso un elemento simbolico come il cibo, costantemente assaporato dal giovane Jung, mentre quasi disdegnato dal maturo Freud (Viggo Mortensen), intento invece a consumare il suo fedele ed evidentemente fallico sigaro, quale totem iconico della propria referenzialità costante alla sessualità quale punto di partenza delle sue interpretazioni psicoanalitiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se ne trae la conclusione che Cronenberg, già con l'eccellente &lt;i&gt;Spider&lt;/i&gt; avesse rammostrato sufficientemente ed adeguatamente gli elementi tipici della psicoanalisi, attraverso i ricordi rimossi del suo disturbato protagonista, mentre nell'affrontare l'origine di questo metodo di analisi interiore, questa volta si sia dovuto piegare ad una rappresentazione fin troppo esplicita di quella metodica, forse passaggio inevitabile per illustrare concetti basici, seppur noti ai più come patrimonio culturale comune, in cui pochi sembrano essere i momenti di vera illuminazione all'interno di un'opera levigata e ben confezionata, che denota studio e attenzione, nonché un tentativo di percorso attraverso nuovi sentieri narrativi da parte di un regista che dal &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/01/videodrome.html"&gt;corpo&lt;/a&gt; e le sue &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/10/la-mosca.html"&gt;mutazioni&lt;/a&gt;, sino alla &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/01/la-promessa-dellassassino.html"&gt;violenza&lt;/a&gt; nella sua imprescindibilità, sembra sempre più rivolto alla comprensione della mente e delle sue più oscure zone d'ombra, ma questa volta il risultato è una confezione rassicurante e poco perturbante, come solitamente invece il suo cinema ha dimostrato di saper essere, anche nei suoi passaggi apparentemente meno riusciti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1444216311854412165?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1444216311854412165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1444216311854412165&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1444216311854412165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1444216311854412165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/11/dangerous-method.html' title='A Dangerous Method'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4XyipXoNREQ/TsADA3nI8II/AAAAAAAAA78/vvozQ8Xy05M/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2023188364879281747</id><published>2011-10-29T12:49:00.000+02:00</published><updated>2011-11-13T21:45:13.175+01:00</updated><title type='text'>Cowboys &amp; Aliens</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-a39S_lWrFoM/TqshKCsFSrI/AAAAAAAAA7c/X1HpysFBbmA/s1600/locandinapg4.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-a39S_lWrFoM/TqshKCsFSrI/AAAAAAAAA7c/X1HpysFBbmA/s320/locandinapg4.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film che viene presentato negli annunci pubblicitari come realizzato "dallo stesso regista di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/06/iron-man.html"&gt;&lt;i&gt;Iron Man&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;", nelle intenzioni dei distributori dovrebbe rappresentare un ottimo specchietto per le allodole, perché è evidente il target spettatoriale di riferimento, quindi &amp;nbsp;azione e divertimento assicurato, ma se già il secondo capitolo della saga dell'uomo di ferro mostrava i suoi limiti narrativi, questo &lt;i&gt;Cowboys &amp;amp; Aliens&lt;/i&gt; non è esente da difetti originari.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non risulta difficile immaginare come a tavolino abbiano ipotizzato l'effetto botteghino scaturente da un film che mischia, come nei migliori B-Movie, due elementi evidentemente antagonisti e inconciliabili tra loro, ma di potenziale richiamo e attrazione se conditi con la presenza del novello 007 Daniel Craig, affiancato ad un veterano della fantascienza e dell'azione avventurosa al limite del paradosso temporale come Harrison Ford, infarcendo il tutto con la bellezza del momento Olivia Wilde, reduce da &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/01/tron-legacy-e-il-tentativo-forse.html"&gt;Tron Legacy&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, il risultato è decisamente scialbo, nonostante Craig come cavaliere solitario, immemore di quanto accadutogli in precedenza al suo risveglio, munito di un misterioso bracciale tecnologico, quale arma di distruzione e difesa contro i nemici alieni giunti dal cielo con finalità di conquista di una frontiera apparentemente agli sgoccioli e un Harrison Ford apparentemente il &lt;i&gt;villain&lt;/i&gt; di turno, ma con un cuore di padre dietro la figura rude di militare in pensione e arricchito dal commercio di bestiame.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro eroe si ritrova così a dover ricostruire la propria memoria e a dover sopravvivere in un territorio ostile, facendo uso delle proprie abilità di uomo d'azione, ma il passato con le sue pieghe oscure è in agguato, seppur il presente e il futuro possano essere riscritti e la misteriosa Olivia Wilde sembra sapere molto più di quanto si possa immaginare del nostro immemore eroe. Peccato rimanga l'impressione che la sua presenza per tutto l'arco del racconto sia quella di una &lt;i&gt;mannequin&lt;/i&gt; messa in scena per abbellire un mondo prettamente maschile, in cui le figure femminili svolgono un ruolo solitamente di soccombenza, ma nonostante il compito, apparentemente fondamentale, dalla stessa rivestito alla fine del film non elimina l'impressione di cui sopra.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sembra che al film manchi quell'ironia di fondo che altrove in prodotti di questo genere era possibile intravedere, anche perché i limiti tecnici li rendevano di suo opere senza pretese autoriali, mentre in questo caso l'opera fracassona, frutto della mentalità capitalista hollywoodiana, mette in campo effetti speciali e visivi di un certo tenore, con intenti di successo e di serietà finalizzata ad un lucro che i loro predecessori non hanno saputo e potuto ottenere per evidenti limiti di fondo, ma alla fine il risultato non cambia (forse non economicamente) e si ha come l'impressione che si siano presi un po' troppo sul serio e la sensazione di aver sprecato del tempo per simile prodotto ci fa rimpiangere da una parte ancor più Daniel Craig nei panni di 007 e dall'altra una fantascienza collocata in un suo tempo ed in un suo spazio ben definiti, senza tentativi di commistione implausibili, tanto da renderlo un prodotto neppure accostabile al genere della fantascienza steampunk.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Cowboys &amp;amp; Aliens&lt;/i&gt; è un tentativo mal riuscito di mescolare il genere antonomastico del cinema americano per rinnovarlo attraverso un corpo estraneo, al fine di ottenere un esemplare di cinema postmoderno, che se in letteratura ha già dato i suoi frutti da tempo, nel caso del cinema o meglio di questo film in particolare non appare affatto riuscito, tant'è che&amp;nbsp;si può ritrovare un migliore esito visivo e &amp;nbsp;citazionista proprio in chiave postmoderna nel video &lt;i&gt;&lt;a href="http://microcuts.net/uk/videos"&gt;Knights of Cydonia&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; di Joseph Kahn, decisamente più consapevole e ironico e anche meno lungo come minutaggio per la sua fruizione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2023188364879281747?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2023188364879281747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2023188364879281747&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2023188364879281747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2023188364879281747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/10/cowboys-aliens.html' title='Cowboys &amp; Aliens'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-a39S_lWrFoM/TqshKCsFSrI/AAAAAAAAA7c/X1HpysFBbmA/s72-c/locandinapg4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5106504568510464050</id><published>2011-10-26T16:20:00.001+02:00</published><updated>2011-10-26T16:20:09.114+02:00</updated><title type='text'>This Must Be The Place</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-pJvg7eL1eJs/TqcjIoDanXI/AAAAAAAAA7Q/Y1gyHt2QwyM/s1600/locandinapg3.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-pJvg7eL1eJs/TqcjIoDanXI/AAAAAAAAA7Q/Y1gyHt2QwyM/s320/locandinapg3.jpg" width="205" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Paolo Sorrentino è l'unico, ad oggi, regista italiano in grado di trasporre la sua immaginazione e i suoi virtuosismi registici anche oltreoceano, creando un'opera straniante e straniata come il suo protagonista, ispirato con forte evidenza a Robert Smith dei &lt;i&gt;The Cure&lt;/i&gt; e alle movenze rallentate di Ozzie Osbourne, nonché al gruppo di &lt;i&gt;Siouxie and The Banshees&lt;/i&gt;, in cui il primo aveva militato per qualche tempo come chitarrista, riuscendo a creare un nuovo tassello della propria storia d'autore capace di raccontare vicende, che in questo caso seppur non sembri avere spunti di particolare originalità di fondo, riesce comunque ad imprimervi una sua impronta personale che lo distanzia dal panorama nostrano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sorrentino si perde consapevolmente e piacevolmente negli spazi americani, meno propensi a costituire quelle gabbie architettoniche e formali che il suo cinema sinora è riuscito a rappresentare ed è questo l'aspetto forse apparentemente meno vincente del suo film, che rieccheggia volutamente e consapevolmente autori che nel grande continente hanno trasposto loro storie e narrazioni, primo tra tutti Wim Wenders, rischiando essi stessi di perdersi e disorientare i loro stessi affezionati spettatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure Sorrentino costituisce ad oggi l'unico regista italiano con una poetica definita, con un'idea di cinema ben formata, per quanto alcuni suoi potenziali detrattori possano intravedervi un passo falso, una dimostrazione di una vacuità di fondo che inquadrature formalmente perfette non possono compensare sino alla fine, ma guardando indietro al suo cinema, sinora il regista ha dimostrato di avere qualcosa da dire e di saperlo fare con strumenti in possesso di tutti, ma non adeguatamente utilizzati da altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Storia di formazione, di ricerca, di viaggio fisico e a suo modo interiore, inevitabilmente, nonostante ironicamente il protagonista cerchi di smentire questo percorso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;This Must Be The Place&lt;/i&gt; potrà forse essere un film che a distanza di tempo inciderà di meno nell'immaginario creato dal regista per scelte che possono apparire più semplicistiche e scontate, proprio per il contesto in cui viene posto in essere, evocando stilemi di un cinema alla Jarmusch, ma che denota come Sorrentino sia in grado di emulare anche quel cinema americano indipendente con una certa maestria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non saprei dire se l'America è il posto ideale per il suo cinema, ma sicuramente è un luogo in cui ha saputo o almeno ha tentato di vagare per raccontare una storia secondo il suo modo di sentire e vedere il mondo che lo circonda, in attesa di nuovi viaggi e visioni sempre vive come la musica che accompagna i suoi itinerari visivi e visionari.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5106504568510464050?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5106504568510464050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5106504568510464050&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5106504568510464050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5106504568510464050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/10/this-must-be-place.html' title='This Must Be The Place'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-pJvg7eL1eJs/TqcjIoDanXI/AAAAAAAAA7Q/Y1gyHt2QwyM/s72-c/locandinapg3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-6130008274479543605</id><published>2011-10-15T13:47:00.002+02:00</published><updated>2011-10-15T13:47:10.946+02:00</updated><title type='text'>L'ultimo terrestre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ujbljd6mzGo/TplnNf3063I/AAAAAAAAA7I/g5QPc0oXkK4/s1600/imm.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-ujbljd6mzGo/TplnNf3063I/AAAAAAAAA7I/g5QPc0oXkK4/s1600/imm.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cinema italiano spesso sembra non riuscire o non voler fotografare la propria realtà, che spunti di narrazione ne avrebbe da offrire, mentre il film di Gipi, noto fumettista al suo primo film, a suo modo in parte, riesce ad offrire un quadro, seppur personale, della nostra quotidianità, in cui i cosiddetti non luoghi e la solitudine sembrano una volta tanto riuscire ad andare a braccetto in maniera piuttosto grottesca e funzionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pacinotti ci offre alcuni quadri fotografici, tipici di un genere, forse inflazionato della fotografia stessa, ma che riesce sempre a suo modo a stimolare e attrarre lo sguardo di chi scrive e non manca l'ironia grottesca a tratti quasi kaurimaskiana nel tratteggiare figure e situazioni decisamente sgradite e cattive, che il trailer visto in rete non riusciva a comunicare appieno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scelta di un'invasione aliena, quale aspettativa per un paese ormai appiattito e in crisi, dove i luoghi di transito per il nostro protagonista sono amplificazioni del suo malessere e di un'incapacità ad esprimere affetti e sentimenti in maniera completa e ordinaria, secondo il modo di vedere dei più, costituisce un elemento di attesa e di straniamento che diviene metafora del quotidiano incattivimento ed ingrigimento della popolazione della terra, ma in particolare dell'Italia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli alieni stessi, nella loro iconografia piuttosto classica, costituiscono sorte di eoni in carne e ossa portatori di una speranza, seppur la paura sia strisciante tranne che per lo straniato protagonista, nonché giudici di un'umanità agli sgoccioli, in cui il nostro desolato antieroe si aggira, circondato da figure ancor più stranianti e grottesche di lui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film di Gipi se nella prima parte sembra offrire spunti divertenti e riflessivi non del tutto banali, nella seconda parte più drammatica e quasi surreale, sembra perdere un po' del suo mordente iniziale e sceglie soluzioni più scontate, almeno per quanto riguarda il versante affettivo, ma in fondo risulta essere un film con qualcosa da dire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Toccherà aspettare qualche tempo per capire se rimarrà qualche elemento significativo e pregnante di questa sua opera prima oppure un altro esempio di una meteora del nostro cinema, priva di quel mordente che a tratti è riuscita ad esprimere, ironizzando sulle nostre mancanze e abbruttimenti morali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-6130008274479543605?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/6130008274479543605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=6130008274479543605&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6130008274479543605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6130008274479543605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/10/lultimo-terrestre.html' title='L&apos;ultimo terrestre'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ujbljd6mzGo/TplnNf3063I/AAAAAAAAA7I/g5QPc0oXkK4/s72-c/imm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2107949094626896849</id><published>2011-10-14T23:29:00.000+02:00</published><updated>2011-10-14T23:29:34.300+02:00</updated><title type='text'>La pelle che abito</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-0ouOyOX7VEQ/Tpim7S7tUQI/AAAAAAAAA7A/tDJE9Z-tCvc/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-0ouOyOX7VEQ/Tpim7S7tUQI/AAAAAAAAA7A/tDJE9Z-tCvc/s320/locandinapg1.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' una questione di formalità o più semplicemente di forma con poca sostanza il nuovo film di Pedro Almodòvar, perché se già &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2009/11/gli-abbracci-spezzati.html"&gt;Gli abbracci spezzati&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; mostrava una piega autoriflessiva e autocompiacente del e verso il proprio cinema, in questo caso il tema trattato, nella sua affascinante morbosità, diviene nelle mani del nostro amato un racconto tedioso, in cui la scelta di una non linearità, che in caso contrario forse avrebbe giovato maggiormente al film, non aiuta ad appassionarsi al tema trattato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Almodòvar è come se avesse deciso di raggelare e raffreddare ogni istinto ribelle, nonostante un'apparenza, un accenno buttato lì ad un certo punto del racconto, per poi ripiegare su un dramma che sembra meno melò del solito e molto duro, quasi aspro nel suo voler rappresentare un dolore e una vendetta che hanno un seguito quasi scontato nel finale della vicenda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora una volta, come nel precedente suo lavoro, le agnizioni, i confronti al femminile, si dimostrano inefficaci nel dare forza al racconto che molto avrebbe e ha da dire per tutte le tematiche che vengono messe in gioco, ai ribaltamenti e alle pulsioni erotiche che il tema propone, grazie alla sua protagonista, oggetto da ammirare e spiare, come il cinema stesso c'insegna, ma il tutto si rivela troppo scopertamente cerebrale e la noia avanza, almeno per chi scrive.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altri hanno ritrovato in questo lavoro del maestro spagnolo la dimostrazione della sua bravura, della sua capacità di affrontare tematiche affascinanti ed inquietanti, in cui le letture psicanalitiche si potrebbero sprecare, ma questa volta tutto ciò non è sufficiente ad appassionare, chi il cinema di Almodòvar sino ai tempi di &lt;i&gt;Volver&lt;/i&gt; l'ha amato e apprezzato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2107949094626896849?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2107949094626896849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2107949094626896849&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2107949094626896849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2107949094626896849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/10/la-pelle-che-abito.html' title='La pelle che abito'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0ouOyOX7VEQ/Tpim7S7tUQI/AAAAAAAAA7A/tDJE9Z-tCvc/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-6329139695761294316</id><published>2011-10-14T23:03:00.000+02:00</published><updated>2011-10-14T23:08:19.790+02:00</updated><title type='text'>Carnage</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3wPUcAQLqQI/Tpiev2mmBgI/AAAAAAAAA64/AB766UKcgHk/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-3wPUcAQLqQI/Tpiev2mmBgI/AAAAAAAAA64/AB766UKcgHk/s320/locandinapg1.jpg" width="235" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La predisposizione al dramma da camera di &lt;i&gt;Carnage&lt;/i&gt; avrebbe potuto restituirci un esempio di teatro filmato e pertanto un'opera incapace di andare oltre uno schematismo ed una programmaticità fin troppo evidenti come parrebbe suggerire il testo di partenza, ma Polanski dimostra di sapere governare mirabilmente la materia a propria disposizione equilibrando e distribuendo con sapienza i ritmi e le cadenze di un confronto che dovrebbe essere conciliante, come la cultura americana ci insegna, ma che col passare del tempo saprà sfoderare gli aspetti più deteriori della nostra società.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché, nonostante il film di Polanski non sembri occuparsi del mondo attuale esterno, risulta essere ad ogni modo e proprio per la sua apparente distanza dal reale contemporaneo un'opera invece ancor più presente al proprio tempo, mettendo in luce le sfaccettature della nostra quotidianità, della nostra civiltà, attraverso due modelli familiari, che a loro modo dovrebbero rappresentare fenotipi umani ben definiti, in grado di creare più o meno condivisioni o compartecipazioni da parte degli spettatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli equilibrismi dialettici e formali, col tempo vengono meno, degenerando e svelando le storture umane e sociali, racchiuse in un piano sequenza in campo lungo che apre e chiude il film e che suona beffardo rispetto ai tentativi di apparente rispetto reciproco di ristabilimento di un equilibrio, che pare non poter essere trovato in una società schiava di forme e idee che sembrano aver preso il sopravvento sulla sostanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se da una parte Polanski firma &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/04/luomo-nellombra.html"&gt;ancora una volta&lt;/a&gt; un'opera critica e salace nei confronti dell'America, dall'altra dimostra uno sguardo che riesce, nonostante la gabbia profilmica in cui si è autorecluso, di riuscire a spaziare ben oltre lo spazio d'azione in cui la m.d.p. si aggira, raccontando della nostra realtà e del nostro tempo in maniera alquanto efficace e più incisiva di un saggio di sociologia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inutile ribadire, ma lo faccio lo stesso, la maggiore incisività che il &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=xxX02-KdsXM"&gt;trailer originale&lt;/a&gt; fa presagire rispetto a quello &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=O3_eHh7WXUM"&gt;italiano&lt;/a&gt; visto nelle sale nostrane.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-6329139695761294316?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/6329139695761294316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=6329139695761294316&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6329139695761294316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6329139695761294316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/10/carnage.html' title='Carnage'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-3wPUcAQLqQI/Tpiev2mmBgI/AAAAAAAAA64/AB766UKcgHk/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-3090401808343030488</id><published>2011-10-03T17:06:00.000+02:00</published><updated>2011-10-05T14:11:38.536+02:00</updated><title type='text'>Drive</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CdmVCNwwZQQ/Tom7MyGdT7I/AAAAAAAAA60/pNwnDuCD8Bc/s1600/locandinapg5.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-CdmVCNwwZQQ/Tom7MyGdT7I/AAAAAAAAA60/pNwnDuCD8Bc/s320/locandinapg5.jpg" width="215" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Drive non è semplicemente una coazione a ripetere di un cinema che ripropone se stesso ad uno spettatore in cerca di facili soluzioni cinematografiche e non può neppure liquidarsi come una visione nostalgica di un immaginario precedente, perché nella sua rievocazione di opere classiche del cinema americano che ne vanno a costituire&amp;nbsp;la spina dorsale, dimostra di aver accumulato un immaginario significativo e significante che può essere intelligentemente rielaborato, pur strizzando l'occhio ad un'estetica anni '80, come dimostra la grafica stessa dei titoli di testa e l'abbigliamento evidentemente sgargiante e parossistico del suo protagonista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il titolo stesso, infatti, evoca&amp;nbsp;volutamente, come nella stessa sequenza iniziale,&amp;nbsp;&lt;i&gt;Driver - L'imprendibile di&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Walter Hill,&amp;nbsp;riuscendo ad incollare lo spettatore subito alla poltrona, attraverso una sequenza che non ha nulla di spettacolare. Pur mettendo in scena l'elemento macchina, quale strumento evocante motori rombanti e inseguimenti mozzafiato, Refn disinnesca, come saprà dimostrare anche in altri momenti, facili soluzioni di comodo, mediante&amp;nbsp;l'impassibilità del suo protagonista, la sua lucida freddezza, apparentemente strafottente, ma con una sua precisa logica di fuga, che nel condurre in salvo i suoi clienti rapinatori, li condurrà attraverso le varie multiformi deviazioni della città degli angeli, tramite un'operazione di nascondimento che dimostra intelligenza e non semplice muscolarità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure l'elemento della rapina, nerbatura di &lt;i&gt;Driver&lt;/i&gt; di Hill diviene presto anch'esso un &lt;i&gt;detour&lt;/i&gt; narrativo, perché il nostro protagonista&amp;nbsp;si ritroverà a dover fare i conti con elementi strutturali che hanno ben altra inclinazione ed ispirazione. Egli stesso&amp;nbsp;nel suo apparire quale figura di individuo insonne, senza nome e sempre di passaggio tra la propria casa (completamente spoglia da elementi rappresentativi di una personalità definita) quasi fosse una stanza d'albergo e l'officina, dimostra di essere una figura quasi archetipica o mitologica, appartenente ad un mondo altro dal nostro. Il suo approccio all'esistenza e alle persone appare&amp;nbsp;completamente asettico o quasi, tranne nel momento in cui Refn ci fa percepire l'attrazione del nostro eroe verso una figura femminile in grado di penetrare la sua impassibilità e in cui&amp;nbsp;entrano in gioco gli sguardi, i silenzi e un utilizzo di una musica elettropop che riecheggia nuovamente quell'estetica anni '80 di cui si diceva, ma in maniera non così nostalgica come ci si aspetterebbe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Refn sembra saper condurre bene il gioco e la sua regia non è mai affatto banale e lo dimostra attraverso un uso incredibilmente azzeccato della slow motion, che &amp;nbsp;forse dai tempi di &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2007/12/paranoid-park.html"&gt;Paranoid Park&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;non si vedeva impiegare&amp;nbsp;in maniera così efficace e fluente, funzionale a dilatare sensazioni ed emozioni, sia positive che negative, come nei momenti in cui la violenza nel suo esplodere non diviene mai fine a se stessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il personaggio di Gosling non è solo la decalcomania&amp;nbsp;aggiornata agli anni zero della figura di Driver, ma è anche il Cavaliere della valle solitaria o meglio ancora il Cavaliere pallido di Eastwood, se si pensa alla sequenza del duello finale, anch'esso giocato su sguardi affilati e flashforward, in cui saranno due ombre proiettate sull'asfalto rovente a raccontarci l'esito della contesa mortale e le conseguenze di essa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un western automobilistico, in cui la strada è presenza percepita attraverso il punto di vista circoncluso dell'abitacolo del mezzo che la percorre o attraverso l'officina meccanica come luogo non di rielaborazione della potenza motore, ma contesto di lavoro puro e semplice, un punto di passaggio tra i tanti in cui si troverà ad aggirarsi il nostro eroe, in cerca di una soluzione ai problemi che la sua amata rischia di dover affrontare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ryan Gosling dimostra in questo film di essere il tipo di attore che ci aiuta a comprendere la differenza che passa tra un interprete che sfrutta una recitazione fatta di sottrazioni e un attore inespressivo. Lui ovviamente appartiene alla prima categoria e Refn si rivela un regista che nel rielaborare il western come genere per eccellenza del cinema americano, non solo ha saputo apprendere la lezione dei classici, ma anche di possedere uno sguardo che riesce ad andare oltre alla sensazione di una stantia visione di comodo per lo spettatore nostalgico o cinefilo che dir si voglia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-3090401808343030488?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/3090401808343030488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=3090401808343030488&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3090401808343030488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3090401808343030488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/10/drive.html' title='Drive'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CdmVCNwwZQQ/Tom7MyGdT7I/AAAAAAAAA60/pNwnDuCD8Bc/s72-c/locandinapg5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7626037140457988305</id><published>2011-09-29T15:46:00.003+02:00</published><updated>2011-10-01T14:27:03.552+02:00</updated><title type='text'>This is England</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1igwpeOiECY/ToRCjvKpStI/AAAAAAAAA6w/RPc6YMUDbJg/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-1igwpeOiECY/ToRCjvKpStI/AAAAAAAAA6w/RPc6YMUDbJg/s320/locandinapg1.jpg" width="215" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ritengo piuttosto fuorviante la lettura proposta da alcuni critici nel voler individuare nella protesta dei giovani arrabbiati protagonisti di questo film, le ragioni dei moti avvenuti quest'estate a Londra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente il malessere rappresentato da una parte di essi, quella più estrema e nazionalista costituisce un fenomeno ancora vivido e vivace, ma il film ha una sua precisa collocazione temporale e storica e anche il sottotitolo italiano della locandina tende a filtrare un messaggio che il gruppo iniziale non pare affatto voler trasmettere allo spettatore, nonostante le immagini di repertorio della guerra delle Falkland/Malvinas e il governo Thatcher ci vogliano introdurre in un preciso ambito temporale, fatto di proteste e disagi sociali.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello dei titoli di testa è un evidente &amp;nbsp;tuffo nel&amp;nbsp;sofferto&amp;nbsp;passato di un paese, la cui classe operaia ben è stata rappresentata da Ken Loach a suo tempo e inevitabilmente i richiami sono a quel tipo di cinema, seppur Meadows tenti di realizzare un'opera personale, legata alla memoria e al ricordo di un passato lontano e vicino al tempo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un romanzo di formazione lo si potrebbe definire, perché la regia punta subito il suo sguardo sul giovane protagonista, escluso socialmente ed in cerca di un'affermazione e condivisione familiare che la figura materna pare non potergli dare, ma che forse alla fine saprà trovare un suo spazio, dopo un crescendo di tensione che la prova generale degli attori riesce a regalare a questo film.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sembra esservi nulla di nuovo o che non sia già stato in parte visto, ma a quanto pare si avverte un bisogno di riconferme e rassicurazioni visive nel mettere in scena storie di un certo ceto sociale, come quello della working class, per la sua rudezza e per tutto quello che ne costituisce il contorno architettonico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meadows realizza scorci significativi dal gusto prettamente fotografico per rappresentare il disagio e la solitudine del suo protagonista, inserendolo in un paesaggio urbano poco edificante, in cui l'adesione ad un gruppo attraverso gesti e costumi costituisce una forma di riconoscimento e identificazione, che porterà una parte di essi a declinare verso pericolosi estremi, con ripensamento di alcuni sino ad una tragedia sfiorata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meadows nel suo finale dal sapore truffautiano fotografa la presa di coscienza di un giovane arrabbiato, che forse ha compreso la sua lezione di vita, seppur a discapito di altri, immergendolo in una nuova apparente solitudine e rabbia, che chissà forse saprà trovare sbocchi più felici.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7626037140457988305?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7626037140457988305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7626037140457988305&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7626037140457988305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7626037140457988305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/09/this-is-england.html' title='This is England'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1igwpeOiECY/ToRCjvKpStI/AAAAAAAAA6w/RPc6YMUDbJg/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7145070603524010280</id><published>2011-09-25T17:01:00.001+02:00</published><updated>2011-09-25T17:01:27.495+02:00</updated><title type='text'>L'erede</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-gPZ6mqZ6gT8/Tn8_CqYQ1NI/AAAAAAAAA6s/HJqKmbGNXgo/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-gPZ6mqZ6gT8/Tn8_CqYQ1NI/AAAAAAAAA6s/HJqKmbGNXgo/s320/locandina.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nutrivo una qualche speranza e fiducia in questo film d'esordio, un po' per la trama e un po' per quanto letto in merito allo stesso, ma ancora una volta la dura realtà mi ha presentato il conto di un'opera che pur tentando di giocare su precise atmosfere e sulle prove di recitazione, incoccia in un risultato deludente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Delude il film per il suo girare a vuoto intorno ad una vicenda dagli echi di un ormai remoto e rimpianto Pupi Avati, almeno per i tentativi di atmosfera ed ambientazione, che vorrebbe inquietare e stupire lo spettatore, ma subito dimostra di non sapere che strada intraprendere, apparendo confuso e alla lunga ripetitivo e scoordinato, laddove anche alcuni passaggi logici appaiono evidentemente forzati. Non aiuta anche l'interpretazione del protagonista, apprezzato e apprezzabile nella serie televisiva &lt;i&gt;Romanzo Criminale&lt;/i&gt;, ma qui piuttosto piatto ed imbarazzante come la sua fidanzata, nella finzione, che appare ad aprire e chiudere la vicenda, ma risultando decisamente poco credibile e convincente nel suo fungere quale figura razionale e anche volutamente antipatica e contrariata, rispetto alle scelte del giovane erede, di cui il titolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Storia che avrebbe sicuramente funzionato bene per un cortometraggio, ma che sulla lunga durata, neppure eccessiva come minutaggio vero e proprio, non decolla e spreca le buone ed efficaci interpretazioni dei misteriosi e vendicativi vicini di casa, che vantano diritti sull'eredità, addivenendo ad espedienti che ricordano situazioni tipo&amp;nbsp;&lt;i&gt;Misery non deve morire&lt;/i&gt;, ma senza trascendere nell'eccesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'opera prima che non appare affatto esaltante e che per l'esito infastidisce nel far pensare che il contributo ricevuto per la sua realizzazione sia stato impiegato in maniera non adeguata, nonostante alla scrittura vi sia un nome come Ugo Chiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisogna riflettere sul nostro cinema e domandarsi dove possa andare a parare col tempo, attraverso opere e operazioni che tentano di costruire storie in cui la scelta di genere sembra non essere mai messa sufficientemente a fuoco e gli sbandamenti interni rischiano di provocare noia, fastidio e anche risate involontarie, laddove invece il dramma dovrebbe essere l'elemento portante e caratterizzante dell'opera realizzata.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7145070603524010280?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7145070603524010280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7145070603524010280&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7145070603524010280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7145070603524010280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/09/lerede.html' title='L&apos;erede'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-gPZ6mqZ6gT8/Tn8_CqYQ1NI/AAAAAAAAA6s/HJqKmbGNXgo/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7039850330873837521</id><published>2011-09-22T21:46:00.003+02:00</published><updated>2011-09-28T11:05:34.370+02:00</updated><title type='text'>Michel Petrucciani - Body and Soul</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Y2_9hUHUqMA/Tns9dtiSXjI/AAAAAAAAA6o/qJSbevr3sbE/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-Y2_9hUHUqMA/Tns9dtiSXjI/AAAAAAAAA6o/qJSbevr3sbE/s320/locandina.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Operazione interessante quella di riscoprire un pianista come Petrucciani e constatare che il senso di pietà e commozione nei confronti di un uomo fisicamente provato da una malattia degenerativa come la sua, possa essere facilmente superato dall'immagine che Radford ci restituisce, attraverso interviste ed immagini di repertorio di un uomo, che mai si è sentito complessato o incompleto, anzi.&amp;nbsp;Radford, infatti evidenzia come il musicista non si sentisse affatto diverso o fosse complessato rispetto alle persone che lo circondavano e come la passione per la musica e per gli eccessi non siano mancati nella sua vita, consumata decisamente intensamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si scopre così un personaggio molto sopra le righe, a tratti decisamente guascone, forse troppo, ma le sue donne sembrano confermarne le qualità, senza però dimenticarne i difetti caratteriali, la voracità sessuale e la voglia di provare e sperimentare tutto come un bambino affamato e assetato di conoscenze ed esperienze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Interessante notare come alcuni dei suoi musicisti e mentori riconoscano in Petrucciani una tendenza alla rielaborazione in chiave molto personale di vicende ed episodi della propria carriera, aspetti che si possono riconoscere a partire dalla figura paterna, molto sicura della propria musica e delle proprie capacità, superata però da un figlio così geniale e fisicamente impressionante nel suo darsi alla tastiera, tanto da procurarsi spesso traumi legati anche la propria fragilità fisica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello di Radford sembra il ritratto per immagini di un bambino nel corpo di un adulto, cui non è stato consentito di crescere in altezza, ma che ha rappresentato una figura significativa nel mondo della musica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Radford si dilunga forse troppo nel ricalcare e riascoltare le opinioni di chi ha circondato Petrucciani, creando una sorta di reiterazione narrativa che alla lunga stanca e non aggiunge nulla di più, seppur spunti interessanti che avrebbero meritato maggiore attenzione, sembrano emergere dalla figura del figlio del musicista, anch'esso condannato alla stessa malattia paterna, ma meno dedito agli eccessi del genitore e quasi schiacciato dal peso di una simile figura come in altri casi ben noti di figli d'arte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7039850330873837521?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7039850330873837521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7039850330873837521&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7039850330873837521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7039850330873837521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/09/michel-petrucciani-body-and-soul.html' title='Michel Petrucciani - Body and Soul'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Y2_9hUHUqMA/Tns9dtiSXjI/AAAAAAAAA6o/qJSbevr3sbE/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-650925206615634407</id><published>2011-09-05T11:19:00.000+02:00</published><updated>2011-09-05T11:19:39.364+02:00</updated><title type='text'>Fast Food Nation</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gV2pX0xuTyY/TmSPYS6XIrI/AAAAAAAAA5o/lAucS152BBc/s1600/locandinapg2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-gV2pX0xuTyY/TmSPYS6XIrI/AAAAAAAAA5o/lAucS152BBc/s320/locandinapg2.jpg" width="215" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"La verità è dura da digerire, ma tutti noi dobbiamo mangiare la nostra dose di merda". Credo che stia in questa frase espressa&amp;nbsp;da Bruce Willis&amp;nbsp;ad un certo punto del film, seduto al tavolo di un fast food mentre ingolla con gusto un "ottimo" hamburger, in un efficace cammeo, a definire il senso di ineluttabilità che alla fine sovrasta i vari protagonisti del film di denuncia di Linklater, come il testo di riferimento cui si ispira, che tenta di assestare un suo personale e forse poco conosciuto, colpo al cuore di una delle industrie più redditizie del paese della Libertà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli hamburger contengono merda? Beh, dove sta il problema, la carne tanto poi viene cotta e quel sapore non lo sentirai mai, perché volerlo sentire ora, perché volerlo assaporare? In fondo quella dose di cui parlava Willis la ingurgitiamo prima o poi nella vita di tutti i giorni e se un sistema funziona bene, perché rovinarlo per forza?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Linklater fotografa diverse storie legate tra loro da fili invisibili che si incrociano, a volte lasciando un senso di smarrimento nello spettatore, che non sembra intravedere una comunanza così forte, se non quella del panino per eccellenza che le lega tra loro, dal marketing promozionale, alla realizzazione del prodotto, sino alla sua messa in vendita al minuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il regista non offre molte speranze ai suoi protagonisti, su cui aleggia sempre un alone di tragedia o dramma incombente, come la sconfitta che li relegherà in alcuni casi a condizioni di marginalità e sofferenza, in altri casi a semplice sconfitta e conseguentemente ingurgitamento della merda di cui si diceva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Interessante, seppur si potrà dire anche scontato, il parallelo tra la carne da macellazione per la produzione degli hamburger e la carne umana proveniente dal Messico, quale prodotto anch'esso da lavorare e sfruttare all'interno di quell'industria, che il coscienzioso Greg Kinnear tenterà di risollevare andando a porre rimedio ad un sistema che pare non essere così cristallino, come da lui stesso immaginato, fino a scontrarsi con la filosofia da consumatore consapevole nonché parte del sistema produttivo stesso, appagato dal suo funzionamento, rappresentato dal bravo Bruce Willis, che nell'ingurgitare con piacere e avidità il Big One, oggetto del film, sciorina verità scomode e consigli efficaci per evitare lotte donchisciottesche, come dimostra la sconfitta anche dei giovani idealisti, un po' sprovveduti e abbattuti anch'essi, come le stupide vacche, cui vorrebbero regalare una coscienza sociale e una scelta di libertà ormai impensabile.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-650925206615634407?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/650925206615634407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=650925206615634407&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/650925206615634407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/650925206615634407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/09/fast-food-nation.html' title='Fast Food Nation'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gV2pX0xuTyY/TmSPYS6XIrI/AAAAAAAAA5o/lAucS152BBc/s72-c/locandinapg2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7743855055713688298</id><published>2011-08-30T12:03:00.000+02:00</published><updated>2011-08-30T12:03:19.130+02:00</updated><title type='text'>Hanna</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-e1js-frSfU8/TlyvmvxmtqI/AAAAAAAAA5k/ZhqHeAdTTBo/s1600/locandinapg8.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-e1js-frSfU8/TlyvmvxmtqI/AAAAAAAAA5k/ZhqHeAdTTBo/s320/locandinapg8.jpg" width="221" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innegabile ed imprescindibile una lettura psicanalitica e metaforica della presente storia partendo dalle favole dei fratelli Grimm, in cui ogni elemento e personaggio del film rimanda esplicitamente alle atmosfere nere dei due fratelli, da cui gli sceneggiatori hanno raccolto a piene mani per realizzare un racconto che vuole elevarsi a qualcosa di superiore e altro rispetto al cinema di genere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tentativo curioso e intrigante che visivamente suscita un interesse alla visione ben riuscito, dove gli elementi archetipici sono ben presenti, dalla strega/madrina quale figura castratrice della potenziale minaccia adolescenziale, costituita dalla giovane nuova donna, più forte e tenace che potrebbe spodestarne il ruolo di regina e madre, sino alla figura del padre protettore quale figura di salvaguardia di quel potere femminino nuovo e forse generatore di una vita migliore, che la preparerà ad affrontare il mondo sconosciuto con le proprie forze per affermare la propria posizione sociale e forse matriarcale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Wright realizza un prodotto visivamente accattivante, in cui la musica dei Chemicals Brothers costituisce un tappeto sonoro efficace soprattutto nelle sequenze di inseguimento e di lotta, comunque limitate per un film come questo, in cui la fuga dalla prigione sotterranea da parte della giovane protagonista assume i colori e le luci di un videoclip degli stessi fratelli chimici e dove la scelta dei luoghi e degli ambienti in cui si aggira la stessa, alla scoperta di una realtà sinora limitata ai racconti del padre, diviene quasi un incubo contemporaneo con cui fare i conti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E non meno rassicurante diverrà il parco giochi berlinese ricalcante gli scenari della favole suddette, in cui il gioco ai rimandi letterari si fa più scoperto ed esplicito, in un intrattenimeto postmoderno di riferimenti iconici che strizzano l'occhio allo spettatore, forse con troppa facilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il limite insito nel film è l'uso referenziale a livello solo formale delle implicazioni psicanalitiche alle favole dei fratelli Grimm, senza che vi sia un rimando più concreto alle motivazioni che spingono i protagonisti ad agire in tal senso, seppur mi si potrà obbiettare, che essendo una favola in chiave contemporanea, non sussiste la necessità di una connessione più concreta con la realtà, in quanto tutto si spiega attraverso le maschere messe in scena e agli stilemi del modello base di avventura, ma questa volta il gioco sembra mancare di un pezzo comunque necessario ed inevitabile per rendere il pacchetto completo e non possono bastare i referenti psicanalitici ed archetipici a giustificare la resa per immagini di questa storia, che tenta a suo modo di distanziarsi dalle altre del suo genere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7743855055713688298?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7743855055713688298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7743855055713688298&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7743855055713688298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7743855055713688298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/08/hanna.html' title='Hanna'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-e1js-frSfU8/TlyvmvxmtqI/AAAAAAAAA5k/ZhqHeAdTTBo/s72-c/locandinapg8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4078029340564768183</id><published>2011-08-17T14:38:00.000+02:00</published><updated>2011-08-17T14:38:22.719+02:00</updated><title type='text'>In Bruges - La coscienza dell'assassino</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-n6QkO4H0Oe4/TkuvCWmf6rI/AAAAAAAAA5g/4tAs7iRQzlM/s1600/locandinapg4.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-n6QkO4H0Oe4/TkuvCWmf6rI/AAAAAAAAA5g/4tAs7iRQzlM/s320/locandinapg4.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il killer quale figura professionale anomala ha sempre un suo fascino e la voce narrante di Farrell ci fa comprendere sin da subito che la trasferta belga nasconde qualcosa di poco promettente per la coppia di assassini prezzolati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;McDonagh procede con calma nel definire i due protagonisti, figure culturalmente e umanamente contrapposte, in cui la persona di Farrell appare come quella più inetta per un'insita stupidità e superficialità che non denota cattiveria ed, infatti, tale impressione viene poi confermata da un flashback significativo del disagio umano in cui versa Ray (Colin Farrell).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La m.d.p. ci accompagna tra le strade e i canali della cittadina belga accentuandone i dettagli gotici e sfruttando le immagini di Bosch, quale referente visivo e di riflessione per i due killer ed in particolare per il depresso Ray, ma il film continua ad ondeggiare tra spunti grotteschi, senza spingersi fino in fondo su quel versante, cui forse avrebbe giovato decisamente sulla resa finale di un racconto che procede a rilento e quasi stancamente, ad altri più drammatici, dove il confronto con le regole dell'omicidio su commissione e la visione dell'esistenza e del proprio lavoro da parte del compagno più anziano Ken (Brendan Gleeson) e dell'intrattabile capo Harry (Ralph Fiennes) costituiscono una cornice seriosa in un contesto quasi burlesco e a volte stridente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il percorso di Farrell all'interno di Bruges diviene progressivamente una presa di coscienza dell'inferno in terra in cui pare essere caduto per punizione per i propri errori, in cui troverà una materializzazione extra pittorica attraverso il medium cinema e la figura di un nano attore che, quale personaggio apparentemente secondario, diverrà elemento cardine del percorso interiore ed umano dell'individuo meno accattivante del film.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film forse sopravvalutato nella sua narrazione ambigua, che inevitabilmente, in alcuni suoi punti pare riecheggiare ormai lo stile tarantiniano, nel bene e nel male, ma la tensione narrativa non appare così forte e avvincente come ci si aspetterebbe da una storia di killer e ci si chiede se una scelta più netta sul tipo di registro narrativo da adottare avrebbe garantito un risultato più felice, rispetto ad una ricerca di originalità a tutti i costi, che dimostra un'ammiccamento troppo&amp;nbsp;evidente e non così felice nei suoi esiti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4078029340564768183?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4078029340564768183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4078029340564768183&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4078029340564768183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4078029340564768183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/08/in-bruges-la-coscienza-dellassassino.html' title='In Bruges - La coscienza dell&apos;assassino'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-n6QkO4H0Oe4/TkuvCWmf6rI/AAAAAAAAA5g/4tAs7iRQzlM/s72-c/locandinapg4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1182879845802549272</id><published>2011-08-13T17:55:00.000+02:00</published><updated>2011-08-13T17:55:55.808+02:00</updated><title type='text'>5 bambole per la luna d'agosto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-wFG9QoeKL-c/TkaF0gmiA1I/AAAAAAAAA5c/naQ6HyjtCVc/s1600/5bamboleperlalunadagosto-1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-wFG9QoeKL-c/TkaF0gmiA1I/AAAAAAAAA5c/naQ6HyjtCVc/s320/5bamboleperlalunadagosto-1.jpg" width="159" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente quest'opera del regista de &lt;i&gt;La maschera del demonio&lt;/i&gt; non può essere certamente ricordata per la sua originalità narrativa, alla luce di una sceneggiatura che denota alcune evidenti carenze, nonostante un tentativo di atmosfera thriller sofisticato, grazie alla presenza di figure femminili ammiccanti all'occhio dello spettatore, tra cui Edwige Fenech, che sarà corpo sacrificabile oltre che spiabile, anche da parte di altri registi in film di questo genere, nonché le musiche di Piero Umiliani quale tappeto sonoro della storia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bava dimostra di saper usare il mezzo a sua disposizione, creando un oggetto pop visivamente curioso, in cui i colori e gli ambienti sono gli aspetti più peculiari della vicenda che nel suo sviluppo e delineazione ha referenti precisi nel genere giallo, seppur una certa macabra ironia del regista riesca a dare qualche spunto di originalità, ma la soluzione della vicenda e alcuni momenti in cui la musica del maestro Umiliani viene a coprire il sonoro dei dialoghi, soprattutto quello finale che risolve il mistero, con una certa ironia, che trasmoda quasi se non del tutto nel ridicolo, non aiutano ad ottenere un risultato apprezzabile e da consigliare a tutti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giusto per i curiosi ed amanti del genere nonché del maestro Bava, per ritrovarvi alcuni accorgimenti stilistici degni di attenzione del regista, che ne denotano le sicure capacità rappresentative e visive, che verranno ripercorse da altri suoi epigoni e registi anche più recenti, volti a recuperare simili stilemi del passato, che&amp;nbsp;hanno comportato il progressivo recupero di opere come queste, nonché una certa curiosità sfociante nella rassicurante nostalgia del sempiterno e debordante &lt;i&gt;vintage&lt;/i&gt;, ma Bava ha sicuramente saputo fare di meglio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1182879845802549272?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1182879845802549272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1182879845802549272&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1182879845802549272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1182879845802549272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/08/5-bambole-per-la-luna-dagosto.html' title='5 bambole per la luna d&apos;agosto'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-wFG9QoeKL-c/TkaF0gmiA1I/AAAAAAAAA5c/naQ6HyjtCVc/s72-c/5bamboleperlalunadagosto-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2226327284461519121</id><published>2011-08-11T12:07:00.000+02:00</published><updated>2011-08-11T12:07:56.760+02:00</updated><title type='text'>When You're Strange</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5qvsL-kbgGg/TkOjvNBStAI/AAAAAAAAA5Y/Gkdn-7gsnLk/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-5qvsL-kbgGg/TkOjvNBStAI/AAAAAAAAA5Y/Gkdn-7gsnLk/s320/locandinapg1.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tom DiCillo, considerato l'allievo di Jim Jarmusch, alfiere di un cinema indipendente di discreto successo e straniamento, ripercorre attraverso immagini di repertorio e la voce narrante di un bello e dannato del cinema americano, quale Johnny Depp, l'epopea dei The Doors ed in particolare del suo leader Jim Morrison, figura già scandagliata a suo tempo da Oliver Stone, ma che qui aggiunge qualcosa di nuovo o meglio sceglie una strada diversa da percorrere nel raccontare la loro storia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Interessante è sicuramente il recupero di immagini e filmati d'epoca che si aggiungono a quelli già noti ai più, riuscendo a costruire un'opera originale, che parte dalla morte del cantante Morrison per ricostruirne la parabola, evidenziando le progressive insicurezze e stranezze, che il gruppo ha sempre a suo modo tentato di contenere e assecondare, sull'onda di un successo che ne aveva decretato la fama mondiale, come ci ricorda il finale del documentario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Affascina scoprire così la fase di elaborazione dei loro dischi, con le sessioni in studio e il collocamento storico dei The Doors all'interno della società americana del tempo, in cui la controcultura si faceva strada, sino al fallimento del sogno americano con le morti di Martin Luther King e Bob Kennedy, quale raccoglitore del testimone lasciatogli dal fratello John.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un documentario ben costruito, che sfrutta anche immagini stranianti di un Morrison in viaggio&amp;nbsp;nel deserto, quasi come il parallelo protagonista di &lt;i&gt;Vanishing Point&lt;/i&gt;, e l'annuncio radiofonico del suo decesso e l'aura di mito in cui lo stesso verrà successivamente calato, ma senza trascendere nelle solite teorie che hanno accompagnato icone come Elvis Presley o Marilin Monroe e di cui il primo è stato un referente iconografico significativo per lo stesso Morrison.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il titolo evocativo nel riprendere le parole di un brano dei The Doors costituisce la sintesi perfetta nel delineare il senso di straniamento di un'epoca e di un individuo, visto attraverso il peso del successo che pare averne condizionato l'esistenza, quale necessità di attenzione, come un vampiro che si nutre dell'energia del proprio pubblico e che cerca anche una dimensione di quiete e riscontro personale attraverso la realizzazione di poesie, che costituiranno una fonte di orgoglio per lo stesso, ma non sufficiente dal liberarlo dalle proprie dipendenze e dal declino fisico, che DiCillo, attraverso le immagini di repertorio ci mostra chiaramente, sino al processo che lo vedrà condannato per la propria condotta poco apprezzabile durante un fallimentare concerto, secondo le leggi americane sull'onda di un perbenismo incalzante, che decreterà un'immagine scontatamente maledetta del gruppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scelta di Johnny Depp come voce narrante pacata e mai sopra le righe, costituisce una scelta appropriata nell'unire due icone a suo modo rock, anche perché Depp stesso a suo tempo si è dato alla musica e ha conosciuto un'esistenza turbolenta, ma senza per questo bruciarsi come lo stesso Morrison.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pertanto, se ne consiglia la visione in lingua originale piuttosto che quella doppiata, con la voce del nostro "&lt;i&gt;maudit&lt;/i&gt;" nostrano Morgan, che quanto a caratura e carisma, non so perché, ma non mi pare avere lo stesso spessore ed intensità dei due di cui sopra, ma la scelta di visione e versione rimane giustamente allo spettatore, anche se ritengo spesso questa esigenza di doppiaggio con voci nostrane a noi note, un'operazione di dubbia utilità e funzionalità nella resa finale del prodotto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2226327284461519121?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2226327284461519121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2226327284461519121&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2226327284461519121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2226327284461519121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/08/when-youre-strange.html' title='When You&apos;re Strange'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5qvsL-kbgGg/TkOjvNBStAI/AAAAAAAAA5Y/Gkdn-7gsnLk/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-729462894925473332</id><published>2011-08-10T09:39:00.000+02:00</published><updated>2011-08-10T09:39:57.461+02:00</updated><title type='text'>Spartan</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-742Z47axi2c/TkIxVh4YTBI/AAAAAAAAA5U/PT-McjMmuvk/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-742Z47axi2c/TkIxVh4YTBI/AAAAAAAAA5U/PT-McjMmuvk/s320/locandinapg1.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;David Mamet è uno di quegli autori apprezzati dalla critica, ma che non riesce a farsi notare spesso e volentieri dal grande pubblico, pur proponendo film serrati, dove si avverte una scrittura precisa nel costruire ingranaggi logici e trame che hanno una loro linea narrativa definita, da cui emergono spunti di critica sociale, come in questo thriller che vede un cast di tutto rispetto ed un attore azzeccato con la giusta faccia da duro impassibile ed impermeabile a tutto o quasi, efficiente nello svolgere il proprio lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Val Kilmer si presenta quindi, come l'uomo giusto nel film giusto per lui, in una storia che sicuramente evocherà altri film dalle trame intrise di complotti, ma che ha un suo fascino e una dinamica efficaci nell'introdurre elementi, che con il passare del tempo fanno emergere aspetti oscuri dietro l'apparente casuale rapimento della figlia di un uomo politico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Kilmer è un uomo prevalentemente solitario, la cui figura appare volutamente indefinita, ma tutti sanno di potersi affidare a lui per un lavoro discreto e rapido, ma spesso l'eseguire degli ordini in maniera efficace ed efficiente non garantisce un lavoro ben riuscito. E' allora che entra in gioco lo spirito di verità, di ricerca di una soluzione ad un misterioso rapimento, da cui scaturisce lo spirito del boy scout e i rischi che questa presa di posizione comporterà per esso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mamet delinea un contesto di intrighi che vengono rivelati progressivamente da una serie di dettagli seminati lungo l'arco del racconto, delineando una trama non sempre facile da districare, ma che grazie ad un ritmo teso e ad un attore adatto alla parte assegnatali, rende il tutto decisamente apprezzabile, regalandoci un film in cui l'azione è ridotta all'essenziale e dove contano gli sguardi e i dettagli del racconto per giungere all'amara soluzione anche per il nostro eroe, condannato ad una solitudine, che se all'inizio appare una scelta di lavoro, alla fine diverrà una necessità di sopravvivenza per lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-729462894925473332?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/729462894925473332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=729462894925473332&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/729462894925473332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/729462894925473332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/08/spartan.html' title='Spartan'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-742Z47axi2c/TkIxVh4YTBI/AAAAAAAAA5U/PT-McjMmuvk/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4361237738111472628</id><published>2011-08-08T16:27:00.001+02:00</published><updated>2011-08-08T16:28:50.856+02:00</updated><title type='text'>Winter's Bone - Un gelido Inverno</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-1yS8rskZq50/Tj_aRA3pzhI/AAAAAAAAA5I/lR4xaBIYXgI/s1600/locandinapg8.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-1yS8rskZq50/Tj_aRA3pzhI/AAAAAAAAA5I/lR4xaBIYXgI/s320/locandinapg8.jpg" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il titolo originale del film, vincitore dell'ultima edizione del Torino Film Festival, più che al gelido inverno evocato dai titolisti italiani, rimanda alla cauzione pagata dal padre criminale della giovane e tenace protagonista, impegnando i pochi beni rimasti alla famiglia, una delle tante che vivono tra i boschi del Missouri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella rappresentazione per immagini di questa vicenda dalle origini letterarie non mi è risultato difficile, come rammentatomi anche da un amico, riandare con la mente alle pagine di Breece D'j Pancake ed in particolare del suo unico testo da noi conosciuto, &lt;i&gt;Trilobiti&lt;/i&gt;, in cui è possibile rinvenire le stesse atmosfere di un'America profonda, già vista altre volte al cinema e che in questo caso rievoca la dura esistenza della protagonista di &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2009/04/frozen-river.html"&gt;Frozen River&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Similitudini di mondi che vedono ancora una volta una donna come protagonista in un mondo maschile, gretto e ancestrale, quasi primitivo, che fa inorridire per quello che puoi rilevare sottopelle, dietro le mura delle catapecchie in cui vivono dove la violenza è avvertibile e minacciosa aleggia in tutta la vicenda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film che sin dalla fotografia evita di riproporci lo stile usuale del cinema indipendente nel rappresentare queste realtà periferiche, cioè non siamo dalle parti di Larry Clark o Armony Korine per intenderci, ma che riesce a raccontare una storia che ha nel contesto sociale uno sfondo ideale per esprimere il dilemma interiore della protagonista, divisa tra la famiglia inerme, senza un padre, o meglio, senza &amp;nbsp;un uomo che se ne occupi, e la possibilità per la stessa di un riscatto attraverso l'arruolamento nell'esercito, come garanzia di un futuro economico lontano dalla produzione di anfetamine e altri traffici loschi di quelle zone e del proprio padre ex galeotto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film in cui sono le donne, nonostante tutto, le figure che dominano e risolvono il mistero (disvelando le verità necessarie e lasciandone sepolte altre), che spinge la giovane protagonista a cercare il padre scomparso, ma senza negare infine un'ipotesi di riscatto anche per quelle figure maschili che sapranno trovare un nuovo ruolo all'interno di un contesto familiare ormai sempre più allo sbando e perso nel&amp;nbsp;gelido&amp;nbsp;inverno evocato dai titolisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, infine, parafrasando il più noto finale di uno dei racconti del suddetto Pancake, forse anche per l'eroina&amp;nbsp;di &lt;i&gt;Winter's Bone&lt;/i&gt; al termine del proprio viaggio di ricerca tenace e non priva di violenze, sentirà la sua paura allontanarsi in cerchi concentrici attraverso il tempo, per un milione di anni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4361237738111472628?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4361237738111472628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4361237738111472628&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4361237738111472628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4361237738111472628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/08/winters-bone.html' title='Winter&apos;s Bone - Un gelido Inverno'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-1yS8rskZq50/Tj_aRA3pzhI/AAAAAAAAA5I/lR4xaBIYXgI/s72-c/locandinapg8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7628152691857647297</id><published>2011-08-02T16:55:00.000+02:00</published><updated>2011-08-02T16:55:18.366+02:00</updated><title type='text'>Croupier</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ISWMeru6lWg/TjgLSvYqSTI/AAAAAAAAA5E/i_FzzncE5zE/s1600/croupier.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-ISWMeru6lWg/TjgLSvYqSTI/AAAAAAAAA5E/i_FzzncE5zE/s320/croupier.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un allora non ancora divistico Clive Owen è il protagonista di questo nuovo dramma di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/12/la-vendetta-di-carter.html"&gt;Mike Hodges&lt;/a&gt;, che si fa notare per la scelta di raccontare apparentemente il mondo del gioco d'azzardo, una volta tanto non dal punto di vista del giocatore incallito, ma da quello di colui che ha in mano le redini del gioco, ovvero il croupier.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non una semplice messa in scena di quel mondo, di cui costituisce l'impalcatura generale, in verità una sorta di scandaglio dell'animo di un uomo apparentemente impermeabile a tutto, aspirante scrittore in cerca di fama, che sembra trovare in quel mondo fatto di specchi e false pareti la propria identità, finendo con l'indagare su se stesso e sulla natura umana, con le conclusioni del caso da trarne.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tutto ha un sapore quasi thriller, ma inutile aspettarsi una dinamica d'azione, perché il pregio di questo film è la costante sottile tensione sottotraccia di cui è permeato, in cui si presagiscono gli intenti e le tentazioni di cui è lastricata la strada del nostro protagonista, un quasi impassibile Owen (ma l'espressività non è&amp;nbsp;&amp;nbsp;mai&amp;nbsp;stata il suo punto di forza), che costituisce voce narrante in terza persona della propria vicenda e degli sviluppi che riguarderanno la sua vita, in cui tutto pare scorrergli addosso, divenendo egli stesso pedina e meccanismo di un ingranaggio, che avrà risvolti a sorpresa per lo stesso, ma il tutto con la giusta presa di distanza tipica degli inglesi di classe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film misconosciuto, apparentemente minore, in cui nulla di emozionante sembra avvenire secondo i canoni estetici contemporanei, ma in cui è l'apparente moralità del suo protagonista, il suo codice etico di uomo e di conduttore del gioco a caratterizzare questo film, che vede ancora una volta un uomo solo e dalla scorza impenetrabile, costituire il perno della vicenda drammatica e a trasmettere il giusto fascino per lasciarsi coinvolgere dalla sua visione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7628152691857647297?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7628152691857647297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7628152691857647297&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7628152691857647297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7628152691857647297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/08/croupier.html' title='Croupier'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ISWMeru6lWg/TjgLSvYqSTI/AAAAAAAAA5E/i_FzzncE5zE/s72-c/croupier.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5472704133159996456</id><published>2011-07-26T16:11:00.000+02:00</published><updated>2011-07-26T16:11:24.963+02:00</updated><title type='text'>Captain America - Il primo vendicatore</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bUlDbMwXZ0Y/Ti7FgD8FN8I/AAAAAAAAA5A/uRiKQs6dlC0/s1600/locandinapg10.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-bUlDbMwXZ0Y/Ti7FgD8FN8I/AAAAAAAAA5A/uRiKQs6dlC0/s320/locandinapg10.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giunti all'ultimo Vendicatore, la prossima estate arriveranno &lt;i&gt;The Avengers&lt;/i&gt; uniti per salvare il mondo e chissà se il film sarà all'altezza delle aspettative.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Captain America&lt;/i&gt; non è un brutto film e si pone decisamente anni luce dalla trasposizione cinematografica del &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/07/thor.html"&gt;Thor&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; di Branagh, perché opera una ricostruzione accurata degli anni del Secondo conflitto Mondiale e riesce a fotografare un'epoca con le sue aspettative e la sua retorica propagandistica, di cui il protagonista rappresenta un ideale strumento di propalazione di tali messaggi antinazisti, ma alla lunga la storia pare non avvincere del tutto, forse per la mia idiosincrasia nei confronti di un personaggio così smodatamente patriottico e diciamolo pure, decisamente bamboccione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche se in fondo l'idea è quella di rappresentare un eterno ragazzo, impacciato e convinto della propria necessità di aiutare la propria patria in guerra contro il nazismo, ma ancor più contro un nemico ben più pericoloso come il Teschio Rosso, emblema della bramosia di potere che deforma e deumanizza chi lo vuole detenere e sottile, ma non troppo, metafora non solo del Nazismo, ma anche, un po' forzatamente per via del colore, del Comunismo, quale futuro nemico &amp;nbsp;durante la Guerra Fredda. Insomma, un nemico per tutte le stagioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La presenza di Hugo Weaving è un felice contraltare di follia fumettistica, reduce dalla saga di Matrix e protagonista sacrificato dietro la maschera beffarda di &lt;i&gt;V per Vendetta&lt;/i&gt;, che si contrappone all'ingenuità del buon Capitano, che da strumento della retorica americana, diviene successivamente eroe in carne ed ossa e uomo d'azione a tutti gli effetti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse, una maggiore contrapposizione, anche diretta tra i due avversari, avrebbe giovato allo sviluppo della storia, che perde un attore di razza come Stanley Tucci e ci guadagna con il sempre ottimo Tommy Lee Jones, ma non altrettanto con il suo protagonista super rinforzato e lontano dalla comunque meno esagerata muscolarità della Torcia Umana, che in fatto di espressività non sembra aver ottenuto giovamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film che visivamente dimostra accuratezza scenografica e storica, nonché acume di sguardo nel delineare gli animi contrapposti dei due fronti, ma che non sa sfruttare adeguatamente sino in fondo, come si diceva prima, le potenzialità offerte dal confronto diretto tra i due antagonisti, perdendo un po' per strada le aspettative di un film in cui bene e male si affrontano e si studiano prima del conflitto finale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un consiglio agli spettatori, aspettate pazientemente sino alla fine dei titoli di coda, a volte gli stessi, come in questi casi, riservano sempre un ulteriore finale, nonché un ammiccante aggancio narrativo al prossimo capitolo della saga dei supereroi Marvel.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5472704133159996456?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5472704133159996456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5472704133159996456&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5472704133159996456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5472704133159996456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/07/captain-america-il-primo-vendicatore.html' title='Captain America - Il primo vendicatore'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bUlDbMwXZ0Y/Ti7FgD8FN8I/AAAAAAAAA5A/uRiKQs6dlC0/s72-c/locandinapg10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7177055066171843696</id><published>2011-07-19T11:56:00.000+02:00</published><updated>2011-07-19T11:56:50.858+02:00</updated><title type='text'>Thor</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-JW6g1HAjilc/TiVRN4HoVVI/AAAAAAAAA48/ILDActIzssI/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-JW6g1HAjilc/TiVRN4HoVVI/AAAAAAAAA48/ILDActIzssI/s320/locandinapg1.jpg" width="217" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il non portare a termine la visione di un film appare sempre come una sorta di sconfitta percettiva, perché permane il dubbio di un'improvvisa impazienza ed intolleranza, che porta a chiedersi se sia colpa del film stesso o di chi, come il sottoscritto, nel guardare simile opera, non sia riuscito a coglierne gli aspetti positivi o comunque negativi sino alla fine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, la visione di questo film dopo ben 45 minuti dello stesso, mi ha costretto ad interromperne la fruizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da una parte, le immagini del mondo degli dei nordici, rappresentato con una pomposità e una retorica che in Branagh sono sostenibili, forse, nella trasposizione di un'opera scespiriana, ma in questo caso risultano pedanti e barocchi, oltre ad una recitazione che imbarazza chi assiste a tale messa in scena, dall'altra quelle del mondo terreno in cui si avverte il tentativo non riuscito di un'ironia che non aiuta a sorridere delle battute proposte dai suoi personaggi, quale tentativo di sminuire quel contrasto magniloquente e pomposo del mondo ultraterreno in cui vive il nostro eroe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante il collegamento con il finale del secondo capitolo di &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/06/iron-man.html"&gt;Iron Man&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, il film sembra da una parte prendersi troppo sul serio ed abbonda di immagini e scenografie che appesantiscono un'opera che dovrebbe risultare una trasposizione d'autore di uno dei tanti fumetti Marvel e aggiungersi al capitolo de &lt;i&gt;I vendicatori&lt;/i&gt;, cui farà seguito Capitan America, ma il disappunto provato per un'opera così priva di interesse e di resa scenica è stato il moto d'animo, che mi ha spinto all'interruzione della sua visione e non saprei dire se avrò il tempo e la voglia di riprenderlo con più calma e minore senso di delusione. Un'occasione mancata per Branagh e per me come spettatore.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7177055066171843696?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7177055066171843696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7177055066171843696&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7177055066171843696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7177055066171843696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/07/thor.html' title='Thor'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-JW6g1HAjilc/TiVRN4HoVVI/AAAAAAAAA48/ILDActIzssI/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-443819095622944693</id><published>2011-07-16T13:45:00.000+02:00</published><updated>2011-07-16T13:45:07.311+02:00</updated><title type='text'>Babel</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-6WpzgBGyIM4/TiF2HtTPztI/AAAAAAAAA40/XbU8OabgbQE/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-6WpzgBGyIM4/TiF2HtTPztI/AAAAAAAAA40/XbU8OabgbQE/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Procedendo a ritroso nella scoperta o riscoperta del cinema di&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/biutiful.html"&gt;Iñárritu&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;permane l'impressione di un cinema che narrativamente e tecnicamente non aggiunge nulla di nuovo al cinema contemporaneo, dove le storie ad incastro, accomunate tutte da un fulcro di partenza comune, che subodora le teorie del caos che tanto affascinano e coinvolgono i loro sostenitori, hanno il sapore stantio di un cinema incapace di emozionare veramente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Emozioni ne trasmette, o prova a trasmetterle ed in parte vi riesce, ma l'artificio narrativo di cui sono fatte, la patina levigata che le costituisce, dimostra come una certa idea narrativa di derivazione altmaniana/carveriana, sia stata purtroppo sfruttata ed usurata troppo presto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La coppia &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/burning-plain-il-confine-della.html"&gt;Arriaga&lt;/a&gt;-&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;Iñárritu&lt;/span&gt;&amp;nbsp;rivela, risalendo la corrente delle loro opere e collaborazioni, come vi sia dietro un'idea di cinema intellettualmente stancante e autocompiaciuta, ma che riesce a funzionare e trovare riscontro di premi, nonostante chi come il sottoscritto, con il passare del tempo si ritrovi a guardare con sospetto opere che forse in passato lo avrebbero incuriosito ed affascinato, ma che con uno sguardo meno disilluso appaiono a distanza di anni per quello che sono, artifizi narrativi ormai bolsi e privi di quella profondità e apparente disvelamento delle coscienze degli spettatori appannate dalla confusione in cui viviamo, che questo tipo di cinema solo superficialmente sembra ridestare, per poi lasciarle giacere nuovamente nell'oblio visivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-443819095622944693?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/443819095622944693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=443819095622944693&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/443819095622944693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/443819095622944693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/07/babel.html' title='Babel'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6WpzgBGyIM4/TiF2HtTPztI/AAAAAAAAA40/XbU8OabgbQE/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2544269180386930898</id><published>2011-07-12T15:29:00.000+02:00</published><updated>2011-07-12T15:29:07.894+02:00</updated><title type='text'>Corpo celeste</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-iOvhFcEl7Fk/ThxG04FKNtI/AAAAAAAAA4w/ovJZt9rIFlk/s1600/imm.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-iOvhFcEl7Fk/ThxG04FKNtI/AAAAAAAAA4w/ovJZt9rIFlk/s320/imm.jpg" width="227" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un inevitabile senso di fastidio mi ha pervaso alla fine della visione dell'esordio al lungometraggio di Alice Rohrwacher, sorella della ben più nota Alba, per quel trasudamento radical chic di cui è pervaso il film in questione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto interessante possa sembrare il tentativo di sguardo sulla realtà calabra e il suo rapporto con la Chiesa, la critica di fondo del film evidenzia uno sguardo politicamente schierato, ma in maniera falsamente ironica e distaccata, da cui si evince una facile e semplicistica presa di posizione nell'additare la Chiesa e la politica come elementi conniventi all'interno di una comunità cittadina, offrendo da una parte una nuova, ennesima denuncia nei confronti di un degrado anche umano e sociale, ma che dall'altra appare troppo smaccato, con un intento di quasi superiorità da parte di chi, estraneo a quel contesto, si sente in diritto di giudicare. Perché si avverte lo sguardo della regista, per quanto filtrato dalla bravissima Yle-Vianello, volto a sancire e spartire giudizi di una certa facilità, che rischiano di svilire il tentativo di un cinema attento a realtà diverse da quelle solitamente viste al cinema d'oggi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se veramente si vuole cercare uno spunto di riflessione e di critica interessante alla Chiesa, allora sarebbe meglio rivolgersi altrove ed in particolare a &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/04/lourdes.html"&gt;Lourdes&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, film che forte di una lucidità di sguardo maturo, dimostra come si possa affrontare simile argomento di denuncia con maggiore e migliore accortezza, senza palesare facilmente e troppo la propria ideologia, che nel caso della Rohrwacher non è esente da critiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho rilevato, a mio modo di vedere, una certa sopravvalutazione di quest'opera prima, accolta come una felice scoperta, che però come dicevo sopra, non è priva di difetti e presta il fianco a facili attacchi da chi la pensa diversamente dalla giovane regista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so se ci troveremo di fronte ad un fenomeno di Rohrwacher-pensiero e ad una loro consacrazione a priori per tutto ciò che ci propongono e ci proporranno, sino al momento in cui si avvertiranno i primi ripensamenti e segni di stanchezza nei confronti di un cinema così facilmente ed ingenuamente ideologico, ma essendo un'opera prima, ci si aspetta un miglioramento di scrittura ed uno sguardo, che per quanto lontano dalle secche del cinema televisivo, dovrà dimostrarci di saper continuare sui binari di un'attenzione critica alla nostra realtà, ma con meno smaccate cadute di stile e di macchiette.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2544269180386930898?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2544269180386930898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2544269180386930898&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2544269180386930898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2544269180386930898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/07/corpo-celeste.html' title='Corpo celeste'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-iOvhFcEl7Fk/ThxG04FKNtI/AAAAAAAAA4w/ovJZt9rIFlk/s72-c/imm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-522671103271133366</id><published>2011-07-08T18:05:00.000+02:00</published><updated>2011-07-08T18:05:39.815+02:00</updated><title type='text'>Il ragazzo con la bicicletta</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ejKD3Up-8FA/ThcnhJUMjFI/AAAAAAAAA4s/I9B4mmKzR4c/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-ejKD3Up-8FA/ThcnhJUMjFI/AAAAAAAAA4s/I9B4mmKzR4c/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo film dei Dardenne sembra porsi come una sorta di prosecuzione del loro precedente nel tempo &lt;i&gt;L'enfant&lt;/i&gt;, in cui il giovane padre allora incerto ed indeciso nei confronti del proprio ruolo di genitore, qui ripudia definitivamente quel figlio cresciuto, che tanto vorrebbe ricevere le sue attenzioni, ma invano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Dardenne non esitano ad introdurci repentinamente nel dramma e nell'urgenza necessitante affetto del loro giovane protagonista, la cui cinetica non può che rimandare ad altri loro precedenti protagonisti di storie sempre lucide e attente nel fotografare le screpolature di una realtà, che non si finisce mai di conoscere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora una volta, come nel finale de &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/10/il-matrimonio-di-lorna.html"&gt;Il matrimonio di Lorna&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; aggiungono una speranza di vita nuova, questa volta più esplicita, che potrebbe apparire come un tradimento alla loro fedeltà al dramma puro, sinora messo in scena con sapiente maestria, ma non si pensi che il percorso intrapreso dal loro giovane protagonista sia semplice e non privo di sbandate e di cadute. Anzi, sembrerebbe nel finale che il diavolo probabilmente ci possa mettere lo zampino, grazie a quella fedeltà e a quella capacità dei registi belgi di far emergere le meschinità insite nella paura dell'animo umano, che porta a compiere azioni spregevoli, che ribaltano il quadro prospettico dei torti e delle ragioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa volta però non vi è una punizione della provvidenza o del caso, ma una volontà di appagamento e di svolta ulteriore verso rapporti umani, che per quanto tormentati nel cinema dei Dardenne, questa volta, forse sapranno trovare un loro giusto equilibrio e soddisfazione, per tentare di sperare e pensare che anche un pizzico di serenità e di amore possa essere rinvenuto nel loro cinema, senza per forza dover soffrire troppo e a lungo, rischiando di cadere in una sorta di rete autolesionista e vezzosa, che avrebbe potuto nuocere al loro cinema, rigorosamente etico e necessario ai giorni nostri, che sta forse tentando, sempre di più, di non apparire la maniera di se stesso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-522671103271133366?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/522671103271133366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=522671103271133366&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/522671103271133366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/522671103271133366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/07/il-ragazzo-con-la-bicicletta.html' title='Il ragazzo con la bicicletta'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ejKD3Up-8FA/ThcnhJUMjFI/AAAAAAAAA4s/I9B4mmKzR4c/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-8055219367284180885</id><published>2011-07-03T11:44:00.004+02:00</published><updated>2011-07-04T14:42:32.800+02:00</updated><title type='text'>I guardiani del destino</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lxOaArKXRuQ/ThAzjp3sPwI/AAAAAAAAA4Q/0rwubC284WM/s1600/locandinapg2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-lxOaArKXRuQ/ThAzjp3sPwI/AAAAAAAAA4Q/0rwubC284WM/s320/locandinapg2.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si avverte, ultimamente, in alcune produzioni hollywoodiane, l'evidente influenza estetica di una serie televisiva di successo come &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=R2bLNkCqpuY"&gt;Mad Men&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, ambientata a cavallo tra gli anni '50 e '60, periodo fiorente della pubblicità e di coloro che ne concepiscono i meccanismi e i messaggi da proporre al potenziale acquirente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La serie, di pregevole fattura estetica, ha riportato in auge uno stile che ha acuito inevitabilmente quel desiderio di ritorno nostalgico al passato che si riverbera, come si diceva sopra, anche nel cinema contemporaneo, creando un falsopiano temporale che sembra atemporalizzare opere come questa di Nolfi, seppur sia evincibile con un minimo ed evidente scrupolo di attenzione, la contemporaneità della sua rappresentazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La presenza di uno dei protagonisti della serie sopra citata, come anche nel caso di &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/06/x-men-linizio.html"&gt;X&amp;nbsp;Men - L'inizio&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, che in questo caso è volutamente collocato in un preciso periodo storico ed in maniera ammiccante usufruisce anch'esso di una delle figure principali di &lt;i&gt;Mad Men&lt;/i&gt;, connota subito i rimandi ad un prodotto televisivo ben definito, che costituisce un richiamo voluto ad un tentativo, forse, di rassicurante visione dell'insieme narrativo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al di là di queste influenze, che potrebbero costituire solo un unicum casuale, come ci insegna il film stesso, tratto da un racconto di Dick, in cui tutto pare predeterminato, quando non è il caso a metterci lo zampino, il film non sembra aggiungere nulla di nuovo al tema dell'esistenza o meno del libero arbitrio umano, inserendovi esplicitamente delle figure precise che intervengono attivamente e massivamente nelle esistenze umane ed in particolare in quelle dei due protagonisti, votati ad un sicuro successo, ma legati da un amore che pare vincere ogni piano predefinito da un'entità superiore ed invisibile, le cui emanazioni sono figure dallo stile retrò.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure, il film di Nolfi riesce ad imprimere un'estetica interessante che fotografa la città di New York in maniera quasi opprimente ed oppressiva nei confronti dell'individuo, che lotta contro un sistema preimpostato contro la sua volontà, riuscendo comunque a far appassionare lo spettatore ad una vicenda d'amore, che ha nella sua drammaticità un punto di forza e di attaccamento alle vicende dei suoi protagonisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sembra quasi che il Matt Damon, visto nell'ultimo film di Eastwood, tenti questa volta di reagire e lottare più intensamente e pervicacemente, di quanto non avesse fatto in allora in Hereafter per vincere la propria solitudine autoimposta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui la solitudine del protagonista viene combattuta attraverso l'appagamento e il riconoscimento del suo bacino elettorale, che lo riconosce e lo ama, ma senza avere quello scambio di affettività e riscontro che lo stesso sembra ricercare e che trova casualmente nell'incontro casuale con l'amore della sua vita, ma destinato a non trovare un suo appagamento, come gli rammenta in maniera molto semplice il redivivo "angelo" pasoliniano Terence Stamp.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un dramma romantico, che potrebbe deludere i cultori di Dick e interessare gli amanti delle storie d'amore, i quali si troveranno lievemente spiazzati da questa rappresentazione in chiave "fantascientifica", ma non troppo, grazie ad un'umanizzazione ed un'estetica precisa che rimanda, come sopra detto, ad un referente culturale e visivo ben preciso ed elegantemente affascinante, nonché desiderabile.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-8055219367284180885?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/8055219367284180885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=8055219367284180885&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8055219367284180885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8055219367284180885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/07/i-guardiani-del-destino.html' title='I guardiani del destino'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-lxOaArKXRuQ/ThAzjp3sPwI/AAAAAAAAA4Q/0rwubC284WM/s72-c/locandinapg2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5920399642271980286</id><published>2011-06-29T21:34:00.000+02:00</published><updated>2011-06-29T21:34:59.337+02:00</updated><title type='text'>The Green Hornet</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bV5nKLEwrSE/Tgt4qmIzLgI/AAAAAAAAA4M/9ffmYYT6GuA/s1600/locandinapg13.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-bV5nKLEwrSE/Tgt4qmIzLgI/AAAAAAAAA4M/9ffmYYT6GuA/s320/locandinapg13.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non saprei affermare con assoluta certezza se la mancata visione in 3D di questo nuovo film di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/05/be-kind-rewind.html"&gt;Gondry&lt;/a&gt;, lavoro evidentemente su commissione e passato quasi in sordina, almeno da queste parti, abbia penalizzato il risultato visivo finale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse sì, perché spesso permaneva come l'impressione che ci fosse qualche gioco di specchi, che solitamente il regista francese ha sempre saputo proporre nella sua poetica trasognante, ma di averne perso i riflessi, annullandosi in un'azione, che è farsa stessa, autoironica e volutamente demitizzante di un altro eroe dell'immaginario, questa volta televisivo e prima ancora radiofonico statunitense.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Persino Christoph Waltz, salito alla ribalta grazie a &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2009/10/inglorius-basterds.html"&gt;Tarantino&lt;/a&gt;, dimostra la sua propensione a personaggio fumettistico in cerca di un'affermazione identitaria all'interno del film stesso e altrettanto sente di dover fare Britt Reid (Seth Rogen), nel diventare con cognizione e pervicacia The Green Hornet, evidentemente per puro vezzo ribelle nei confronti dell'austera figura paterna, sino a trovare un valido alleato nel geniale domestico Kato (Jay Chou).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;The Green Hornet&lt;/i&gt; è una tale parodia del cinema fumetto, al punto da diventare un ibrido difficilmente classificabile e comprensibile anche all'interno della cinematografia stessa del regista.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Apprezzabile o deludente a seconda del modo di vedere e considerare il passato cinematografico e videoclipparo di Gondry, dove sicuramente appaiono meno evidenti i suoi tratti stilistici più significativi, tanto da evidenziare la sua natura di prodotto su commissione, ma senza per questo essere un film troppo serio e drammatico, poiché anche nel momento in cui sembrerebbe assumere quella piega, interviene un qualche elemento di disturbo e di parodizzazione spinta, con ammiccamenti anche ad altre opere sul genere "eroe da fumetto".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse rappresenterà una delusione per i fan di Gondry oppure un'affermazione della sua capacità di adattamento alle logiche di mercato con ironia, ad ogni modo un nuovo oggetto pop da studiare anche in un futuro non troppo lontano oppure da dimenticare sempre con un sorriso ironico stampato sulla faccia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5920399642271980286?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5920399642271980286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5920399642271980286&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5920399642271980286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5920399642271980286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/06/green-hornet.html' title='The Green Hornet'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bV5nKLEwrSE/Tgt4qmIzLgI/AAAAAAAAA4M/9ffmYYT6GuA/s72-c/locandinapg13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4222508718211353484</id><published>2011-06-29T11:51:00.000+02:00</published><updated>2011-06-29T11:51:01.819+02:00</updated><title type='text'>Iron Man</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--UlmmvuTEDg/TgryAFgW6eI/AAAAAAAAA4I/CD7SjQIjcvs/s1600/locandinapg38.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/--UlmmvuTEDg/TgryAFgW6eI/AAAAAAAAA4I/CD7SjQIjcvs/s320/locandinapg38.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La trasposizione al cinema dell'ennesimo fumetto Marvel ha dimostrato di essere meno scontata e banale di altre produzioni, realizzando un cinema d'azione in cui Robert Downey jr. sembra ritrovare, come il personaggio da lui incarnato, una via di redenzione al proprio passato, senza perdere l'ironia che salva spesso e volentieri operazioni che rischiano di prendersi troppo sul serio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le ambiguità di cui è disseminata la storia nel definire le relazioni tra i vari protagonisti e la scena finale dopo i lunghi titoli di coda, che crea un utile aggancio al film successivo, minore rispetto a questo primo capitolo, sostengono un racconto che nella sua lunghezza temporale potrebbe cadere presto nella noia, come spesso avviene nel raccontare la genesi di un eroe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Iron Man&lt;/i&gt; esalta l'umanità del suo protagonista che prende progressivamente coscienza del proprio ruolo e delle possibili conseguenze, che il suo esoscheletro può rappresentare in un mondo in cui la guerra è ancora presente e di cui fino a quel momento era stato indiretto sostenitore.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tony Stark non ha paura di nascondersi, anzi, sente la necessità di rendere nota la propria identità per esigenze di ego, insite nella natura di un uomo, che ha bisogno di rimanere al centro dell'attenzione e che pur orfano dei propri genitori e soprattutto di un padre creatore di un impero, che il socio Jeff Bridges progressivamente tenterà di derubare al rampollo geniale, dimostra di saper affrontare con spirito spavaldo i propri errori e tentare di porvi rimedio, senza che il film debba dare per scontate conseguenze immaginabili, lasciandole giustamente in sospeso, in attesa di svilupparle nei capitoli successivi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4222508718211353484?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4222508718211353484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4222508718211353484&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4222508718211353484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4222508718211353484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/06/iron-man.html' title='Iron Man'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' 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width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo &lt;i&gt;X Men - Le origini&lt;/i&gt;, ovvero lo spin off sulla nascita di Wolverine, forse uno dei personaggi più interessanti e significativi della saga dei mutanti della Marvel, che Hugh Jackman ha saputo sfruttare con intelligenza e sufficiente ironia, come il suo personaggio ha sempre dimostrato, anche nel cammeo che ci offre in questo film e che rende il qui presente nuovo capitolo della saga una necessaria ed interessante operazione per gli appassionati della saga, &lt;i&gt;X Men - L'inizio&lt;/i&gt; gioca anch'esso la carta dell'ironia a tratti, per cercare di non prendersi troppo sul serio, pur cercando di non dimenticare le tematiche di fondo degli altri precedenti capitoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altro valore aggiunto al film è decisamente la presenza di Kevin Bacon, attore a suo tempo vittima di un successo fulmineo e troppo presto dimenticato, che ha saputo in seguito regalarci ruoli da &lt;i&gt;villain&lt;/i&gt; di tutto rispetto e anche questa volta dimostra di essere all'altezza del compito come i principali protagonisti della storia stessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meno incisivi decisamente gli altri giovani comprimari che introducono figure nuove, che però non riescono a trovare una giustificazione della loro assenza nei capitoli successivi e che difettano di incisività espressiva e recitativa, non aiutata dal doppiaggio italiano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Problema tipico dell'adattamento da un fumetto, di personaggi e storie che hanno una loro collocazione precisa nello spazio tempo di una saga, ma che al cinema vengono liberamente ricollocate a seconda delle esigenze narrative del regista e degli sceneggiatori di turno, i quali hanno anche saccheggiato ed impiegato attori televisivi recenti e del passato, giocando attraverso precisi rimandi e ruoli di un immaginario televisivo e anche cinematografico come lo stesso Fassbender ci ricorda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film è godibile e lo stesso può dirsi anche del film con Jackman, sicuramente questi due nuovi capitoli sono più apprezzabili dell'ultimo della saga creata da Singer, ma non diretto da lui, che qui torna come produttore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Verrebbe da pensare e sperare che il prodotto abbia concluso il suo sfruttamento cinematografico, forse perché il più è stato detto sul tema dei mutanti e della loro difficoltà di trovare approvazione in un mondo pronto a bandire il diverso, tant'è che il film sottolinea spesso e volentieri le difficoltà di accettazione, già viste negli altri film e spiega l'evoluzione di questo disagio per alcuni di essi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I fan sicuramente si aspetteranno un altro capitolo, basato sugli ulteriori filoni che questa saga potrebbe proporre e che anche qui in parte vengono introdotti, aspettiamo e vediamo, confidando in un prodotto degno delle storie di partenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-239504197560334796?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/239504197560334796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=239504197560334796&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/239504197560334796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/239504197560334796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/06/x-men-linizio.html' title='X Men - L&apos;inizio'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kBti9_O6GTU/TgiaEfIBlCI/AAAAAAAAA4E/RAPPW1zdocY/s72-c/locandinapg11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-510055418915493193</id><published>2011-06-06T18:40:00.001+02:00</published><updated>2011-06-27T17:54:09.037+02:00</updated><title type='text'>Il dilemma</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TWYJJ8-cNZc/Tez87W1g3NI/AAAAAAAAA4A/78Cysu5sZEE/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-TWYJJ8-cNZc/Tez87W1g3NI/AAAAAAAAA4A/78Cysu5sZEE/s320/locandinapg1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi è un'immagine emblematica della vicenda del protagonista Vince Vaughn e della sua condizione di discesa verso un progressivo senso di perdita dell'orientamento, all'interno della propria vita e di quelle delle persone che lo circondano, di cui vorrebbe riuscire a mettere insieme i pezzi come in un quadro ben definito, ed è il parabrezza della sua auto completamente frammentato, tenuto in piedi per miracolo e che offre alla sua soggettiva un punto di vista sulla strada e sul suo futuro decisamente destrutturato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ron Howard ritorna a suo modo ad un cinema che vorrebbe far sorridere e riflettere, ad una commedia in puro stile &lt;i&gt;yankee&lt;/i&gt;, ma con velleità evidenti e superiori rispetto ad altri epigoni contemporanei.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, il suo &lt;i&gt;Il dilemma&lt;/i&gt; non è un film di puro divertimento e semplici risate, seppur si avvertano dei momenti di leggerezza qua e là, volti a rendere il racconto una riflessione sull'amicizia virile e sugli affetti e sulla difficoltà a mantenerli in chiave contemporanea, ma è piuttosto una meditazione con degli spunti in sottofondo drammatici, perché quello che emerge dalle esistenze di almeno tre dei suoi protagonisti non è così puro e semplice come sembra e alcune ombre si addensano con un rischio di stravolgimento del quadro generale non indifferente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo stesso Vaughn, il vero e solo protagonista della vicenda messa per immagini da Howard, che si fa carico di tutta la storia, con i rischi di cui si diceva sopra di implosione della propria esistenza, non solo appare come un individuo incerto ed insicuro riguardo la propria condizione di monogamia, nel senso di impegnarsi attraverso il matrimonio con la propria attuale compagna, di cui è sicuramente innamorato, ma si ritrova anche a dubitare sulla sicurezza data dall'istituzione stessa di tale vincolo, proprio attraverso il confronto e lente di ingrandimento del rapporto coniugale dei suoi due migliori amici, apparentemente felici e probi sostenitori, almeno a parole, di una felicità senza smagliature visibili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il dilemma che emergerà a carico di Vaughn e che lo metterà a dura prova sulla necessità di disvelare una scomoda verità, da cui emergeranno anche altre asperità dallo stesso ignorate e al tempo stesso da lui tenute nascoste, quali segreti di un passato che emerge progressivamente come non cristallino e che lo rende personaggio meno bidimensionale di quanto voglia apparire, costituirà il filo conduttore di una storia che sembra svolgersi su più piani narrativi e con deviazioni potenziali, frutto della stessa distorsione del reale messa in atto dal protagonista, che si ritroverà a dover dipanare con notevoli difficoltà, ritrosie, rancori e rischio di veder andare in fumo il suo percorso di recupero da certe dipendenze del passato e il timore di essere egli stesso vittima di illusioni e potenziali delusioni da parte della sua stessa consorte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ron Howard alla fine saprà tirare le fila come si conviene della vicenda, attraverso un momento di confronto necessario e a tratti divertente, ma sempre con una punta di amarezza e timore che tutto possa veramente andare in rovina, ma l'&lt;i&gt;happy ending&lt;/i&gt; sembra quasi dovuto e necessario, almeno in parte per i suoi protagonisti, rinsaldando quell'amicizia che costituisce il collante e il salvagente dello spirito americano e che in fondo è parte del loro ottimismo di fondo, ma forse Howard se avesse osato di più avrebbe saputo dare maggiore senso e linearità alle proprie scelte narrative, senza risultare troppo ambiguo sulle scelte imposte dalla produzione di proporre al proprio pubblico una commedia, che tanto rassicurante e divertente non sembra esserlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-510055418915493193?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/510055418915493193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=510055418915493193&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/510055418915493193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/510055418915493193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/06/il-dilemma.html' title='Il dilemma'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TWYJJ8-cNZc/Tez87W1g3NI/AAAAAAAAA4A/78Cysu5sZEE/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4546866218765017488</id><published>2011-05-11T18:02:00.000+02:00</published><updated>2011-05-11T18:02:51.633+02:00</updated><title type='text'>Hai paura del buio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-KFuqqZVhkjQ/TcqvTEXQOXI/AAAAAAAAA30/EFISSKBxXmE/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-KFuqqZVhkjQ/TcqvTEXQOXI/AAAAAAAAA30/EFISSKBxXmE/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Difficile per me non andare subito con la mente, trattandosi di Massimo Coppola, ex conduttore di MTV Italia e ora responsabile della casa editrice Isbn, all'album omonimo degli Afterhours, ma con l'aggiunta del punto interrogativo nel caso del gruppo di Manuel Agnelli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui Coppola invece propone un'affermazione, una certezza sullo stato delle cose, sulle vite di due ragazze che si incrociano e s'incontrano per poi proseguire parallelamente su propri binari esistenziali e con scelte finali forse ben determinate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Reduce dall'esperienza di &lt;i&gt;Avere Ventanni&lt;/i&gt;, il cui titolo ammiccava all'omonimo film di Ferdinando di Leo, oggetto cinematografico anomalo, programma quello del nostro odierno autore televisivo e ora cinematografico che cercava di raccontare una generazione attraverso varie esperienze di vita in maniera comunque interessante e più originale di tanti &lt;i&gt;real life et similia&lt;/i&gt;, Coppola racconta una storia di immigrazione e di lavoro in fabbrica indagando il paesaggio esterno ed interiore delle sue protagoniste, dimostrando che può e sa usare il mezzo a propria disposizione, nonché la musica extra ed intradiegetica dei Joy Division, che conosce il cinema e manifesta il suo amore per un certo tipo di cinematografia, ma ci si aspetta per il futuro una meno evidente accentuazione nell'uso dei campi strettissimi e sfocheggianti sui dettagli e sugli sfondi, portante all'estremo quell'idea zavattiniana d'inseguimento del protagonista comune.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché Coppola è evidente che ha delle cose da dirci e che quando vuole la sua regia e la sua scrittura sanno cogliere non solo spunti formali di indubbia eleganza, ma anche di sentimento e profondità come il confronto tra Eva e la donna rumena da lei pedinata durante il racconto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attendiamo dunque di vedere in futuro se il nostro neo regista saprà abbandonare certi vezzi registici, regalandoci sempre e comunque opere di un cinema italiano che potrebbe, come nel suo caso, parlare di tematiche rilevanti senza evidenti banalità e con il giusto garbo, al di là delle facili trappole narrative che certe vicende potrebbero offrire alla scrittura.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4546866218765017488?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4546866218765017488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4546866218765017488&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4546866218765017488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4546866218765017488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/05/hai-paura-del-buio.html' title='Hai paura del buio'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-KFuqqZVhkjQ/TcqvTEXQOXI/AAAAAAAAA30/EFISSKBxXmE/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-8201779711335998760</id><published>2011-05-11T17:37:00.001+02:00</published><updated>2011-05-11T17:38:30.555+02:00</updated><title type='text'>Machete</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EG3CxK_0PpU/Tcqon5pJonI/AAAAAAAAA3w/cmbj1RiqeZw/s1600/locandinapg8.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-EG3CxK_0PpU/Tcqon5pJonI/AAAAAAAAA3w/cmbj1RiqeZw/s320/locandinapg8.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solitamente il cinema di Rodriguez mi lascia piuttosto incerto sulle proprie finalità e non tutta la sua cinematografia mi ha spinto ad esaltarmi per le sue opere, ma in questo caso, contrariamente a coloro che con indubbia serietà e raziocinio lo stroncheranno, il film mi ha divertito molto, proprio per il suo essere così esibito nella sua sconcezza visiva di cinema di sottogenere, per quanto ammiccante e assai furbo nelle sue strizzate d'occhio allo spettatore cinefilo, eppure il film riesce a funzionare, alla faccia dei benpensanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rodriguez realizza quello che era un falso trailer all'interno del progetto &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2007/06/grindhouse-death-proof.html"&gt;Grindhouse&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; realizzato con l'amico Tarantino e sfrutta icone cinematografiche morte e sepolte per resuscitarle come zombie di un cinema che sa essere puramente tale nel senso di azione e movimento e divertimento distraente, ma non del tutto, delle coscienze spettatoriali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché al di là della patina di violenza iperrealista, in fondo Rodriguez riesce a dire molte più cose in merito all'immigrazione di quanto vi siano riusciti altri film hollywoodiani sul tema e lo fa in maniera forse ingenua, esagerata, semplicistica a tratti, ma ad ogni modo facendo passare un messaggio critico evidente e attori come De Niro, Don Johnson, e Steven Seagal (gli zombi di cui si diceva) riescono ad apparire come figure preponderanti e necessarie all'interno di una storia che esalta come protagonista quel Danny Trejo, solitamente relegato a cammei di circostanza, ma che ne hanno comunque consentito il ricordo nell'immaginario cinematografico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rodriguez rielabora argutamente citazioni su citazioni, ma riuscendo a divertire per la rozzezza esplicita della storia e dei suoi protagonisti, riutilizzando e ironizzando su bellezze come Jessica Alba, Michelle Rodriguez e Lindsay Lohan (lei in particolar modo), che solitamente sono relegate ad un immaginario puramente estetico, ma senza per questo sminuirne le doti fisiche, anzi esaltandole, ma sempre con quel divertimento che si avverte immancabilmente da parte del regista e che a tratti rammenta il cinema di Russ Meyer.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Machete&lt;/i&gt; è un film esplicitamente rozzo, ipercinetico e maledettamente divertente per il suo modo di ridere e deridere il mezzo cinema stesso e grazie anche a quegli attori più o meno caduti in disgrazia o appannati dopo anni di successi più o meno goduti, che riescono a regalarci due ore di divertimento e humour nero, che di questi tempi è un vero toccasana per lo spirito.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-8201779711335998760?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/8201779711335998760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=8201779711335998760&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8201779711335998760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8201779711335998760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/05/machete.html' title='Machete'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-EG3CxK_0PpU/Tcqon5pJonI/AAAAAAAAA3w/cmbj1RiqeZw/s72-c/locandinapg8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-8825731928184087762</id><published>2011-05-05T16:45:00.000+02:00</published><updated>2011-05-05T16:45:07.992+02:00</updated><title type='text'>Habemus Papam</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MLw82hlVb4s/Tb7b1isSHXI/AAAAAAAAA3s/4eh1NV6O2GQ/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-MLw82hlVb4s/Tb7b1isSHXI/AAAAAAAAA3s/4eh1NV6O2GQ/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo film di Moretti è destinato ad essere oggetto - e lo è già stato - di dibattiti sui significati reconditi della sua opera, appagando o&amp;nbsp;deludendo i suoi stessi sostenitori, posti di fronte ad un'opera che conserva retaggi tipici della cinematografia del regista e suoi vezzi più o meno graditi, ma che denotano un suo ulteriore intento di approfondimento del percorso psicanalitico che ha sempre attraversato il suo cinema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ormai, ogni nuovo film di Moretti viene debitamente o meno definito quale opera matura come già avvenuto per &lt;i&gt;Il caimano&lt;/i&gt;, oggetto di revisioni critiche e ideologiche da parte della stessa Sinistra che a suo tempo vi intravide un vessillo da brandire contro Berlusconi e il berlusconismo, per poi reputarlo oggetto controproducente per la fazione politica stessa, seppur sia rimasto impresso nelle retine dei suoi spettatori il profetico finale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Habemus Papam &lt;/i&gt;è, nella sua maturità almeno cronologica, un film sul peso delle responsabilità di un uomo destinato ad incarnare un ruolo carico di oneri &amp;nbsp;schiaccianti per ogni essere umano cosciente dei propri limiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La figura di un Papa così umano appare forse l'immagine più efficace per coloro che avrebbero voluto un film più dissacrante e mordente nei confronti dell'autorità ecclesiastica, laddove l'immaginario di un Vaticano piegato alle nevrosi e ai giochi d'autore del suo regista pare essere meno ben visto dai suoi detrattori, perché vi si ritrovano le caratteristiche tipiche del regista-attore Moretti, perché riesce ad esprimere dubbi e ripensamenti che solo in parte la Chiesa ha saputo immaginare e vedere in questi anni, ma che in fondo si possono attribuire a qualunque uomo di potere incaricato di simili compiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'umanità trasudante dal volto e dalle parole di Piccoli che sogna il teatro di cui lui stesso nella vita reale è stato interprete di indubbio valore come nel cinema, lo fa assurgere a figura commovente e amabile, che saprà compiere un percorso di autoanalisi, in cui alcuni vi hanno visto una sorta di percorso politico e di timore per lo stesso, intrapreso dallo stesso regista ai tempi dei Girotondi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le implicazioni politiche e sociali negli ultimi due film di Moretti appaiono quasi imprescindibili nell'analizzare il suo cinema attuale, ma ad ogni modo permangono anche questa volta immagini dense di senso e significato come l'assenza, il vuoto creantesi dopo la nomina del Papa, figura, la cui assenza costituisce una mancanza di rilevante peso nell'universo film in cui ci vuole immergere il suo autore e che solo superficialmente può ricondursi al suo precedente film &lt;i&gt;La messa è finita&lt;/i&gt;, cui è accostabile solo apparentemente per le figure di riferimento, ma che affrontano ambiti ben diversi e problematiche che dal personale sembrano essersi elevate a riflessioni ben più globali, ma non per questo distanti dal nostro essere e sentire personale di individui pregni di dubbi e domande.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-8825731928184087762?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/8825731928184087762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=8825731928184087762&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8825731928184087762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8825731928184087762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/05/habemus-papam.html' title='Habemus Papam'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-MLw82hlVb4s/Tb7b1isSHXI/AAAAAAAAA3s/4eh1NV6O2GQ/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5029384800419273817</id><published>2011-04-09T16:02:00.000+02:00</published><updated>2011-04-09T16:02:25.396+02:00</updated><title type='text'>Boris - Il Film</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-R6XBUv36TI0/TaBiPAiGPSI/AAAAAAAAA3o/_TU2I_JDoY0/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-R6XBUv36TI0/TaBiPAiGPSI/AAAAAAAAA3o/_TU2I_JDoY0/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pur amando la serie televisiva che ha consentito il presunto salto di qualità e di mezzo espressivo al prodotto in questione, mi ritrovo ancora una volta a dover dissentire con quelle opinioni positive che si reperiscono in rete, perché &lt;i&gt;Boris - Il Film &lt;/i&gt;a mio modo di vedere non riesce a colpire e graffiare del tutto come vorrebbe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di tutto si evince essere un film che ammicca allo spettatore della serie tv per i suoi personaggi di riferimento, più o meno sfruttati a dovere, ma direi decisamente meno bene del previsto, inoltre i film tratti da serie televisive non sempre hanno avuto gli esiti sperati al cinema, come se il voler replicare un successo od ottenere in questo caso una maggiore visibilità non riescano a restituire gli esiti ottenuti sul piccolo schermo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Boris&lt;/i&gt; è una delle migliori serie televisive nostrane, se non l'unica, per essere riuscita a deridere il mondo della fiction del nostro paese, evidenziando con un'ironia arguta le magagne di quel mondo e del nostro paese, creando delle macchiette e dei personaggi che sanno far ridere, ma anche riflettere sul nostro stato attuale o di sempre, ma il passaggio al cinema, i tempi necessari per raccontare una storia più lunga e soprattutto sul mondo del cinema commerciale non ha alla fine quella capacità di graffiare come nella serie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi sono dei momenti decisamente azzeccati e sintomatici di un sottobosco di produttori e mestieranti del cinema che non pare distanziarsi molto da quello televisivo, che è quello che meglio rende dal punto di vista economico per le società di produzione come c'insegna il buon Lopez (Antonio Catania), ma la critica al cinepanettone appare sgonfia, piuttosto facile, anche se diretta ed evidente, perché in fondo coglie quelli che sono gli aspetti deteriori di quel tipo di cinema e del pubblico che lo accoglie a braccia aperte, come anche lo svilimento di certi autori comici, ridotti ad un mero tormentone ripetitivo, ma sempre funzionale e funzionante nell'obnubilare le coscienze critiche dei fruitori di spettacolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Boris - Il Film &lt;/i&gt;non riesce, dunque, a sfruttare appieno i suoi personaggi e caratteristi come invece avviene in quei 30 minuti scarsi che ogni volta la serie ha saputo regalarci, concentrandovi battute e miserie del mondo televisivo e sociale in maniera nient'affatto ipocrita, con chiari riferimenti alle principali reti italiane produttrici di film o serie per il tubo catodico, anche se forse il solo ed unico momento significativo del film ci viene regalato dalla lezione di vita e professionale data dal solito Lopez all'integerrimo e idealista René (Francesco Pannofino) nel sintetizzare con una battuta l'inesistenza della concorrenza televisiva in Italia, declinabile in tutti i campi che voi vogliate e crediate della nostra realtà e lì si ride davvero, ma amaramente, come la serie televisiva sinora ci ha insegnato a fare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5029384800419273817?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5029384800419273817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5029384800419273817&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5029384800419273817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5029384800419273817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/04/boris-il-film.html' title='Boris - Il Film'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-R6XBUv36TI0/TaBiPAiGPSI/AAAAAAAAA3o/_TU2I_JDoY0/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5670574113164473220</id><published>2011-04-04T17:22:00.000+02:00</published><updated>2011-04-04T17:22:53.110+02:00</updated><title type='text'>La fine è il mio inizio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-nxrASBJFL6s/TZneLLwXvKI/AAAAAAAAA3k/LdOhTjVAR6A/s1600/imm.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-nxrASBJFL6s/TZneLLwXvKI/AAAAAAAAA3k/LdOhTjVAR6A/s320/imm.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Occorre premettere che chi scrive non ha letto il libro di Tiziano Terzani e in merito al fenomeno letterario non vi si è mai avvicinato e chissà se vi si avvicinerà.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Pertanto, quanto segue sono semplici considerazioni da un punto di vista filmico del prodotto-film &lt;i&gt;La fine è il mio inizio&lt;/i&gt; ed eventuali considerazioni sull'uomo Terzani sono legate al punto di vista sopracitato e ad una riflessione mediatica dell'immagine e dell'immaginario scaturito dal fu giornalista.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ebbene, &lt;i&gt;La fine è il mio inizio&lt;/i&gt;, come i più sapranno è la trasposizione per immagini dell'ultimo libro testamento di Tiziano Terzani, che in prossimità della propria morte ha invitato il proprio figlio Folco a raccoglierne riflessioni, pensieri e considerazioni sulla propria fine vita e sul suo lavoro, sulle proprie esperienze di uomo e giornalista, di cui sarebbe interessante recuperare i libri-reportage che emergono dai ricordi narrati nel film stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Opera che si pone come anomalia cinematografica, come prodotto controcorrente rispetto all'idea di un film memoriale e agiografico &amp;nbsp;scontato e banale, infarcito di chissà quali immagini o ricordi di cui si sarebbe potuto abbellire.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Eppure questa scelta, conforme forse allo stile e all'idea del personaggio e di chi ne conserva la memoria, appare ad uno spettatore non vicino ai suoi scritti come un'opera difficile da definire e sorge spontaneo domandarsi il perché di questa operazione, visto che il cinema è spesso costretto a ridurre, adattare ciò che sulla pagina scritta ha trovato un suo ben definito spazio e per un libro come questo che non è un romanzo, l'adattamento cinematografico in sé costituisce un medium inadeguato a trasporne completamente il pensiero e l'idea.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Per coloro che hanno letto il libro potrà sicuramente rappresentare un'ulteriore conferma di quanto riscontrato con ardore e trasporto nelle pagine del libro e quindi una conferma della propria scelta di vedere confermata per immagini una trasposizione di quella figura tanto amata e diciamolo pure, senza toni polemici, anche venerata.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Per chi invece non ha letto il testo di riferimento non può che ritrovarsi di fronte ad un'opera statica per il tipo di narrazione a cui si ispira, trasmettendo l'impressione di un film che cinema non è, se non negli intermezzi quotidiani in cui padre e figlio non sono presi dai semplici ricordi e dal lavoro di raccolta di memorie e pensieri di cui Terzani sentiva il bisogno di dover parlare con il proprio figlio.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Scelta narrativa quella del regista tedesco, forse dettata dai costi produttivi, più che stilistica in sé e per sé, ma che lascia un'impressione di immobilità narrativa che non avvince uno spettatore non avvezzo e non completamente conoscitore del Terzani-pensiero, cui ci si dovrebbe accostare sicuramente attraverso i libri e non attraverso quest'opera che costituisce un prodotto derivativo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Il film, infatti, oggigiorno costituisce l'appendice inevitabile di ogni fenomeno letterario di successo, ma non tutti possono prestarsi alla stessa operazione di traduzione per immagini e questo film ne è un chiaro esempio, almeno per chi scrive. Non si dubita della buona volontà dei familiari che hanno visto in esso un'occasione ulteriore per rafforzare il ricordo del proprio caro, ma dispiace constatare che questo film non riesca a suscitare quella fascinazione che molti lettori hanno subito per tale personaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Bruno Ganz è comunque bravo e professionale nello svolgere il proprio compito, riuscendo ad essere credibile e somigliante al Terzani degli ultimi anni, mentre Elio Germano sembra non riuscire a trasmettere quell'inquietudine e quell'approccio che ci si aspetterebbe di fronte ad un padre così ingombrante  e morente, ma questo perché siamo di fronte ad un film e non ad un documentario e il pathos appare comunque necessario ed è inevitabile aspettarselo da una figura filiale che sembra invece mantenere sempre lo stesso stabile e statico tono ed espressione, anche nei momenti di apparente rabbia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Il tutto poi non viene adiuvato da un doppiaggio con marcato accento toscano che imprime un senso di artefazione evidente e inevitabilmente viene da pensare alla battuta di Stanis La Rochelle in &lt;i&gt;Boris&lt;/i&gt;, la serie Tv, quando dice che i toscani hanno rovinato il cinema, con buon pace per i miei amici toscani.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La fine è il mio inizio&lt;/i&gt; rappresenta dunque la conferma per coloro che amano Tiziano Terzani, che il loro scrittore di riferimento ha trovato per il proprio libro un'eccellente o semplicemente fedele&amp;nbsp;trasposizione, ma per uno spettatore comune invece è un'opera debole e incapace di rendere al meglio le emozioni che un film e un prodotto simile avrebbero potuto regalare, al di là della condivisione o meno delle riflessioni dello scrittore e dell'uomo, figura di riferimento per molti in un mondo alla ricerca di icone positive da contrapporre alle brutture di cui siamo circondati, sino al punto in cui il cinismo e il capitalismo non fagociteranno anche ciò che di buono lo scrittore ha saputo trasmetterci o almeno ci ha provato, attraverso le sue pagine e non di certo grazie a queste poco incisive immagini.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5670574113164473220?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5670574113164473220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5670574113164473220&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5670574113164473220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5670574113164473220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/04/la-fine-e-il-mio-inizio.html' title='La fine è il mio inizio'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-nxrASBJFL6s/TZneLLwXvKI/AAAAAAAAA3k/LdOhTjVAR6A/s72-c/imm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-6157147508598921338</id><published>2011-03-30T17:49:00.003+02:00</published><updated>2011-07-16T13:44:00.635+02:00</updated><title type='text'>The Burning Plain - Il confine della solitudine</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9nRcdh1CJ-M/TZNNA67HyEI/AAAAAAAAA3g/ckT8o1W92u0/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-9nRcdh1CJ-M/TZNNA67HyEI/AAAAAAAAA3g/ckT8o1W92u0/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;L'&lt;/span&gt;esordio alla regia di Guillermo Arriaga, fedele sceneggiatore di &lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/biutiful.html"&gt;Alejandro González Iñárritu&lt;/a&gt;, dimostra come il suo stile abbia influito molto nelle scelte narrative del regista messicano, anche se qui i piani temporali e spaziali sembrano evidenziare subito con chiarezza il tipo di vicenda, consentendo allo spettatore di comprendere ed immaginare lo sviluppo della storia, senza eccessi decostruttivi come in &lt;i&gt;21 grammi&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;The Burning Plain&lt;/i&gt; evidenzia subito il senso di drammaticità e dolore di cui è gravata la protagonista e che lo sfondo della città di Portman nonché la fotografia stessa dedicata al luogo della vicenda, sembrano accentuare e caricare di una tensione che necessita di uno sfogo inevitabile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Drammaturgia che progressivamente si sposta nelle terre assolate del Messico, per costruire, come il regista/sceneggiatore ci ha insegnato, le premesse di un racconto che ha più piani da considerare e che sono legati tra loro nonostante un'apparente iniziale distanza non solo geografica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;Arriaga non eccede nel formalismo, ma il film di per sé sembra caricarsi di aspettative e tensioni drammatiche che possono apparire forse leziose e forzate, che trasmettono sicuramente la dinamicità e il peso della sua scrittura, ma in maniera troppo evidente e palese, tant'è che l'ellissi narrativa (o il vuoto di scrittura?) anche se scelta stilistica, in questo caso può apparire non sempre riuscita nello spiegare tutti i dettagli del racconto e delle vite rappresentate, perché troppo concentrata la sul meccanismo narrativo che consentirà il riannodarsi dei nodi drammaturgici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;Si lascia comunque e come sempre allo spettatore il compito di seguire le vicende ivi narrate e di farsi o meno coinvolgere dal racconto e dalle sue deviazioni, sino ad un raccordo per immagini finale, che sembra quasi un ulteriore intento per Arriaga di smarcarsi dalle sue precedenti opere e aprirsi a nuovi orizzonti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;Attendiamo di vedere se la sua scrittura saprà anche trovare un equilibrio per immagini, che sembra esservi in nuce, ma non ancora del tutto definito o a fuoco come vorrebbe e dovrebbe, discorso che si è in parte già prospettato per il suo ex compagno di cinema.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-6157147508598921338?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/6157147508598921338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=6157147508598921338&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6157147508598921338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6157147508598921338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/burning-plain-il-confine-della.html' title='The Burning Plain - Il confine della solitudine'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9nRcdh1CJ-M/TZNNA67HyEI/AAAAAAAAA3g/ckT8o1W92u0/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4165984977887987971</id><published>2011-03-29T16:05:00.002+02:00</published><updated>2011-03-29T19:52:22.173+02:00</updated><title type='text'>Il gioiellino</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-h88rFyV-P5I/TZHg3C4TEFI/AAAAAAAAA3c/pIQVt-jsm98/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-h88rFyV-P5I/TZHg3C4TEFI/AAAAAAAAA3c/pIQVt-jsm98/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/05/la-ragazza-del-lago.html"&gt;Andrea Molaioli&lt;/a&gt; giunge alla sua opera seconda, facendo nuovamente affidamento all'attore italiano di riferimento di questi ultimi anni, ovvero Toni Servillo, che a ben vedere ricalca, seppur molto lontanamente, il personaggio de &lt;i&gt;Le conseguenze dell'amore&lt;/i&gt;, nel senso della solitudine umana di cui si fa incarnazione la sua figura di professionista dei numeri e dei bilanci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' come se inevitabilmente per Molaioli, il suo cinema debba essere confrontato e ravvicinato a quello di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/06/il-divo.html"&gt;Sorrentino&lt;/a&gt; per il semplice utilizzo dello stesso attore feticcio, nonostante divergenze stilistiche e di scrittura evidenti, ma è il prezzo da pagare nell'impiego di un attore di carattere e di razza come Servillo, sorta di garanzia per il cinema nostrano per garantirsi un minimo di attenzione e considerazione e anche di eventuale aura di autorialità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad ogni modo Molaioli, come si diceva sopra, ha un suo stile e le considerazioni pregresse sono solo superficiali ed istantanee impressioni, quali riflessi di immagini che hanno ormai impressionato la nostra retina di spettatori e dovendo ragionare su&amp;nbsp;&lt;i&gt;Il gioiellino&lt;/i&gt;, ne emerge che esso&amp;nbsp;è la storia in trasparenza del ben noto&amp;nbsp;&lt;i&gt;Crack Parmalat&lt;/i&gt; e ha il pregio di riuscire a raccontare e spiegare aspetti economicamente e fiscalmente complessi con la dovuta semplicità, ovvero riesce a rendere comprensibili numeri e azzardi finanziari che solitamente troverebbero spazio e spiegazioni sulle pagine economiche di quotidiani o libri del settore. Questo grazie ad un lavoro di scrittura basato sull'umanità di cui è composta prima di tutto un'azienda, facendone emergere gli aspetti meschini e deteriori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che interessa e si apprezza è l'evoluzione appunto umana dei protagonisti della vicenda, il modo in cui emergono con il procedere del racconto, aspetti che riescono a farne risaltare una&amp;nbsp;maggiore&amp;nbsp;personalità, non appiattita su un puro e semplice macchiettismo, al punto da riconsiderarne le motivazioni di fondo e le apparenze iniziali dei vari personaggi della vicenda, sino ad un finale di una certa amarezza e rimpianto per il suo, forse vero, protagonista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ambientazione provinciale nella città piemontese di Acqui Terme e guarda caso nella sede dell'ex tribunale della città stessa, costituiscono scelte appropriate nel rendere, da una parte l'idea della provincia e del provincialismo, con i suoi sogni di gloria che si tramutano in meschine aspirazioni di potere e decoro cittadino, dall'altro il luogo deputato all'amministrazione della giustizia, quale sede, paradossalmente, di un'ingiustizia finanziaria ed economica per coloro che ne hanno subito le conseguenze, attraverso ribaltamenti di fronte e voltafaccia da parte di quei poteri che avrebbero inizialmente sostenuto l'operazione industriale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I riferimenti alla realtà politica nazionale sono evidenti e spesso smaccati, ma aiutano a riconoscere ed immedesimarsi in una vicenda dai colori oscuri, a differenza del candore della materia prima che aveva sostenuto una delle nostre principali industrie e che ora sembra inevitabilmente destinata ad un'ulteriore scalata finanziaria, come per tante altre nostre compagini nazionali e operazioni finanziarie in agguato per noi meno accorti ed esperti risparmiatori.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4165984977887987971?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4165984977887987971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4165984977887987971&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4165984977887987971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4165984977887987971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/il-gioiellino.html' title='Il gioiellino'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-h88rFyV-P5I/TZHg3C4TEFI/AAAAAAAAA3c/pIQVt-jsm98/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1879903943139457792</id><published>2011-03-23T16:49:00.000+01:00</published><updated>2011-03-23T16:49:33.452+01:00</updated><title type='text'>Kill Me Please</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-wX6gFo224DI/TYoQ38CkfSI/AAAAAAAAA3Y/2RQPytfWGec/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh6.googleusercontent.com/-wX6gFo224DI/TYoQ38CkfSI/AAAAAAAAA3Y/2RQPytfWGec/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molto probabilmente mi attirerò gli strali della critica cinematografica on line che ha premiato con il Mouse d'Oro il film di Olias Barco, vincitore anche del Marc'Aurelio d'Oro alla Festa del Cinema di Roma, ma sinceramente non l'ho trovato così riuscito e irriverente come avrebbe voluto essere, questo film che deride la morte e il suicidio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le aspettative di sarcasmo c'erano tutte per un film che avrebbe dovuto e voluto affrontare un tema tabù in maniera scorretta e sarcastica, ma alla fine la visione del film che sfrutta un bianco e nero volto ad accentuare l'alienazione di fondo che dovrebbe permeare e trasparire dalla vicenda narrata, non è così riuscita come ci si aspettava e come si è percepito dalle impressioni e dalle opinioni imperanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Kill Me Please&lt;/i&gt; è un film costantemente caracollante, sempre sul punto di precipitare in un cattivo gusto che non diverte e che alla fine non riesce a far ridere dei suoi personaggi e delle situazioni paradossali di cui si dovrebbero fare portatori, sino ad un delirio e deliquio finale a tratti disturbante come la scena, altrettanto tale, del tentato stupro, proprio per quella resa involutamente drammatica, giocata su spunti ironici, che questa volta non ho saputo individuare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Kill Me Please&lt;/i&gt; è una continua contraddizione di scrittura e di messa in scena del racconto, con raccordi non sempre cristallini e con una rappresentazione dei principi di fondo sul tema della morte e del suicidio che fanno pensare più che ad un messaggio positivo, piuttosto ad una banalizzazione del contesto generale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Barco vorrebbe dirci che per quanto si desideri la morte, lo spirito di sopravvivenza alla fine prevale, ma lo esprime in maniera confusa, eccessiva, smaccatamente saccente e controproducente al suo film. Il tema è serio e avrebbe potuto essere oggetto di derisione e ironia, ma non in questa maniera, non con questo grottesco malriuscito che sfocia nel cattivo gusto e nelle cattive intenzioni ed eventuali cattive interpretazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film che può essere appunto letto negativamente sia da coloro che sono contrari a questo tipo di cliniche, cui si presume si rivolgano persone con problematiche serie ed effettive, sia da coloro che credono nell'operato delle suddette strutture. Insomma, un modo per scontentare tutti, non si sa se e quanto consapevolmente da parte del regista, ma che sicuramente non ha convinto il sottoscritto, che in fatto di film sarcastici e grotteschi nonché cinici è il primo ad apprezzarne il valore politicamente scorretto, quando ben mirato e rappresentato, ma in questo caso non siamo proprio dalle parti di quel cinema intelligentemente controcorrente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1879903943139457792?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1879903943139457792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1879903943139457792&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1879903943139457792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1879903943139457792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/kill-me-please.html' title='Kill Me Please'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh6.googleusercontent.com/-wX6gFo224DI/TYoQ38CkfSI/AAAAAAAAA3Y/2RQPytfWGec/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7752495268144740356</id><published>2011-03-21T19:32:00.001+01:00</published><updated>2011-07-03T17:06:05.105+02:00</updated><title type='text'>π - Il teorema del delirio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh6.googleusercontent.com/-SOaxXacee5I/TYeWRsYItyI/AAAAAAAAA3U/fG0QYMF8-iI/s1600/pi+greco+il+teorema+del+delirio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh6.googleusercontent.com/-SOaxXacee5I/TYeWRsYItyI/AAAAAAAAA3U/fG0QYMF8-iI/s320/pi+greco+il+teorema+del+delirio.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noto in italia come&amp;nbsp;&lt;i&gt;π - Il teorema del delirio&lt;/i&gt;, è forse il film più interessante del regista Darren Aronofsky, noto per titoli più recenti candidati e vincitori di Oscar come &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2009/03/wrestler.html"&gt;The Wrestler&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Il cigno nero&lt;/i&gt;, in quanto rappresenta un'opera ardita, sperimentale e lisergica, ritmata da una colonna sonora adeguata a trasmettere i deliri e le pulsioni maniacali del suo protagonista, uno studioso di matematica alla ricerca di uno schema matematico legato indissolubilmente al noto π.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fotografato in un bianco e nero tipico di quelle opere indipendenti e disturbanti, amate dai registi americani alle prime armi o quasi, nonostante questa patina volutamente ammiccante, risulta essere un film intrigante nelle sue atmosfere di paranoia ed autismo, in cui si intrecciano potenziali complotti capitalisti, studi cabalistici sino ad un crescendo di tensione e pulsioni di morte e dolore che disturbano e inquietano, a dimostrazione di una regia ed un montaggio adeguati nel rendere i deliri progressivi del suo protagonista, spinto verso una ricerca e delle risposte che inevitabilmente prenderanno pieghe mistiche e metafisiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una sorta di summa concettuale degli studi sui teoremi matematici di base sino alle implicazioni religiose della mistica ebraica. Un delirio matematico e mentale che non può non affascinare ed incuriosire e al tempo stesso disturbare per la sua concitazione e la sottolineatura del delirio in cui pare scendere progressivamente il protagonista in un annullamento di se stesso, sino ad un finale che potrebbe non essere quello che si crede, ma che sicuramente lascerà lo spettatore incuriosito e affascinato dal mondo della matematica pura e dei suoi teoremi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7752495268144740356?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7752495268144740356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7752495268144740356&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7752495268144740356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7752495268144740356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/blog-post.html' title='π - Il teorema del delirio'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh6.googleusercontent.com/-SOaxXacee5I/TYeWRsYItyI/AAAAAAAAA3U/fG0QYMF8-iI/s72-c/pi+greco+il+teorema+del+delirio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2415862808195447447</id><published>2011-03-19T15:11:00.001+01:00</published><updated>2011-07-16T13:52:46.857+02:00</updated><title type='text'>Cube - Il cubo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-NlV9g4eXjbI/TYSvYOmX_dI/AAAAAAAAA3Q/CbuK530RHT8/s1600/cube01.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh4.googleusercontent.com/-NlV9g4eXjbI/TYSvYOmX_dI/AAAAAAAAA3Q/CbuK530RHT8/s320/cube01.jpg" width="219" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Cube&lt;/i&gt; è un interessante thriller fantascientifico con spunti metafisici, che sfrutta un'idea e una scenografia molto semplici, ma funzionali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tema della prigione asettica, misteriosa, in cui si ritrovano persone tra loro ignote e senza memoria apparente, costituisce una base di partenza stimolante per il racconto e per stuzzicare lo spettatore. Il film pare sfruttare adeguatamente tutti gli elementi tipici del genere claustrofobico e paranoide, insinuando ipotesi sulle origini del cubo e della sua funzione, ma lasciando&amp;nbsp;nel finale&amp;nbsp;allo spettatore le potenziali risposte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il successo del film, in quanto non eccessivamente costoso come realizzazione e&amp;nbsp;di produzione canadese, che gli restituisce una patina fotografica adeguata a trasmettere il senso di precarietà dell'intera struttura ed esistenza dei suoi protagonisti, ha generato un sequel ed un prequel, costituendo così una trilogia diretta da vari registi che hanno dovuto fornire, per necessità di sceneggiatura, le motivazioni della trappola in cui ritroviamo i protagonisti delle varie vicende fantascientifiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre forse il pregio principale di quest'opera, risiede proprio nel non detto, nelle potenziali aperture interrogative che esso lascia allo spettatore e costituendo uno di quei film amati e amabili dai cultori del cinema del complotto, anche se sarebbe riduttivo includerlo in tale categoria, perché esso potrebbe benissimo essere incluso anche nel filone di cinema&amp;nbsp;matematico-geometrico, in quanto i numeri e il cubo stesso come solido geometrico costituiscono le potenziali chiavi risolutive delle iperboli meccaniche che costituiscono la prigione in cui si ritrovano rinchiusi i protagonisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo un inizio che sfrutta l'effetto sorpresa delle varie trappole disseminate lungo il percorso, successivamente il film tenta di concentrarsi sulla natura umana ed esistenziale dei prigionieri, facendone emergere la natura più o meno nascosta, le paure e le idiosincrasie, il tutto agevolato dallo spazio angusto in cui vengono a ritrovarsi, sino all'esito finale, in cui trovata un'apparente soluzione, sorgono i dubbi su ciò che li aspetta al di fuori di una realtà così concentrazionaria al punto da ingenerare il timore verso la libertà tanto inizialmente agognata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film costituisce un prodotto interessante, nonostante una certa ripetitività dello schema, inevitabile in se stessa, ma ha la capacità di tenere lo spettatore concentrato sugli sviluppi e gli esiti delle azioni dei suoi protagonisti, decisi a sopravvivere, ma a rischio collasso psichico e fisico con il procedere sempre più difficile tra sequenze numeriche tra un cubo e l'altro e tentativi di interpretazione delle stesse.&lt;br /&gt;La visione dei successivi episodi potrebbe costituire un interessante esercizio cognitivo e un modo per trovare maggiori certezze e risposte rispetto a quelle lasciate in sospeso del primo capitolo, ma con il rischio di usurare presto il piacere o meno della visione di questo piccolo, ma curioso film.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2415862808195447447?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2415862808195447447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2415862808195447447&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2415862808195447447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2415862808195447447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/cube.html' title='Cube - Il cubo'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-NlV9g4eXjbI/TYSvYOmX_dI/AAAAAAAAA3Q/CbuK530RHT8/s72-c/cube01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-6574853734003912988</id><published>2011-03-18T20:09:00.000+01:00</published><updated>2011-03-18T20:09:22.253+01:00</updated><title type='text'>Il rito</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-sjQOD-fo9j0/TYOjI90RAOI/AAAAAAAAA3M/zvCspDapNJ4/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh4.googleusercontent.com/-sjQOD-fo9j0/TYOjI90RAOI/AAAAAAAAA3M/zvCspDapNJ4/s320/locandina.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cinema fondato sul genere "esorcismo" difficilmente può trovare spunti di originalità e differenziazione forti rispetto al film per eccellenza di Friedkin, tant'è che solo attraverso la parodia del capostipite stesso è stato sinora possibile affrontare un discorso originale e con risultati concreti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si pensi al parodiatore per eccellenza Leslie Nielsen in Riposseduta e al nostrano L'Esorciccio per gli amanti del genere di serie B.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esistono poi epigoni successivi, che hanno tentato di rinverdire il tema dicendosi basati su vicende più o meno vere e anche quest'ultimo lavoro si fonderebbe, almeno come ispirazione, a fatti accaduti nella realtà, ma giusto come ispirazione, quindi sulla verità o meno degli stessi i dubbi e le risposte rimangono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il rito&lt;/i&gt; tenta di contrapporre, come nello schema classico originale, il contrasto di fede tra due religiosi anagraficamente distanti, anche se &amp;nbsp;in questo contesto lo scetticismo non è limitato al rituale ma alla religione stessa, poiché il giovane protagonista pare non avvertire la vocazione per cui aveva deciso di prendere i voti e per raggiungere tale anelito viene sottoposto al trattamento di forza, che solo in questi casi potrebbe convincere anche il più dubbioso degli individui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, senza eccedere in effetti speciali, ma puntando sulla recitazione del cast e sulle atmosfere adottate dal regista, il racconto ci introduce insistentemente nel tema del male, della sua esistenza e manifestazione, su cui, come già detto, il giovane aspirante prete dubita alquanto, perché maggiormente convinto della necessità e potenzialità della scienza medica come panacea ai casi sottopostigli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film però non riesce a costituire nulla di particolarmente originale o significativo, aggiungendosi come ulteriore tassello del filone, ma almeno ha il merito di evitare scivoloni eccessivi nel ridicolo involontario, grazie ad un Hopkins questa volta misurato e credibile, ben lontano dalla maschera attoriale in cui lo si era visto nel suo ultimo ruolo in chiave horror.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-6574853734003912988?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/6574853734003912988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=6574853734003912988&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6574853734003912988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6574853734003912988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/il-rito.html' title='Il rito'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-sjQOD-fo9j0/TYOjI90RAOI/AAAAAAAAA3M/zvCspDapNJ4/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5225862105339345266</id><published>2011-03-12T15:19:00.000+01:00</published><updated>2011-03-12T15:19:12.799+01:00</updated><title type='text'>Another Year</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-GG-rRBlr-7c/TXtjJcYC7wI/AAAAAAAAA3I/2GIiqzHyrac/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh3.googleusercontent.com/-GG-rRBlr-7c/TXtjJcYC7wI/AAAAAAAAA3I/2GIiqzHyrac/s320/locandina.jpg" width="230" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo film di Mike Leigh dimostra ancora una volta, come se vi fossero dubbi in merito, come il regista inglese sia un ottimo scrittore di cinema nonché direttore di attori. La sua capacità narrativa sta tutta nei dialoghi e nelle situazioni della vita che riesce a trasporre per immagini, creando una sorta di filo conduttore comune in quasi tutti i suoi lavori, in cui le esistenze dei suoi protagonisti sono attraversate da una malinconia ed un'amarezza di fondo che non sono quasi mai fini a se stesse, ma anzitutto costituiscono una raffigurazione fedele dell'esistenza stessa e della quotidianità, consentendo un'immedesimazione e una compartecipazione rare nel cinema d'autore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leigh non rinuncia a descrivere personaggi bizzarri e sbandati, che paiono essere un archetipo imprescindibile del suo cinema, che ancora una volta e in questo caso particolare si fa ancor più intimista e riflessivo sullo scorrere del tempo, come il titolo stesso evoca chiaramente, costruendo un film corale in cui il referente principale è una coppia felice, attorno alla quale ruotano una serie di figure emblematiche e rappresentative della commedia umana del regista inglese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scelta stessa della musica, i dialoghi mai artefatti e le figure che compongono il quadro generale, sono elementi fondanti e fondamentali del suo cinema, che può anche annoiare e distanziare lo spettatore, ma innegabile è la sua capacità di descrivere mai senza ambiguità, seppur alludendo ma intelligentemente e in maniera intelligibile a drammi e condizioni umane sottese nei rapporti che legano i vari protagonisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leigh ama recuperare anche attori di sue precedenti opere per insinuarli nel suo racconto, come Imelda Stauton, che appare in un cammeo, che incuriosisce e crea i presupposti per una storia di sofferenza e disagio, tipiche del suo cinema, ma che volutamente evita di approfondire, forse perché il suo stesso personaggio racchiude già in sé un dramma che non può trovare uno sfogo liberatorio, ma neppure la protagonista sottesa, ma non troppo, della vicenda qui narrata pare poter trovare una risposta alla propria inquietudine, non certamente rifugiandosi o cercando una valvola di sfogo nelle visite ai suoi amici e Leigh questo ci aiuta a comprenderlo con il passare delle stagioni e con l'evolversi della vicenda, offrendoci ancora una volta spunti di riflessione, di sorrisi, seppur amari, ma con la consapevolezza di aver ancora una volta vissuto un momento di vita reale e plausibile.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aspetti che forse porranno domande sulla necessità di simile visione e fruizione, ma di fronte a tale scrittura viene spontaneo avvicinarsi, almeno per riflettervi un attimo e chissà magari trarvi anche qualche spunto positivo nonostante quel retrogusto amarognolo che il suo cinema è ancora in grado di regalarci, ma senza voler essere compiaciuto e compiacente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5225862105339345266?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5225862105339345266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5225862105339345266&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5225862105339345266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5225862105339345266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/another-year.html' title='Another Year'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-GG-rRBlr-7c/TXtjJcYC7wI/AAAAAAAAA3I/2GIiqzHyrac/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-3367932664918438536</id><published>2011-03-02T19:30:00.002+01:00</published><updated>2011-07-16T13:41:50.414+02:00</updated><title type='text'>Biutiful</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-7N9ZvozOYwA/TW5wb2VbaXI/AAAAAAAAA3E/gDNaAk2wDW0/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh5.googleusercontent.com/-7N9ZvozOYwA/TW5wb2VbaXI/AAAAAAAAA3E/gDNaAk2wDW0/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;Iñárritu&lt;/span&gt;&amp;nbsp;post &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/burning-plain-il-confine-della.html"&gt;Arriaga&lt;/a&gt;, così si potrebbe inquadrare quest'ultima opera del regista messicano senza il suo sceneggiatore di fiducia, anch'esso passato alla regia, che mette in atto un tentativo di cinema meno costruito e articolato di altre sue precedenti opere, alla ricerca di una linearità che non disdegna comunque una sua geometria, per quanto semplice che è quella del cerchio, con i pregi e difetti che essa racchiude nonostante l'idea di perfezione intrinseca di tale forma.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il regista scava nel dolore del suo protagonista e di una città vista dai suoi margini, dalle sue periferie, cinema rischioso quello che si addentra in tali meandri, che potrebbe incappare nell'immagine da cartolina dall'inferno e forse così potrebbe sembrare per certi versi, anche se Bardem è attore efficace, volto che sa portare su di sé i segni del dolore e della sofferenza, figura dolente destinata a vagare apparentemente senza meta in una Barcellona quasi irriconoscibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pare rinunciare come si diceva a certi giochi di montaggio come in altre sue opere precedenti, ma mantiene comunque il suo stile attento nel descrivere storie parallele destinate ad incrociarsi, che qui evidenziano subito la loro codipendenza e il loro legame specifico, senza giochi o scherzi del destino, tentando di rappresentare la vita nella sua fluidità e nei suoi incroci e connessioni umane, seppur un certo simbolismo, una certa propensione di sguardo verso la morte sia inevitabile e onnipresente nel suo cinema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Film che disturba e che ferisce, che tende all'accumulazione di elementi, di fattori, di storie e di dolori, che questa volta sembrano trovare un catalizzatore unico nel protagonista Bardem, un fantasma vivente cosciente del proprio destino e incapace di accettarlo per il senso di amore paterno che lo lega ai suoi cari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inàrritu non esita quindi a rappresentarci e raccontarci tutto questo, non si nasconde, nonostante certi formalismi più o meno apprezzabili, ma che denotano forse un compiacimento che c'è sempre stato nel suo cinema allora più di adesso, ma comunque presente e che andrebbe levigato o prosciugato come la storia stessa, che tende ad eccedere e debordare in una lunghezza funzionale forse all'autore ad esprimere il dolore dei suoi protagonisti e a costringere lo spettatore a confrontarsi con esso, ma quanto consapevolmente?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I vezzi autoriali sono trappole di senso che sembrano difficili da eliminare e che possono costituire un limite del suo cinema, seppur apparentemente accantonati insieme al suo ex sceneggiatore Arriaga, ma che fanno ancora capolino nel suo stile di regia e di narrazione e allora si dovrà capire se dopo quest'opera Inàrritu saprà dirci qualcosa di più con maggiore icasticità, anche senza un attore debordante, ma in senso positivo per l'attore stesso, come Bardem.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-3367932664918438536?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/3367932664918438536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=3367932664918438536&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3367932664918438536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3367932664918438536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/03/biutiful.html' title='Biutiful'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' 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primo ha proseguito almeno a livello internazionale e con maggiore risonanza ed evidenza la propria carriera cinematografica, imponendo un proprio stile grottesco e surreale che aveva trovato un suo apice, per quanto melenso e discutibile con il suo debordante e irritante ottimismo di facciata, ne &lt;i&gt;Il favoloso mondo di Amelie&lt;/i&gt;, forse la sua opera più conosciuta e di successo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film utilizza elementi di un passato idealmente iconografico di una Francia, sempre che di Francia si tratti, se non per l'idioma, ma questo non è un elemento certificante in maniera assoluta, per raccontare una storia surreale che vira subito nel grottesco e che ha una sua cattiveria di fondo, bilanciata dal contrappunto amoroso di cui è intrisa poi la vicenda e che anticipa quelli che saranno gli elementi fondanti del film sopra citato con Audrey Tautou e Mathieu Kassovitz.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ambientazione circonclusa e avvolta in una nebbia perenne che tutto esclude o quasi allo sguardo, eccetto la silhouette sinistra del condominio diroccato in cui si svolgono le vicende narrate, costituisce un mondo a se stante e autoconcluso che trae i suoi contatti con l'esterno ignoto attraverso poche essenziali figure e mezzi di comunicazione, che disvelano un mondo in crisi, in cui il cannibalismo è una pratica necessaria e virata in maniera grottesca, contrapposto al vegetarianismo dei Trogloditi, popolazione sotterranea che costituisce una sorta di resistenza inevitabile in un mondo cattivo, in cui un ex clown del circo costituirà l'elemento di frattura nell'equilibrio sadico di un universo incapace di reagire al proprio aguzzino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Storia da fumetto, che gioca molto sugli elementi debordanti, sui caratteri caricaturali e sulle stranezze volutamente accentuate, che potrebbero infastidire e far storcere il naso oppure divertire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente in questo film vi sono elementi che lasciano presagire un cinema che punta molto sull'elemento favolistico e grottesco compiaciuto e compiacente, ma che si lascia guardare e strappa anche qualche sorriso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pensando al cinema successivo dell'autore, sicuramente &lt;i&gt;Delicatessen&lt;/i&gt; ha già in nuce elementi criticabili di un cinema che, come quello tipico di autori con una propria poetica apparentemente fuori dalle righe e dagli stilemi classici, si presta ad inevitabili attacchi e critiche più o meno convinte e convincenti, come il mondo&amp;nbsp;messo in scena&amp;nbsp;dall'autore stesso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-629900228435367668?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/629900228435367668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=629900228435367668&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/629900228435367668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/629900228435367668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/02/delicatessen.html' title='Delicatessen'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-5W8TJJU9Pmo/TWvbhJf3TOI/AAAAAAAAA28/nCABlb7IHP0/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-193603406073344037</id><published>2011-02-26T14:44:00.001+01:00</published><updated>2011-02-26T15:08:25.896+01:00</updated><title type='text'>Nemesis II</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-rw2vJ8PQwqI/TWj-YK-XIII/AAAAAAAAA24/FmDzEKX8-uc/s1600/nemesis2.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh4.googleusercontent.com/-rw2vJ8PQwqI/TWj-YK-XIII/AAAAAAAAA24/FmDzEKX8-uc/s320/nemesis2.png" width="234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esistono film la cui estetica appartiene ad un periodo, ad un ambito produttivo e ad un canale di riproduzione degli stessi, che &amp;nbsp;mi suscitano una fascinazione snobistica e perversa inspiegabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cinema muscolare e steroideo come&amp;nbsp;dimostra&amp;nbsp;la protagonista stessa &amp;nbsp;nel suo campeggiare sulla locandina e per aver rappresentato un'icona filmica e fisica, che forse negli intenti dell'entourage produttivo avrebbe dovuto incarnare il contraltare femminino (ma non troppo) di Schwarzenegger.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tant'è che un'opera come &lt;i&gt;Terminator&lt;/i&gt; ha dato origine a simulacri di tal fatta, che un tempo campeggiavano sulle tv locali analogiche, ora con l'avvento del digitale e chissà con il progredire della tecnologia dove troveranno spazio, sono reperibili pure su canali di un livello superiore alla media o forse non così come vogliono far credere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli amanti di questi sottogeneri, di questo cinema artigianale e derivativo, diciamo pure di serie infima, forse lo considereranno un prodotto da collezione, invece in me suscita e ha sempre suscitato una certa curiosità tanto da rimanervi incollato, per quanto possibile, stante la semplicità della storia e la sua progressione priva di particolari emozioni se non nei momenti di scontro con il cacciatore di taglie-cyborg, che tenta di sfruttare la tecnologia mimetica, ma senza particolare successo di &lt;i&gt;Predator, &lt;/i&gt;sino al prevedibile finale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Verrebbe da sorridere o da arrabbiarsi nel notare come certe facce attoriali sembrino ripetersi e confondersi in questo calderone cinematografico, in cui personaggi umanamente sgradevoli fanno la loro comparsa e grazie a doti recitative che farebbero sbellicare dal ridere (se il film fosse fruito in compagnia, con commenti consentiti durante la visione). &amp;nbsp;Così, ci si ritrova a parteggiare contro di loro e ad invocarne la giusta punizione, mentre l'ingenuità della protagonista, dovuta forse anche alla forza muscolare che ne limita l'intelligenza al solo spirito di sopravvivenza, non riesce a prendere atto dell'idiozia e della micragnosità di certi individui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Difficile dire se consigliarlo come film &lt;i&gt;scult&lt;/i&gt;, perché credo lo sia troppo anche per me, ma per avere un'idea del prodotto e del tipo di estetica cui mi riferivo all'inizio credo sia sufficiente guardarsi il &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=NrvBE3jsCEY"&gt;trailer&lt;/a&gt; in rete, almeno per comprendere o dileggiare la mia scelta/non scelta di visione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-193603406073344037?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/193603406073344037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=193603406073344037&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/193603406073344037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/193603406073344037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/02/nemesis-ii.html' title='Nemesis II'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-rw2vJ8PQwqI/TWj-YK-XIII/AAAAAAAAA24/FmDzEKX8-uc/s72-c/nemesis2.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-8091715943763203130</id><published>2011-02-26T14:11:00.001+01:00</published><updated>2011-02-26T14:13:12.420+01:00</updated><title type='text'>Alta tensione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-JuMJk-M5bj8/TWjsQ4SVlRI/AAAAAAAAA20/GK59kxMhwMg/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh5.googleusercontent.com/-JuMJk-M5bj8/TWjsQ4SVlRI/AAAAAAAAA20/GK59kxMhwMg/s320/locandina.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cinema francese o meglio di produzione francese, anche se Besson sembra essere uno che strizza l'occhio con facilità oltreoceano, sa essere truculento al punto giusto quando vuole e questo prodotto non lesina sangue e perversioni sottese, che con il dipanarsi della storia verranno poi a galla chiaramente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Racconto che gioca sui riferimenti al genere &lt;i&gt;slasher&lt;/i&gt; e che nel rivederlo dimostra come anche &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2007/06/grindhouse-death-proof.html"&gt;Tarantino&lt;/a&gt; abbia poi strizzato l'occhio al film stesso, insomma una copia di una copia, o meglio rimandi di rimandi in una sorta di&lt;i&gt; mise en abime&lt;/i&gt; del cinema d'orrore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'elemento sessuale è più esplicitato e meno sotteso di altri contesti ed epigoni e questo è un aspetto più o meno condivisibile della modernità del prodotto, ma alla fine di tutto, nonostante le atmosfere funzionali, i rimandi a figure che affondano direttamente ad elementi da fiaba stile fratelli Grimm o più semplicemente ad archetipi di paura e terrore imprescindibili, la soluzione, per quanto inizialmente sembri funzionare o deludere a seconda dei casi e dei gusti, si scontra, appena terminata la visione, con la stretta logica del senso del racconto, salvo non si voglia ricondurre il tutto ad un'idea, ad un sogno o meglio ad un incubo della protagonista.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una proiezione della mente che potrebbe dare senso a ciò che cinesteticamente non sarebbe stato possibile, ma il film&amp;nbsp;così&amp;nbsp;ce l'ha mostrato e come insegnano i teorici del medium stesso, l'immagine è ingannevole, il racconto stesso da chi ci viene fornito, deve essere sempre o quasi verificato ed è in fondo il gioco ammiccante dell'autore nel proporci un'idea, una rappresentazione dell'orrore che alla fine rimane impressa nella retina, solo bisogna ripensare bene a come si sia sviluppata dopo aver compreso e dovuto rivisitare il significato di tutte quelle morti di cui è pervaso il racconto e allora se proprio si vuol essere pignoli dubbi ne sorgono e le risposte si inseguono e si contraddicono come il film stesso, lasciando alcune inevitabili perplessità, almeno per il sottoscritto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-8091715943763203130?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/8091715943763203130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=8091715943763203130&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8091715943763203130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8091715943763203130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/02/alta-tensione.html' title='Alta tensione'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-JuMJk-M5bj8/TWjsQ4SVlRI/AAAAAAAAA20/GK59kxMhwMg/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-8938239831407009317</id><published>2011-02-25T12:30:00.001+01:00</published><updated>2011-02-28T15:48:47.641+01:00</updated><title type='text'>Il grinta</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8-12dz2Usek/TWeN-4HKWhI/AAAAAAAAA2g/G1ZDKQ-0xLg/s1600/il-grinta-4252.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-8-12dz2Usek/TWeN-4HKWhI/AAAAAAAAA2g/G1ZDKQ-0xLg/s320/il-grinta-4252.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Coen hanno attraversato tutti i generi o quasi rielaborandoli alla loro maniera, più o meno trasgressiva, che piaccia o no, suscitando l'ammirazione di molti cinefili e anche riserve nei loro confronti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa volta ripartono da un film con un suo precedente che aveva visto John Wayne protagonista e si rifanno al romanzo di partenza, in cui la voce narrante è quella della protagonista adulta che rimembra la sua ricerca di vendetta o giustizia che sia per la morte del padre per mano di un suo collaboratore infedele e vigliacco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, i Coen si dimostrano attenti e fedeli nella ricostruzione degli ambienti e del genere western, che spesso è stato dato per morto, ma che conta ancora tentativi di recupero, più o meno riusciti, forse perché il cinema di genere trova diversi ostacoli nella propria affermazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure, questa volta i Coen non sembrano graffiare o convincere come in altri casi, forse per l'eccessiva fedeltà e qualche sbavatura narrativa, che appare inspiegabile in un film che nella decalcomania dei particolari appare molto attento e scrupoloso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine ci si ritrova di fronte ad un prodotto ben confezionato, con attori in parte, in cui spicca la tenace ragazzina, ma che non sembra dare spunti così entusiastici di commento, nonostante l'apprezzamento generale del film da parte della critica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma si ha il sospetto di un film adagiato troppo sulla fedeltà del romanzo, senza quell'epica western che già altre volte era stata demitizzata, ma con esiti più favorevoli e crepuscolari, ma che qui non risulta così nuova, spiccata e coinvolgente. La fedeltà quasi assoluta è stata una dei motivi di critica già nei confronti dei Coen per la trasposizione di &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/03/non-un-paese-per-vecchi.html"&gt;Non è un paese per vecchi&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, ma in quel caso la tensione e il pathos del romanzo erano ben raffigurati e proprio quel film aveva più di questo la forza e la tenacia di un western vero e proprio, nonostante un'ambientazione contemporanea.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, un'operazione che lascia piuttosto intiepiditi e circospetti, forse perché dai Coen ci si aspetta sempre esiti elevati e coinvolgenti per la loro bravura ed intelligenza, che spesso urta ed irrigidisce, ma che costituisce nel bene e nel male la loro cifra stilistica e che questa volta sembra essere mancata e forse per questo potrà piacere anche ai loro detrattori.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-8938239831407009317?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/8938239831407009317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=8938239831407009317&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8938239831407009317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8938239831407009317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/02/il-grinta.html' title='Il grinta'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8-12dz2Usek/TWeN-4HKWhI/AAAAAAAAA2g/G1ZDKQ-0xLg/s72-c/il-grinta-4252.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-393765311019512456</id><published>2011-02-05T19:02:00.000+01:00</published><updated>2011-02-05T19:02:31.281+01:00</updated><title type='text'>In un mondo migliore</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TU2Ns812RDI/AAAAAAAAA2c/IPJl7gv8PJc/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TU2Ns812RDI/AAAAAAAAA2c/IPJl7gv8PJc/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La regia della Bier sembra progressivamente distaccarsi dallo stile Dogma dei primi tempi, seppur mantenendo un utilizzo della m.d.p. a mano, che denota una padronanza non eccessivamente leziosa e fine a se stessa, ma il film in se stesso trasuda un tentativo di riflessione sulla violenza nel nostro quotidiano, che rischia come i macrotemi della vita di essere trattato non con le dovute accortezze ed appare difficile dire quali possano essere quelle giuste, gli elementi azzeccati che rendono un film non retorico o ingannevole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi sono spunti di crudezza e di verità che ci vengono dati con chiarezza e sincerità dalla vicenda dei figli dei protagonisti, i quali &amp;nbsp;quest'ultimi sembrano porsi come contraltare idealistico e maturo rispetto all'istintività dell'adolescenza, ma poi la regista pare volerci dimostrare che nulla è così semplice come appare, che non sempre si riesce ad essere fino in fondo coerenti e questo succede proprio in un ambito territoriale in cui l'immaginario di guerra o di povertà trova terreno troppo fertile e scontato per addurre le proprie ragioni o tesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si rimane, pertanto, dubbiosi di fronte ad un film come questo, il cui messaggio di fondo appare ambiguo nella propria morale, se una morale c'è e pare intravedersi in un finale disturbante nei suoi toni facilmente conciliatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film avrebbe potuto funzionare meglio e diversamente se avesse saputo mantenere la sua drammaticità di fondo incentrata sui ragazzi, vero punto focale realistico e duro nella sua rappresentazione di una gioventù non così accomodante come i propri ciechi insegnanti, ma forse la regista ha voluto dare un segno di speranza ad una realtà che spesso non è così rosea e ci stupiamo che a volte, ancora, possa esserla, ma al cinema è un'altra cosa, lì a volte il pugno allo stomaco, se non fine a se stesso e compiaciuto, quando ben assestato, è sicuramente un risultato visivamente e narrativamente più efficace di tante tesi inespresse o confuse come in questo caso, in cui l'ambiguità questa volta non è nella violenza, ma nel porsi la domanda se sia possibile fare a meno di essa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-393765311019512456?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/393765311019512456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=393765311019512456&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/393765311019512456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/393765311019512456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/02/in-un-mondo-migliore.html' title='In un mondo migliore'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TU2Ns812RDI/AAAAAAAAA2c/IPJl7gv8PJc/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-3060033968822876700</id><published>2011-02-04T19:30:00.002+01:00</published><updated>2011-02-06T12:38:59.998+01:00</updated><title type='text'>Qualunquemente</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TUw9nsyJEtI/AAAAAAAAA2Y/-iEkqJ071eg/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TUw9nsyJEtI/AAAAAAAAA2Y/-iEkqJ071eg/s320/locandina.jpg" width="223" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prodotto decisamente anomalo questo nuovo film con Antonio Albanese. Difficilmente inquadrabile ed incasellabile per gli amanti della definizione netta e precisa dei generi, quale necessità di comprensione e presa di coscienza rasserenante di ciò che non si conosce e che appare essere una certa cosa per poi apparire diversamente da ciò che si era pensato, insomma, qualunquemente, come l'avverbio stesso che dà titolo al film pare ricordarci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'opera di Manfredonia, ma per i più di Antonio Albanese stesso, è &amp;nbsp;un tutto e un niente narrativo, prodotto comico che tanto comico non è, film apparentemente di denuncia, ma non così tale per la scelta di registro attuata dall'autore e dall'attore, oggetto visivamente forse attuale, ma al tempo stesso fuori tempo perché superato probabilmente dalla realtà che intende rappresentare, con quella vena grottesca, parodistica e a tratti ingenuamente, si potrebbe dire, macchiettista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Film spiazzante, forse, a tratti agghiacciante per come rappresenta un uomo che dell'uso di metodi intimidatori non fa mistero e anzi palesa smaccatamente, mostrando in chiave parossistica e tragicomica situazioni di appartenenza che ben conosciamo e che nel dibattito televisivo e letterario nazionale sono assurte a contrasto addirittura politico e intellettuale, soprattutto quando si richiama alla mente &lt;i&gt;Gomorra&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;e il suo autore nonché tutto ciò che da esso ne è &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/05/gomorra.html"&gt;derivato&lt;/a&gt;, seppur questa sia ben altra storia e regione, ma intanto tutto è riconducibile ad un unico elemento magmatico di riflessione e/o derisione, nel bene e nel male del pressapochismo in cui spesso si ricade.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film è stato selezionato dal Festival di Berlino e viene lecito domandarsi, quanto il pubblico internazionale sarà in grado di percepire di questo prodotto, che un fondo di amarezza ce l'ha, nonostante l'apparente veste comica, nonostante il personaggio creato da Albanese sia divenuto esso stesso un'icona pop del male e dei malesseri nostrani, sorta di figura esasperata ed esasperante, capro espiatorio o figura apotropaica cui rivolgerci per scacciare dalla nostra mente l'idea che si possa arrivare ad essere così tanto meschini e mediocri. Forse alla fine rimarrà la solita immagine stereotipata del nostro paese, riaggiornata alle vicende e alle figure politiche dei nostri ultimi tempi, almeno per le loro modalità di manifestazione di certi usi e costumi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure come lo stesso Albanese ha dichiarato nel suo comizio elettorale nella trasmissione di Fazio e Saviano &lt;i&gt;Vieni via con me&lt;/i&gt;, "noi siamo la fiction e lui è la realtà". Ormai, noi stessi siamo effettivamente immersi in un immaginario di cui siamo parte integrante e ciò che produciamo e fantastichiamo, attraverso la scrittura o l'invenzione comica, è sempre più destinato a divenire reale e a sopraffarci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo film è ingannevolmente comico, in grado di catturare un ampio pubblico affascinato dalla figura di Cetto La Qualunque, ma quanto effettivamente consapevole di ciò che rappresenta e ci rappresenta con quell'uso smodato degli avverbi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Albanese/Cetto ammicca con il suo manifesto elettorale, in realtà locandina cinematografica, che racchiude messaggi politici precisi, seppur paradossali, che sono in bilico tra quella realtà e finzione di cui si diceva sopra e che rendono l'operazione alla fine difficilmente valutabile e che solo il tempo saprà dirci se in grado di rappresentare effettivamente uno spaccato o un ritratto ben definito del nostro tempo o di ogni tempo, ma forse, mi azzardo a dire, non così forte da imprimersi nel nostro immaginario, perché ciò che effettivamente potrà rimanere nelle nostre menti sarà il personaggio stesso e non la storia di per se stessa, perché funzionale e tangente all'icona di Cetto La Qualunque, che vive di vita propria, al di fuori e soprattutto senza il film stesso in cui la si vorrebbe circoncludere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-3060033968822876700?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/3060033968822876700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=3060033968822876700&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3060033968822876700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3060033968822876700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/02/qualunquemente.html' title='Qualunquemente'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TUw9nsyJEtI/AAAAAAAAA2Y/-iEkqJ071eg/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-6257961498504880379</id><published>2011-01-25T12:21:00.002+01:00</published><updated>2011-01-25T14:28:29.722+01:00</updated><title type='text'>Vallanzasca - Gli angeli del male</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TT6sgkqHImI/AAAAAAAAA2M/9ErDxe9FhJk/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TT6sgkqHImI/AAAAAAAAA2M/9ErDxe9FhJk/s320/locandina.jpg" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vien quasi voglia di difenderlo il nuovo film di Placido, perché frutto di polemiche a priori, da parte di soggetti che il film non l'hanno nemmeno voluto vedere, perché lontano dagli schemi e dagli schermi della produzione televisiva nostrana, che quasi irritano e dimostrano come il nostro sia un paese dedito allo scandalo e al falso dibattito perché fondato su basi spesso fittizie e gratuite.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Placido aderisce al suo personaggio completamente, restituendoci quello che era Vallanzasca secondo la rappresentazione immaginifica che ne è ricavabile da quegli anni, in cui è stato il nemico pubblico nr. 1 del nostro paese e forse per questo non gli viene perdonata l'incapacità o la non voluta analisi delle ragioni e della psicologia di un uomo che ha compiuto delle scelte, con conseguenze mortali per le sue vittime.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Assistiamo alla messa in scena di un uomo spavaldo, ironico, bello, astuto, affamato di potere come ogni gangster per eccellenza e questi sono aspetti del personaggio innegabili, evidenti, che potrebbero già da soli consolidare l'idea che sia stata giusta la lotta nei suoi confronti e ancor più giustificato il dolore di chi è stato colpito dalle sue azioni criminali, che in buona parte rinnega per attribuersene altre, seppur non in maniera così evidente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potrebbe definirsi un film partigiano? Forse sì, in parte per il ritratto aderente all'immagine iconica che regista e autori della sceneggiatura e dialoghi (tra cui lo stesso Kim Rossi Stuart) ne hanno tratto dai resoconti dell'epoca e dai testi di riferimento, in cui si annovera la stessa autobiografia di Vallanzasca; in parte per l'interpretazione di Kim Rossi Stuart che assorbe e ruba la scena, che trova un contraltare attoriale in Filippo Timi, figura tragica, che aiuta a far salire la tensione e a creare il giusto pathos nei momenti drammatici che contano, in una storia che ha il sapore di un cinema di genere effettivamente non prono al gusto imperante della televisione o del cinema adeguantesi agli stilemi dell'apatia spettatoriale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film non perfetto per molti aspetti, alcuni già visti sopra, altri nel corso del racconto, nelle emozioni messe in scena in alcuni passaggi e in quella simpatia forse troppo marcata verso il personaggio, ma che in parte si imputa a quella prevalenza dell'icona sul messaggio e sull'immagine reale dell'uomo Vallanzasca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stona, infine, anche un po' il titolo con quell'idea di angeli del male, come se fossero caduti da un paradiso che già nell'infanzia trova forse i suoi retaggi di criminalità, come per i protagonisti di &lt;i&gt;Romanzo Criminale &lt;/i&gt;e qui si assapora una sorta di richiamo ideale e immaginifico del regista Placido al suo stesso cinema e che dimostra come egli ami immergersi in storie scomode, seppur non sempre con risultati apprezzabili, ma non certamente&amp;nbsp; da imputarsi alla volontà di apologia, come ritenuto dai più, di un uomo che&amp;nbsp;a suo tempo&amp;nbsp;della scelleratezza ha fatto uno stile di vita e di cui lui e anche altri, ne hanno pagato care le conseguenze, ma semplicemente da ricercare in una scrittura che sembra poter trovare la sua giusta strada attraverso una ricreazione di "genere", che da tempo sembra smarrita qui da noi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-6257961498504880379?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/6257961498504880379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=6257961498504880379&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6257961498504880379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6257961498504880379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/01/vallanzasca-gli-angeli-del-male.html' title='Vallanzasca - Gli angeli del male'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TT6sgkqHImI/AAAAAAAAA2M/9ErDxe9FhJk/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2617446014434909311</id><published>2011-01-16T22:30:00.001+01:00</published><updated>2011-10-29T12:47:20.549+02:00</updated><title type='text'>Tron Legacy</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TTCftKxb1-I/AAAAAAAAA2I/aS3e2oWAFoI/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: justify;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TTCftKxb1-I/AAAAAAAAA2I/aS3e2oWAFoI/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Tron Legacy&lt;/i&gt; è il tentativo, forse tardivo, rispetto a quello anticipatore del suo predecessore di parlare di una realtà, quella del mondo dei computer dal loro interno, che appare ormai sviscerata, appurata e declinata in ogni modo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un modo sicuramente per attirare in parte il pubblico del passato che in &lt;i&gt;Tron&lt;/i&gt; aveva trovato un oggetto di culto a suo tempo incompreso o non apprezzato come la Disney si sarebbe aspettata, anche perché lontano dai soliti canoni estetici del proprio cinema per famiglie, e in parte per attrarre una nuova generazione di spettatori appassionati di videogiochi e potenzialmente incuriosita dalla tecnologia 3D, che per fortuna non è eccessivamente fastidiosa alla visione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il risultato visivamente è ineccepibile, ma la storia, per quanto fruibile anche senza aver visto il precedente capitolo, non riesce a coinvolgere più di tanto, nonostante l'impegno profuso nei riferimenti culturali ad una contrapposizione di filosofie di pensiero e di visione di mondi, che per quanto altri, trovano una connessione anche con il nostro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sequenze come l'inseguimento delle moto virtuali immagine simbolo del primo &lt;i&gt;Tron&lt;/i&gt;, in questo caso seppur riadattate e riviste secondo le esigenze e le tecnologie a disposizione dell'industria cinematografica, contenutisticamente non spostano più di tanto il discorso interno, perdendo forse per strada aspetti che nel precedente film apparivano figli del loro tempo e della visione fondante che rivestivano i creativi per i programmi informatici stessi. Questa volta&amp;nbsp;il discorso&amp;nbsp;sembra essere meno stringente e forte, seppur il percorso intrapreso dal nostro eroe rispecchi i canoni classici della fabula come la s'intende nel suo aspetto archetipico, al cui interno la contrapposizione tra bene e male, tra creatore e angelo caduto, dominatore di un mondo apparentemente perfetto, si contrappongono in una lotta che ha il sapore della notte dei tempi, ma nonostante l'interessante colonna sonora dei Daft Punk, il prodotto per quanto spettacolare, questa volta non riesce ad essere così innovativo e significativo come il suo capostipite.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un prodotto fruibile dagli appassionati del genere, ma che non sembra al momento costituire un'opera anticipatrice o pietra angolare di un cinema a venire, ma questo solo il tempo saprà dircelo come per il suo precursore, cresciuto con il tempo e grazie ad un senso di nostalgia per una tecnologia oggigiorno sicuramente superata, ma che ha saputo vedere ben al di là delle nostre aspettative.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2617446014434909311?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2617446014434909311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2617446014434909311&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2617446014434909311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2617446014434909311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/01/tron-legacy-e-il-tentativo-forse.html' title='Tron Legacy'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TTCftKxb1-I/AAAAAAAAA2I/aS3e2oWAFoI/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1784008345353717843</id><published>2011-01-08T20:48:00.000+01:00</published><updated>2011-01-08T20:48:37.290+01:00</updated><title type='text'>Mammuth</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TSi2oaoG0jI/AAAAAAAAA2E/lau-TDL07eI/s1600/mammut.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TSi2oaoG0jI/AAAAAAAAA2E/lau-TDL07eI/s320/mammut.jpg" width="230" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente uno dei film più interessanti dell'anno passato, recuperato con notevole ritardo a causa di una distribuzione che l'ha reso tanto atteso quanto invisibile, visto il precedente e maggiore successo di &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2009/05/louise-michel.html"&gt;Louise - Michel&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, che avrebbe dovuto garntirgli una maggiore visibilità, stante anche la presenza di un corpo cinematografico incommensurabile come quello di Depardieu.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attore di razza, elemento imprescindibile e camaleontico del cinema francese, insieme ai registi dedica il film al figlio scomparso e ci regala un ruolo delicato, divertente e significativo come questo racconto che ha delle scomodità di fondo, in primis la forma stessa della sua narrazione, fatta di episodi e personaggi grotteschi ed una fotografia dimessa che denuncia forse i mezzi a disposizione limitati oppure una certa maniera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Mammuth&lt;/i&gt; è un film sulla fine del lavoro, sul pensionamento e su un mondo del lavoro in cui la solidarietà sociale appare come un ideale obsoleto e contrario ai nuovi principi di una realtà in cui Mammuth (Gerard Depardieu) stesso è un essere che dovrebbe essere estinto, ma come la sua moto persevera nel suo percorso di ricerca e di scoperta, attraverso un passato non così roseo, di una volontà di vita possibile anche al di là della dedizione a quel lavoro che dovrebbe nobilitarci e farci riconoscere all'interno della società cui apparteniamo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Film&amp;nbsp;apparentemente&amp;nbsp;meno mordace rispetto al precedente, nella sua raffigurazione scomoda della realtà, attraverso una deriva più sentimentale e malinconica, ma che non rinuncia a descrivere e criticare a suo modo con coscienza e ironia il mondo che ci appartiene e per questo si esce da questa visione con uno spirito rattristato e forse un po' affranto, più meditabondo del solito, coscienti di ciò che si è visto e fruito, consapevoli di una visione significativa, grazie a Depardieu che riempie veramente lo schermo e non si spaventa nel mostrarsi nel suo decadimento edonistico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Film che spiazza e che disturba, diverte e impensierisce, ma che lascia comunque soddisfazioni a chi sa apprezzare e guardare al di là della superficie delle immagini e dello stile registico più o meno condivisibile, ma che al momento rappresenta una boccata d'aria fresca in questa stagione cinematografica con altri lavori e visioni da recuperare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1784008345353717843?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1784008345353717843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1784008345353717843&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1784008345353717843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1784008345353717843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/01/mammuth.html' title='Mammuth'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TSi2oaoG0jI/AAAAAAAAA2E/lau-TDL07eI/s72-c/mammut.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5003373583246274578</id><published>2011-01-08T16:46:00.001+01:00</published><updated>2011-01-08T17:15:09.097+01:00</updated><title type='text'>Hereafter</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TSiBCcuh6kI/AAAAAAAAA2A/Z2j3RWJbqmY/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TSiBCcuh6kI/AAAAAAAAA2A/Z2j3RWJbqmY/s320/locandina.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Clint Eastwood è un regista classico, la sua regia è caratterizzata da quello che si potrebbe definire il montaggio invisibile tipico di un cinema americano dei primordi, a differenza di quello successivo in cui gli stacchi e i virtuosismi erano e sono diventati una cifra stilistica spesso impiegata in maniera inadeguata, volta a coprire vuoti di senso e di significato di cui il cinema spesso si ritrova a soffrire, tant'è che il regista americano è diventato un campione inattaccabile per la critica mondiale, eppure questa volta non sono rimasto impressionato come in altri contesti affrontati dal nostro autore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente il tema di partenza e il modo di affrontarlo mi lasciavano perplesso ancor prima di affrontarne la visione, perché la morte è uno dei grandi tabù cinematografici, non perché m'infastidisca parlarne o vederla rappresentata per quanto possibile sullo schermo, ma perché non è facile affrontarla con argomenti che non rischino di prendere una piega più o meno di parte o banale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La figura del sensitivo era sicuramente quella che più mi suscitava perplessità, anche se Matt Damon appare credibile nella sua sofferenza, nella sua dannazione eterna di visioni di morte che Eastwood non accentua come qualunque altro regista avrebbe fatto in maniera scontata, esaltando il lato soprannaturale delle sue percezioni extrasensoriali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il regista alterna tre vicende che toccano aspetti della nostra realtà significativi e determinativi, alternandole tra loro per poi dover trovare in ogni caso un punto di raccordo per le stesse e un afflato di speranza dopo tanta sofferenza, che non viene accentuata e caricata emotivamente in maniera eccessiva, perché Eastwood conosce il senso della misura, ma forse sono le storie in se stesse a non riuscire più di tanto ad andare oltre quella domanda che ad un certo punto è balzata nella testa di un mio amico: ma adesso Eastwood ci porterà a qualcosa? Ecco, è questa la sensazione che credo emerga dopo un certo lasso di tempo e che evidenzia l'aspetto teorico del regista, più o meno condivisibile, che crede in una possibilità oltre la vita, ma questo punto nodale che urge come domanda per la giornalista francese scampata allo tsunami, sembra una presa di posizione che non trova un vero confronto dialettico neppure con il suo compagno e che dimostra un'unilaterale opinione del regista, che giustamente dopo aver scelto di morire cinematograficamente come attore è come se si chiedesse come possa essere la vita a questo punto della sua tappa esistenziale e anche forse cinematografica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tema della morte pare ricorrere inevitabilmente in autori contemporanei come Allen e Eastwood, seppur affrontata con toni diversi, come è nelle corde dei due registi, ma questa volta il secondo non ha convinto il sottoscritto come in altre sue precedenti opere e lo stesso non si pone fuori dal coro per vezzo o per essere controcorrente con la critica unanime ed osannante, ma semplicemente perché come spettatore e amante del regista, questa volta non si è ritrovato nel modo di affrontare un tema che nonostante l'età lo riguarda da vicino come tutti noi, più o meno coscientemente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5003373583246274578?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5003373583246274578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5003373583246274578&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5003373583246274578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5003373583246274578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2011/01/hereafter.html' title='Hereafter'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TSiBCcuh6kI/AAAAAAAAA2A/Z2j3RWJbqmY/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4995002373169733187</id><published>2010-12-27T16:22:00.003+01:00</published><updated>2010-12-28T15:41:03.208+01:00</updated><title type='text'>The Tourist</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TRirYCopsJI/AAAAAAAAA1o/j0iFQjBBxng/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TRirYCopsJI/AAAAAAAAA1o/j0iFQjBBxng/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; line-height: 19px;"&gt;&lt;i&gt;The Tourist&lt;/i&gt; è l'ennesima dimostrazione di come un regista che ha saputo realizzare un'opera di rara intensità e bellezza come &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2007/08/le-vite-degli-altri.html"&gt;Le vite degli altri&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; possa incappare nella trappola della vacuità di idee hollywoodiana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; line-height: 19px;"&gt;Il film ci prova a strizzare l'occhio allo spettatore e forse anche troppo, tant'è che uno dei pochi pregi del film è la sua breve durata rispetto ad un contesto ammiccante in cui la Jolie, per quanto ammantata da costumi pregevoli che intendono risaltarne la bellezza, diventa essa stessa una figura inespressiva, eccessivamente appariscente, su cui indugia troppo facilmente l'occhio della m.d.p. e anche la sceneggiatura non esita a sottolinearlo, rendendo al fine poco credibile il suo personaggio, come altrettanto potrebbe sembrarlo quello di Frank, un imbolsito Johnny Depp che fa sorridere, ma fino ad un certo punto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; line-height: 19px;"&gt;Florian Henckel von Donnersmarck pare immemore del suo precedente lavoro e si sforza di realizzare un'opera che sappia pescare a piene mani dai generi del cinema americano che a suo tempo aveva saputo mischiare la commedia con lo spionaggio (si pensi a &lt;i&gt;Sciarada &lt;/i&gt;di Stanley Donen), ma chissà perché l'operazione perde di fascino e rimane solo il desiderio e l'anelare a luoghi magnifici come Parigi e Venezia, cartoline di paesaggi in cui le figurine di Donnersmarck si aggirano contorniate da figuranti italiani passati da una produzione televisiva ad una cinematografica senza nemmeno dover cambiare costume (si veda il Frassica - Carabiniere di &lt;i&gt;Don Matteo&lt;/i&gt; catapultato in &lt;i&gt;The Tourist&lt;/i&gt;, senza il fido Terence Hill intento ad investigare e risolvere il caso ben prima dei poliziotti fighetti di Scotland Yard).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; line-height: 19px;"&gt;Altrettanto non si dirà di altri attori nostrani che vi compaiono, riuscendo ad essere figuranti credibili e passabili rispetto al solito stereotipo che ci riguarda, ma lascio allo spettatore il compito di decidere se e quali salvare da questa produzione fiaccamente inutile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4995002373169733187?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4995002373169733187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4995002373169733187&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4995002373169733187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4995002373169733187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/12/tourist.html' title='The Tourist'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TRirYCopsJI/AAAAAAAAA1o/j0iFQjBBxng/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-3949825077440696434</id><published>2010-12-01T14:20:00.001+01:00</published><updated>2010-12-01T14:28:49.623+01:00</updated><title type='text'>Porco Rosso</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TPPI8BEJEWI/AAAAAAAAA1g/Q64yX3Vqkbs/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TPPI8BEJEWI/AAAAAAAAA1g/Q64yX3Vqkbs/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il recupero costante e progressivo del cinema di Miyazaki, cui si sta assistendo in questi ultimi tempi, è un'operazione decisamente apprezzabile e necessaria, che dimostra come il cinema d'animazione non debba per forza essere considerato oggetto di fruizione solamente infantile, per quanto lo stesso venga relegato come tale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non siamo di fronte ad un semplice autore di &lt;i&gt;Anime&lt;/i&gt; per appassionati del genere, ma ad un regista capace di raccontare storie che attraverso la sua fantasia riescono a trasmettere messaggi e segni non banali, che sicuramente un pubblico adulto può riuscire ad apprezzare e comprendere appieno e che appartiene all'infanzia di molti di noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ambientazione storica e geografica del film dimostrano come il regista nipponico ami il volo e l'Italia, restituendoci immagini in parte ideali, ma in parte fedeli di un momento, quello dell'ascesa e consolidamento del Fascismo, che costituiscono per l'autore uno spunto critico verso le derive e le aberrazioni sociali di cui spesso siamo stati capaci e in cui tutt'ora potremmo incappare, per la nostra natura stessa di individui.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La figura teriomorfa del protagonista richiama, come anche altri elementi presenti nel film, molti aspetti ed elementi narrativi tipici del regista, che creano un filo conduttore costante ed una cifra stilistica precisa e riconoscibile dello stesso. Anche la scelta di un'animazione ancora capace di basarsi sull'impiego del disegno manuale rispetto alla computer grafica o al 3D imperante, dimostrano non un atteggiamento retrogrado o antidiluviano, come molti potrebbero definirlo alla luce dei progressi della tecnologia, ma in realtà un amore ed un rispetto per la propria arte e la fiducia nel lavoro umano che contraddistingue le sue opere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Miyazaki, ancora una volta, dissemina il racconto di riferimenti storici e geografici precisi, in cui si apprezza una ricostruzione quasi sironiana della Milano del tempo e i suoi Navigli, quali canali di comunicazione e di lavoro fondamentali per la città di quel tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Porco Rosso&lt;/i&gt; potrebbe apparire come un'opera molto personale per il regista, in realtà come altri suoi lavori ci aiuta a sognare e ad amare i luoghi e i personaggi dallo stesso rappresentati e trasmette messaggi critici sottili allo spettatore, attraverso vicende in cui tutto, anche i cattivi sembrano sfumati e sfumare, come e quasi sempre nelle sue storie, salvo alcune eccezioni in cui il male viene definito con maggiore nettezza. Ulteriore caratteristica che denota la grande sensibilità del regista è la sua accortezza e delicatezza nel delineare i rapporti affettivi tra i personaggi maschili e femminili, in cui tutto rimane sospeso e accennato con rispetto, riuscendo a fotografare meglio di molti altri registi &lt;i&gt;nuance&lt;/i&gt; emotive che spesso scivolano nel banale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Porco Rosso, come il Barone Rosso, asso dell'aviazione è anch'egli un pilota solitario e come tale individuo che rifugge la compagnia umana, se non per rare e necessarie occasioni, sempre in volo tra le nubi, condizione quella del volo di un senso di libertà assoluta svincolata da ogni costrizione sociale ed umana, stante poi la propria condizione animale che lo distingue ulteriormente dal resto dell'umanità e anche con un certo vanto, alla luce del periodo storico in cui si ritrova a vivere e combattere per la propria sopravvivenza e per l'onore delle donne da lui amate, seppur con quel distacco di un personaggio libero come il vento che sostiene le ali del suo aeroplano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-3949825077440696434?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/3949825077440696434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=3949825077440696434&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3949825077440696434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/3949825077440696434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/12/porco-rosso.html' title='Porco Rosso'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TPPI8BEJEWI/AAAAAAAAA1g/Q64yX3Vqkbs/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7164735453880934988</id><published>2010-11-25T11:14:00.002+01:00</published><updated>2010-11-28T18:41:29.260+01:00</updated><title type='text'>London River</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TO4z1VO65HI/AAAAAAAAA1c/oQ0uZb6HlRw/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TO4z1VO65HI/AAAAAAAAA1c/oQ0uZb6HlRw/s320/locandinapg1.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Brenda Blethyn dopo &lt;i&gt;Segreti e bugie&lt;/i&gt; di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/12/la-felicit-porta-fortuna.html"&gt;Mike Leigh&lt;/a&gt; è diventata forse una delle attrici britanniche più apprezzate e capaci di passare attraverso vari ruoli con apparente nonchalance e si cala in un ruolo e in una storia che avrebbe potuto comportare trappole retoriche inevitabili, ma si può dire che la vicenda rappresentata dal regista Bouchareb, grazie ad una semplicità ed asciuttezza dei dialoghi, in cui sono i piccoli gesti e gli sguardi a definire la vicenda, dimostra come due culture possano incontrarsi anche in un momento difficile e drammatico come quello degli attacchi terroristici del 2005 a Londra, già così lontani eppure così vicini nella memoria delle nostre paure.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'apparente distanza culturale e quella fisicamente geografica dei protagonisti vengono colmate dalla ricerca comune dei figli scomparsi, presunte vittime dei suddetti attacchi, avvenuti proprio in una città multietnica come Londra, in cui le generazioni di immigrati sono già consolidate da tempo e questo rende ancor più inspiegabile l'esito nefasto che essi hanno avuto, sino a suscitare dubbi anche al protagonista maschile sulla natura umana di un figlio mai conosciuto, perché lasciato in tenera età ed una madre che come ogni madre, giustamente, si sente in dovere di sapere dove sua figlia possa essere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'amore sicuramente è il collante che supera le divergenze e anche il dolore della perdita, è ciò che può accomunare e aiutare a comprendere e forse comprendersi, anche se non sempre può sembrare o apparire così facile, come questo film vorrebbe dimostrarci, ma in fondo è giusto anche sperare e pensare che si possano superare con un po' di buon senso e intelligenza pregiudizi che appaiono ormai macchiette con cui oggigiorno dobbiamo ancora fare i conti, per nostra ignoranza più o meno incolpevole.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7164735453880934988?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7164735453880934988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7164735453880934988&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7164735453880934988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7164735453880934988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/11/london-river.html' title='London River'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TO4z1VO65HI/AAAAAAAAA1c/oQ0uZb6HlRw/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5878468781895022717</id><published>2010-11-03T17:16:00.002+01:00</published><updated>2010-11-04T23:19:08.193+01:00</updated><title type='text'>L'illusionista</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TNF9m_ruWOI/AAAAAAAAA1Y/aK9v7hW2BnI/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TNF9m_ruWOI/AAAAAAAAA1Y/aK9v7hW2BnI/s320/locandinapg1.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un tempo come il nostro, in cui il cinema che sia d'animazione o di personaggi reali in carne ed ossa appare sempre meno fantasioso e magico di una volta, &lt;i&gt;L'illusionista &lt;/i&gt;di Chomet, autore del pregevole &lt;i&gt;Appuntamento a Belleville&lt;/i&gt;, si presenta come un'inaspettata, forse poi non tanto, eccezione, tanto da non tradire e deludere le aspettative con questo suo nuovo lavoro, mirabile e necessario recupero di una sceneggiatura dimenticata e mai realizzata di Jacques Tati, che rivive con gli adattamenti del caso grazie al tratto delicato e oggigiorno fuori dal tempo, come il suo protagonista, dell'autore francese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I maghi non esistono, come c'insegna l'illusionista e non è più tempo per trucchi di prestidigitazione, per quanto prodigiosi e rassicuranti essi possano apparire per chi li fruisce, ma Tatischeff impara col tempo e con il lento declino della sua arte e di coloro che come lui giocano su un'apparenza che non è fine a se stessa o ingannevole, ma un piacevole diletto che ci potrebbe donare un'ingenuità perduta, che è proprio a confronto con il mutare dei costumi e degli eventi, di un progresso inevitabile e necessario, il momento di comprendere la propria estraneità rispetto ai tempi moderni, come il Monsieur Hulot, alter ego di Tati che viene rievocato dai disegni dell'autore e anche in un cinema in cui lo stesso si rifugia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;L'illusionista &lt;/i&gt;è un'opera intrisa di malinconia, cui difficilmente si può rimanere insensibili, perché non vi è ricatto, ma rispetto per una figura emblematica come quella del suo autore primigenio, in grado di rappresentare le assurdità di una vita moderna, ipercinetica, in cui i silenzi, le goffaggini del suo protagonista erano un perfetto contraltare ironico a tutta questa apparente perfezione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chomet è rispettoso di questo aspetto e lo traspone, facendolo suo, come aveva saputo fare con il suo precedente lavoro, regalandoci una storia fuori moda, lontana dalle tecnologie vuote di senso e significato nella maggior parte dei casi, che si potrebbe consigliare più agli adulti che ai bambini, per riscoprire una magia, quella del cinema, che spesso pare perduta, imparando ad attendere la fine della storia e a guardare i silenzi di cui è intrisa sino alla conclusione dei titoli di coda per strapparci ancora per una volta un sorriso amaro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5878468781895022717?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5878468781895022717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5878468781895022717&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5878468781895022717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5878468781895022717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/11/lillusionista.html' title='L&apos;illusionista'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TNF9m_ruWOI/AAAAAAAAA1Y/aK9v7hW2BnI/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2470410598922984686</id><published>2010-10-26T16:39:00.001+02:00</published><updated>2011-01-16T22:16:04.401+01:00</updated><title type='text'>La mosca</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TMbjE4-HRmI/AAAAAAAAA1U/brVQR0kmMcs/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TMbjE4-HRmI/AAAAAAAAA1U/brVQR0kmMcs/s320/locandinapg1.jpg" width="202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mosca è uno dei film horror più emblematici degli anni '80 e uno dei più costosi di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/07/existenz.html"&gt;David Cronenberg&lt;/a&gt;. Ottimo remake dell'omonimo predecessore che in Italia venne riadattato con il titolo &lt;i&gt;L'esperimento del dottor K&lt;/i&gt;, ammiccando forse alla metamorfosi kafkiana, alla luce degli esiti sociali e disatrosi di cui si intrideva il racconto fantascientifico con un efficacissimo finale degno delle tensioni e delle paure dell'epoca, cui seguirono altri episodi considerati non altrettanto all'altezza dell'epigono, ma lo stesso può dirsi per il film successivo &lt;i&gt;The Fly 2&lt;/i&gt; ad opera del truccatore Chris Walas collaboratore del regista canadese. A dimostrazione del fatto che non sempre gli autori del trucco o degli effetti speciali sono all'altezza dei loro predecessori più titolati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La coppia cinematografica e al tempo anche nella vita reale Geena Davis e Jeff Goldblum è perfetta, perché al di là delle implicazioni mostruose ed orrorifiche della vicenda, in cui Cronenberg esalta ancora una volta le proprie visioni di commistioni carnali, genetiche e inorganiche, richiamando alla mente i primi suoi &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/01/scanners.html"&gt;lavori splatter&lt;/a&gt;, crea un'appassionante e sincera storia d'amore tra la bella e la bestia con risvolti tragici per il suo protagonista e scelte ardue per la sua consorte, divisa tra la repulsione e l'amore per un individuo che sempre più perderà la propria umanità per il raggiungimento di uno scopo che ne segnerà inevitabilmente l'esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mosca costituisce un modo ulteriore per Cronenberg di manifestare le proprie visioni biomeccaniche e le trasformazioni che il corpo potrebbe subire, quale materia plasmabile nelle sue mani di autore visionario, ora più che mai proiettato verso territori apparentemente più classici, ma senza rinunciare a stimoli e perversioni che guardano più a fondo della nostra &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/01/la-promessa-dellassassino.html"&gt;natura interiore&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2470410598922984686?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2470410598922984686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2470410598922984686&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2470410598922984686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2470410598922984686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/10/la-mosca.html' title='La mosca'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TMbjE4-HRmI/AAAAAAAAA1U/brVQR0kmMcs/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-354246746544406035</id><published>2010-10-21T17:16:00.001+02:00</published><updated>2010-10-25T21:43:23.507+02:00</updated><title type='text'>The Town</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TMBVZeJE-1I/AAAAAAAAA1Q/Y7MeHIDWTa8/s1600/locandinapg1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TMBVZeJE-1I/AAAAAAAAA1Q/Y7MeHIDWTa8/s320/locandinapg1.jpg" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ben Affleck è alla sua seconda prova di regia e se la cava decisamente meglio come regista e sceneggiatore che come attore, ritornando con la mente e con gli occhi alla storia di &lt;i&gt;Will Hunting &lt;/i&gt;scritto a quattro mani con l'amico &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/03/gerry.html"&gt;Matt Damon&lt;/a&gt; in cui era anche comprimario della vicenda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, anche qui il nostro belloccio bostoniano si ritaglia un ruolo da protagonista, in cui non deve sforzarsi più di tanto nello sfoggiare espressioni facciali particolarmente emotive, perché bravo a circondarsi di una serie di validi attori di cinema e televisione, soprattutto di quella che più fa tendenza negli ultimi anni, riuscendo a farli interagire sullo schermo in maniera credibile e funzionale alla storia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Affleck conosce bene la propria città e si avverte l'affetto per la stessa, per i luoghi e le persone che la compongono, riuscendo a ricreare un ambiente popolare in cui l'elemento del crimine è fervido e innestato in alcune tipologie di individui che ne compongono la fauna umana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Affleck ricalca gli stilemi del cinema di rapina, riuscendo a realizzare un compito pulito, senza sbavature, dove non si avvertono eccessi caratteriali da parte dei suoi protagonisti, in cui tutto pare in equilibrio e il risultato finale dimostra come sia possibile realizzare un film decente senza sbagliare o senza voler strafare a tutti i costi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film che punta sulla sincerità d'intenti del suo autore e si vede e per questo non appare eccessivamente retorico, grazie ad una regia che sa rappresentare efficacemente le rapine, come cotanto cinema del genere criminale insegna e suggerendo la giusta tensione e i cambi di fronte necessari per tenere sufficientemente desta l'attenzione dello spettatore, nonostante la durata del film.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sovviene ora la curiosità di recuperare il precedente film di Affleck e di vedere come si evolverà in futuro il suo lavoro dietro la m.d.p., sicuramente più soddisfacente e apprezzabile di quello davanti ad essa, ma ad Hollywood c'è spazio per tutti nel mondo della recitazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-354246746544406035?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/354246746544406035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=354246746544406035&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/354246746544406035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/354246746544406035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/10/town.html' title='The Town'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TMBVZeJE-1I/AAAAAAAAA1Q/Y7MeHIDWTa8/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7471108965704698337</id><published>2010-10-20T11:56:00.000+02:00</published><updated>2010-10-20T11:56:29.425+02:00</updated><title type='text'>A tempo pieno</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TL63TDgYleI/AAAAAAAAA1I/c7xRmOjPLCg/s1600/be69w0.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TL63TDgYleI/AAAAAAAAA1I/c7xRmOjPLCg/s320/be69w0.jpg" width="241" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A tempo pieno&lt;/i&gt;, un titolo che non riesce a trasmettere ancora una volta la sottile amara ambiguità del suo originale, ma per fortuna il film di suo vi riesce perfettamente, costruendo una progressiva, costante e quasi insopportabile angoscia per il suo protagonista, un uomo dedito alla menzogna verso i propri familiari e amici, per non rivelare la sua mancanza di lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vincent (Aurélien Recoing) è un professionista sicuramente abile e preparato e non si comprende inizialmente il perché del suo vagare senza meta lungo le autostrade e gli autogrill francesi, telefonando alla propria consorte per raccontargli giornate fatte di incontri con clienti mai visti, sparsi per il territorio, come se nulla fosse, come se la sua vita domestica dovesse proseguire senza intoppi, senza sbavature, per non sentire il peso della responsabilità, della colpa, di un fallimento che la società in ogni caso ti riconosce nel momenti in cui non hai più un lavoro, perché sei identificato per ciò che professi e rappresenti secondo una precisa scala sociale e impiegatizia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così con il passare del tempo Vincent, convinto di essere libero, di potersi muovere svincolato da tutto e da tutti, tra le proprie menzogne e il poter fare felicemente ritorno a casa dalla sua famiglia ogni fine settimana, lentamente si ritrova a dover fare i conti con le proprie reticenze, con i propri segreti ben celati a tutti, perché è la famiglia stessa a costringerlo in buona fede o meno a porsi di fronte ad una realtà che sembra non voler vedere o a cui non può sfuggire, come l'amaro finale di apparente riappacificazione con la propria vita e le proprie aspirazioni che sembra prospettarsi allo spettatore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/10/la-classe.html"&gt;Laurent Cantet&lt;/a&gt; è regista che dimostra sempre un interesse e uno sguardo non comuni nell'analizzare e scardinare aspetti della nostra società, spesso legati ad un tema fondamentale come il lavoro, realizzando un'opera incapace di invecchiare, in grado di essere costantemente attuale, atta a colpire al cuore e allo stomaco attraverso la raffigurazione di quello che è il senso e l'importanza del lavoro per tutti noi e la necessità primigenia che esso riveste, sino a diventare il generatore di un meccanismo sociale che pare ingabbiarci inesorabilmente e da cui Vincent vorrebbe divincolarsi, ma la presa di coscienza sarà durissima per lui al punto da temere per una tragedia finale, ma i silenzi, le reticenze, l'interpretazione, tutti elementi tipici del cinema francese, elaborati in maniera eccelsa da Cantet, dimostrano come l'ispirazione da un fatto di cronaca con esiti nefasti nella realtà, possa diventare nelle mani di un autore, come il suddetto, una parabola universale dei nostri tempi e di ogni tempo in cui noi si possa vivere e sperare di lavorare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7471108965704698337?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7471108965704698337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7471108965704698337&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7471108965704698337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7471108965704698337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/10/tempo-pieno.html' title='A tempo pieno'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TL63TDgYleI/AAAAAAAAA1I/c7xRmOjPLCg/s72-c/be69w0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-775153538638217065</id><published>2010-10-12T14:58:00.001+02:00</published><updated>2010-10-12T15:01:34.010+02:00</updated><title type='text'>Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TLRXskZsnaI/AAAAAAAAA1E/zMZSzG8cziU/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TLRXskZsnaI/AAAAAAAAA1E/zMZSzG8cziU/s320/locandina.jpg" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inevitabile dopo la sua visione un confronto con il &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2009/09/pelham-123-ostaggi-in-metropolitana.html"&gt;remake&lt;/a&gt; avente come protagonisti John Travolta e Denzel Washington e il conseguente apprezzamento per l'originale, non per un semplice motivo nostalgico o di cinefilia pura e semplice, anche perché a suo tempo questo film nel suo unico passaggio televisivo che io ricordi non m'incuriosì, ma a distanza di anni ne è divenuto necessario il recupero e la felice scoperta della sua superiorità rispetto al rifacimento contemporaneo per alcuni aspetti non indifferenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di tutto è l'ironia l'elemento che pervade e convince di questo film, grazie alla presenza impagabile di un sempre ottimo Walter Matthau messo a confronto con un abile e integerrimo Robert Shaw, attore noto per il suo ruolo di cacciatore di squali nel film &lt;i&gt;Lo squalo&lt;/i&gt; di Spielberg.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film di Sargent ha il giusto ritmo, la giusta ambientazione e atmosfera, nonché un cast adeguato a raccontare una storia di tensione che si dipana in ambiti chiusi, a dimostrazione di come una buona idea di partenza e una regia efficace siano in grado di realizzare un racconto che sa essere mordace e sarcastico al punto giusto, con efficaci colpi di scena che messi a confronto con l'eccesso spettacolare del cinema patinato di Tony Scott vincono per stile e classe. Scott tenta di aggiornare il discorso di partenza e tenta di inserire evidenti ombre nei confronti della figura dell'eroe di turno, lasciando l'ironia e la cattiveria in mano al villain Travolta, che comunque compie il suo mestiere, ma è l'insieme a rivelare dei dubbi e delle pecche retoriche che l'originale non ha, a dimostrazione di un periodo felice del cinema di quel tempo, che in parte si rimpiange, ma che forse gli spettatori contemporanei non riusciranno ad apprezzare concretamente, salvo autori di cinema come Tarantino che di questo cinema apparentemente di serie B del passato è un grande fruitore e cultore, tanto da saperne abilmente fagocitare e rielaborare idee e archetipi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-775153538638217065?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/775153538638217065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=775153538638217065&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/775153538638217065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/775153538638217065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/10/il-colpo-della-metropolitana-un.html' title='Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto)'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TLRXskZsnaI/AAAAAAAAA1E/zMZSzG8cziU/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7392082308202989871</id><published>2010-10-10T12:17:00.001+02:00</published><updated>2010-10-10T12:20:17.437+02:00</updated><title type='text'>Zidane un ritratto del 21° secolo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TLGN3h2mPcI/AAAAAAAAA1A/XKX7osRA6u4/s1600/Zidane-Cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="314" src="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TLGN3h2mPcI/AAAAAAAAA1A/XKX7osRA6u4/s320/Zidane-Cover.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non un semplice film, non un consueto documentario, ma un ritratto, come il titolo stesso evoca, che si inserisce forse nell'ambito della video installazione, accezione che spesso può far storcere il naso a molti, suscitare prese di distanza da un oggetto filmico che si pone come ibrido tra il cinema, la fotografia, il racconto per immagini, sino al punto di considerarlo un'opera difficilmente apprezzabile per i limiti o i pregi che questo tipo di narrazione comporta e che solo in pochi casi e contesti assurge a vera opera d'arte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente un prodotto non facilmente incasellabile, almeno per chi scrive, da cui è rimasto affascinato per il modo in cui viene raffigurata un'icona, rimasta per lo più nell'immaginario sportivo più semplicistico come colui che ha abbattuto il proprio avversario in una finale mondiale con un colpo di testa per lui fatale, da un punto di vista dell'esito agonistico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il pedinamento visivo operato dagli autori di questo oggetto alieno è un modo per destrutturare una semplice partita di calcio e un campione di quello sport, seguendone passo passo i movimenti in maniera ravvicinata e quasi ossessiva, in cui si è costretti a inseguirne i movimenti, i gesti, il sudore e l'apparente fatica, sino al gesto atletico, che viene presunto, immaginato per poi essere riproposto, ma in maniera sempre e comunque antispettacolare, dove si inseriscono pensieri e parole che si possono ritenere appartenere al campione o agli autori stessi, all'interno di un'arena di cui si percepiscono appena i suoni e i rumori, sino all'inserimento repentino e insinuante della musica dei &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=IJNPDlzF4Wg"&gt;Mogwai&lt;/a&gt;, ancora loro una volta protagonisti musicali di un racconto che tale non è, come solitamente potremmo intenderlo, pensando ad una partita di pallone e forse anche per questo motivo ho amato questo oggetto bizzarro, che andrebbe fruito, come e quando si parla di cinema o opere così totali, sullo schermo cinematografico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7392082308202989871?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7392082308202989871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7392082308202989871&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7392082308202989871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7392082308202989871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/10/zidane-un-ritratto-del-21-secolo.html' title='Zidane un ritratto del 21° secolo'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TLGN3h2mPcI/AAAAAAAAA1A/XKX7osRA6u4/s72-c/Zidane-Cover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-6783069209636947892</id><published>2010-10-08T04:14:00.000+02:00</published><updated>2010-10-08T04:14:06.557+02:00</updated><title type='text'>Ex Drummer</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TK52IZRzY2I/AAAAAAAAA08/LzGA4a6_tR4/s1600/locandina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TK52IZRzY2I/AAAAAAAAA08/LzGA4a6_tR4/s320/locandina.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ex Drummer&lt;/i&gt; è un film volutamente disturbante, forse troppo apertamente tale nel suo palesare il degrado della provincia fiamminga, ma non gli si può negare un'ironia di fondo che non sempre è ravvisabile in quel cinema delle periferie e del degrado tipico del cinema d'oltreoceano, cui mi viene da pensare in primis a &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/08/another-day-in-paradise.html"&gt;Larry Clark&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'aspetto musicale del film è forte come il disgusto e il sudiciume di cui è pervaso il racconto, che punta volutamente al politicamente scorretto, rischiando di apparire troppo superficiale nei suoi intenti e di voler estremizzare a tutti i costi il proprio senso di neghittosità intrinseca per un mondo ributtante e assurdo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello cui assistiamo è un viaggio in un girone infernale, volutamente intrapreso dal suo protagonista, Dries (Dries Van Hegen), ex musicista e scrittore di successo, che sfrutta la propria intelligenza e superiorità culturale ed economica per rimestare nel torbido e dare il proprio contributo ad un ulteriore e definitiva degenerazione di un contesto che appare destinato alla dannazione sicura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dries è una sorta di antieroe, ma nel senso più deteriore e squallido del termine, personaggio non meno spregevole degli altri protagonisti, individui con precisi handicap, umanamente ributtanti, cui saprà dar loro una sorta di lezione e da cui trarrà spunto per una propria storia di sicuro successo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'aspetto forse più interessante di questo film è la colonna sonora, che si innerva costantemente nel racconto che procede attraverso momenti deliranti che trovano il loro acme sinestetico nella lunga sequenza finale.&amp;nbsp;Un ritratto poco rassicurante del Belgio, o meglio di una parte di esso, attraverso uno stile registico curato nella sua decostruzione narrativa, che sicuramente disturberà lo spettatore sino al punto di disgustarlo o lo affascinerà, lasciandosi trascinare in un vortice dell'assurdo e dell'anarchia quale il film vorrebbe essere con il proprio linguaggio filmico, rischiando però nel suo intento di apparire eccessivamente artefatto e costruito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In ogni caso una visione che rimane impressa nella memoria visiva, per gli esiti e gli intenti riusciti o meno si rimanda al futuro, seppur non aggiunga forse niente di nuovo sul fronte occidentale del decadimento umano e sociale, anche se alla fine avevo un irrefrenabile desiderio di riascoltare i &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ncSlPGnuOss"&gt;Mogwai&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-6783069209636947892?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/6783069209636947892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=6783069209636947892&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6783069209636947892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6783069209636947892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/10/ex-drummer.html' title='Ex Drummer'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TK52IZRzY2I/AAAAAAAAA08/LzGA4a6_tR4/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-653541580867378605</id><published>2010-10-02T10:46:00.004+02:00</published><updated>2010-10-02T11:00:03.656+02:00</updated><title type='text'>Deserto rosa / Luigi Ghirri /</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TKbxfwVlQlI/AAAAAAAAA00/Z-HiByLshU8/s1600/luigi_ghirri_deserto_rosa.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 231px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TKbxfwVlQlI/AAAAAAAAA00/Z-HiByLshU8/s320/luigi_ghirri_deserto_rosa.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523367520870154834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La ricerca formale di Elisabetta Sgarbi ha di fondo un'idea interessante e ardita nel tentativo di rendere filmico ciò che filmico solitamente non è come la fotografia, ma ciò che non convince appieno di questo suo lavoro è il risultato finale, il tentativo di decostruire le immagini ghirriane, attribuendo loro un senso, una visione personali, che trasformano e quasi trasfigurano fotografie che da sole potrebbero bastare per restituire allo spettatore le sensazioni e le emozioni che il fotografo con i suoi scatti era in grado di trasmetterci e restituirci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'uso della voce fuori campo di Toni Servillo, uno dei migliori attori di cinema e teatro del nostro tempo e la partitura musicale di Franco Battiato non riescono ad emozionare come vorrebbero e dovrebbero. Il risultato che si percepisce è di una costruzione di senso eccessivamente impostata ed artefatta, al punto tale da non rendere le emozioni che le foto stesse da sole sarebbero in grado di comunicarci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente questo film invita e può invitare lo spettatore a recuperare le opere del maestro emiliano, che con la regista condivide quelle origini, come il regista Antonioni, richiamato indirettamente dal titolo e attraverso un'operazione di &lt;i&gt;blow up&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;close up&lt;/i&gt; impiegata dalla regista ferrarese nel ripercorrere i paesaggi e le atmosfere impresse sulla stampa fotografica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non bastano quindi i testi del regista Sokurov, di Vittorio Sgarbi e Antonio Scurati a trasmetterci quel senso di desolazione che le fotografie dovrebbero darci, anzi, divengono un pleonasmo retorico che svilisce il messaggio insito nella semplicità icastica degli scatti del maestro Ghirri, trasformandole in qualcosa d'altro che depista eccessivamente lo sguardo e lo retoricizza irrimediabilmente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-653541580867378605?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/653541580867378605/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=653541580867378605&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/653541580867378605'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/653541580867378605'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/10/deserto-rosa-luigi-ghirri.html' title='Deserto rosa / Luigi Ghirri /'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TKbxfwVlQlI/AAAAAAAAA00/Z-HiByLshU8/s72-c/luigi_ghirri_deserto_rosa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2502518767335608242</id><published>2010-09-30T14:32:00.005+02:00</published><updated>2010-09-30T15:32:44.579+02:00</updated><title type='text'>Il servo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TKSFUQauRSI/AAAAAAAAA0s/yuKPo5bXSoI/s1600/TheServant.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 238px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TKSFUQauRSI/AAAAAAAAA0s/yuKPo5bXSoI/s320/TheServant.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522685626114000162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse il capolavoro di Losey, sicuramente uno dei suoi migliori film, frutto della collaborazione con Harold Pinter, &lt;i&gt;Il servo&lt;/i&gt; rappresenta una delle più esplicative raffigurazioni cinematografiche del classico &lt;i&gt;jeu au massacre&lt;/i&gt;, in cui i ruoli sociali vengono progressivamente ribaltati sino ad un annullamento totale degli stessi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Joseph Losey, regista americano transfuga in Inghilterra a causa del maccartismo, è meno noto ai più, ma sicuramente uno degli autori più interessanti della storia del cinema, che sarebbe opportuno recuperare, partendo da questo suo film che, attraverso un simbolismo in equilibrio costante, esprime perfettamente la decadenza fisica e morale di una classe sociale a discapito, apparentemente, di un'altra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Barrett (Dirk Bogarde) è il servo, colui che viene chiamato a svolgere la funzione di factotum per un giovane rampollo di famiglia nobile, Tony (James Fox), che evidenzierà, sin dal primo incontro con la sua nemesi, tutta la sua inettitudine al vivere sociale, nonostante i tentativi della fidanzata Susan (Wendy Craig) di avvertirlo del pericolo insinuantesi minacciosamente nella sua esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Losey riesce a concentrare e contenere il dramma sociale mediante una rappresentazione scenica costruita pressoché di interni, in cui la m.d.p. attraverso precisi piani sequenza, profondità di campo e specchi che rimandano ai giochi prospettici della pittura fiamminga, imbastisce un dialogo sociologico ben definito tra le parti in campo, in cui le angolazioni e le posizioni in scena dei suoi protagonisti delineano gli effettivi gradini di potere occupati dagli stessi nel contesto in cui si aggirano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giovane Tony progressivamente scivolerà nella trappola tesagli dal suo servo, abile mezzano, che riuscirà attraverso la carnale figura di Vera (Sarah Miles), sedicente sorella di Barrett, a sedurlo e mettere in gioco un meccanismo di peccato e vizio che corromperà definitivamente il corpo e lo spirito del nobile sfaccendato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La casa diviene così il teatro in cui, col procedere del racconto, si consumerà questa caduta sociale accentuata, con fascinazione morbosa, dalla fotografia espressionista di Douglas Slocombe, sino al sovvertimento finale dei ruoli che Losey chiude in maniera impareggiabile e che a suo modo saprà riproporre nel successivo &lt;i&gt;L'incidente&lt;/i&gt;, anch'esso specchio sociale di una classe morente e delle ipocrisie e velleità insite nella società stessa, vista ancora una volta attraverso un preciso microcosmo e con un sempre impareggiabile Dirk Bogarde.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2502518767335608242?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2502518767335608242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2502518767335608242&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2502518767335608242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2502518767335608242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/09/il-servo.html' title='Il servo'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TKSFUQauRSI/AAAAAAAAA0s/yuKPo5bXSoI/s72-c/TheServant.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4576897788872612656</id><published>2010-09-28T14:23:00.008+02:00</published><updated>2010-09-28T22:58:45.113+02:00</updated><title type='text'>Inception</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TKHeuWHOVLI/AAAAAAAAA0k/uHAC4BhADV4/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 224px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TKHeuWHOVLI/AAAAAAAAA0k/uHAC4BhADV4/s320/locandina.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521939505924166834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nolan aspira ad essere, o forse lo è, un regista intellettuale, accezione che potrebbe essere declinata negativamente o positivamente che dir si voglia, perché il suo cinema è comunque fatto di riflessioni e punti oscuri di cui i suoi protagonisti si fanno interpreti, quali specchi riflettenti disagi interiori che spesso noi stessi non oseremmo scrutare così a fondo, come invece tende, o meglio, tenta di proporci il regista che ha dato riavvio alla saga di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2008/07/il-cavaliere-oscuro.html"&gt;Batman&lt;/a&gt;, dopo l'infelice trasformazione del cavaliere oscuro da parte di Schumacher in un oggetto pop meno appetibile di quello decisamente camp, interpretato da &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=r94AJzJZZaU&amp;amp;feature=related"&gt;Adam West&lt;/a&gt; e divenuto icona di un periodo e fenomeno di costume.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Inception&lt;/i&gt; si potrebbe raccontare, ma a rischio di non rendere chiaramente il senso di una storia che non può dirsi facilmente fruibile per chi ama le storie lineari e rischiando di rovinare la trama, ma in rete avrete facilmente occasione di trovare sintesi efficaci della sinossi di questo suo ultimo lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nolan è affascinato dalla mente umana e dai suoi meandri, questa volta andando a scavare nella materia dei sogni e costruendo dei labirinti architettonici in cui immergere i suoi protagonisti e l'ennesimo eroe alle prese con tormenti interiori e confronti con il proprio dolore incolmabile. Il regista inglese, da una parte, si può dire di avere il pregio di riuscire a concepire dei kolossal intelligenti o meglio che costringono lo spettatore medio a sforzarsi di capire e di andare oltre la piattezza fruitiva del cinema così come ci viene dato ultimamente con effetti speciali debordanti e spesso annoianti, dall'altra questo suo ultimo film sembra mostrare un gioco troppo scoperto nel suo discorso metafilmico anche attraverso gli evidenti riferimenti letterali e mitologici di cui è intriso, ma per questo non glie ne faccio più di tanto una colpa, forse perché mi ha divertito assistere ad un racconto che si spinge in territori non facili della narrazione, rischiando così apertamente di disvelare il proprio retroterra culturale e perché una volta tanto ho avuto l'impressione di assistere ad un'affluenza di persone che attirate da un'opera apparentemente semplice nei suoi contenuti, ha cercato di dire qualcosa di più a quel pubblico che solitamente non si addentrerebbe in simili speculazioni visive. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A volte, forse, c'è bisogno anche di opere più o meno furbescamente pretenziose come questa per stimolare le nostre visioni, senza per questo condannare o esaltare un film che un suo fascino ce l'ha, nonostante il gioco questa volta, nel cinema di Nolan, si sia fatto più scoperto del solito.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4576897788872612656?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4576897788872612656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4576897788872612656&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4576897788872612656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4576897788872612656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/09/inception.html' title='Inception'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TKHeuWHOVLI/AAAAAAAAA0k/uHAC4BhADV4/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-8082412213053076359</id><published>2010-09-15T19:04:00.010+02:00</published><updated>2010-09-16T19:42:48.069+02:00</updated><title type='text'>The American</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TJD9UfhsoxI/AAAAAAAAA0c/VybKfX4YGfM/s1600/locandinapg1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 207px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TJD9UfhsoxI/AAAAAAAAA0c/VybKfX4YGfM/s320/locandinapg1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517188072030905106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pare non esserci fine al masochismo cinematografico del sottoscritto e della propria compagna di visioni con cui il qui presente si è ritrovato a vedere ed ora a recensire nuovamente un film, che già dalle premesse non prometteva nulla di buono. Per il futuro non so quali altre visioni dovrò affrontare per conto dei miei committenti, che ogni tanto mi rifilano richieste di recensioni di film, che in tutta coscienza eviterei accuratamente come la peste come nel caso di &lt;i&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/02/wolfman.html"&gt;Wolfman&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, ma quando il dovere chiama il sottoscritto risponde e spesso deve sporcarsi le mani con opere che dimostrano come anche gli americani ultimamente non navighino in acque felici, quanto a scrittura cinematografica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché bisogna dirlo, il film di Corbjin difetta grandemente per la sceneggiatura di Rowan Joffe che trasuda di "già visto e sentito" senza riuscire a spiccare neppure per nostalgia o simpatia verso personaggi solitari e pieni di mistero come quello interpretato da George Clooney. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La figura del killer solitario che vuole porre fine al proprio lavoro ha il suo indubbio fascino letterario, ma il film tenta di giocare troppo sulla fascinazione ambigua del personaggio e della storia, sulla costruzione progressiva di un mosaico costellato da personaggi arcani, che insinuano dubbi e presunte tensioni, false piste che si perdono inutilmente e s'inseriscono nella vicenda come corollari del percorso umano e riflessivo di un uomo, che conosce bene la morte e che si ritrova addirittura a fare i conti con un prete con qualche peccato di gioventù da espiare e una prostituta in vena di redenzione per amore dell'Americano. Che poi mi si deve spiegare perché Clooney pur essendo l'Americano per tutti quelli del paese, parli e gli parlino in un perfetto italiano lo devo ancora capire, ma questa è la magia del cinema e del dono delle lingue di cui siamo tutti dotati sullo schermo di celluloide, mi si dirà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, &lt;i&gt;The American&lt;/i&gt; è un bel passo falso per un regista/fotografo come Corbjin, noto per essere autore di videoclip musicali e anche del film sulla vita e morte di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2009/03/control.html"&gt;Ian Curtis&lt;/a&gt; dei Joy Division, raccontata con un bianco e nero pregevole e uno stile che in questo nuovo lavoro appare sprecato, sciupato da una vicenda con aspetti retorici e mal riusciti, in cui aleggia l'imbarazzo narrativo sempre più montante con il passare del tempo e l'avanzare della storia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'avventura italiana dell'accoppiata Corbjin/Clooney costituisce un passo falso per entrambi e dimostra come il cinema americano, quando si ritrova a fare i conti con il Bel Paese, finisca con il generare opere che difficilmente risultano plausibili o riuscite, nonostante scenari naturali pregevoli, a causa d'inserti attoriali che non sempre risultano azzeccati oppure sprecati, come quello di Paolo Bonacelli e Filippo Timi. Altrettanto non si può dire per Violante Placido, che si aggiunge alla schiera di attrici italiane impiegate come figure di contorno dei divi d'oltreoceano, per ridursi ai soliti ruoli di comprimarie cui il cinema pare doverle relegare, con esiti non sempre all'altezza delle aspettative, vuoi per una concezione maschilista di fondo del cinema e vuoi per le non brillanti capacità recitative di alcune di loro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-8082412213053076359?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/8082412213053076359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=8082412213053076359&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8082412213053076359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8082412213053076359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/09/american.html' title='The American'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TJD9UfhsoxI/AAAAAAAAA0c/VybKfX4YGfM/s72-c/locandinapg1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4127458038975532403</id><published>2010-09-06T17:15:00.014+02:00</published><updated>2010-09-18T16:19:20.614+02:00</updated><title type='text'>Somewhere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TIUQ7ODY_RI/AAAAAAAAA0A/DrmmnaIbZNY/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 226px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TIUQ7ODY_RI/AAAAAAAAA0A/DrmmnaIbZNY/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513831928355683602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;Cui prodest&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt; il nuovo film della Coppola? E' evidente che questo suo ultimo lavoro costituisca un ulteriore tassello della sua filmografia e trilogia (?) della solitudine o meglio dello smarrimento esistenziale in cui si ritrovano i protagonisti dei suoi film, ma sorge spontaneo chiedersi se era necessario un ulteriore racconto per immagini che ci rappresentasse il disagio di un attore di successo, incapace di godere della propria vita con coscienza e vero godimento come si converrebbe secondo le nostre aspettative di comuni mortali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora una volta un hotel come nel suo primo film della serie, &lt;i&gt;Lost In Translation&lt;/i&gt;, che l'aveva rivelata al cinema d'autore e non solo, per poi proseguire il discorso con l'opera postmoderna &lt;i&gt;Marie Antoinette&lt;/i&gt;, anch'essa eroina persa in un luogo in cui spazio e tempo sembrano annullarsi e annullare chi ci vive. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche quest'ultimo lavoro pare riproporre quell'analisi di fondo insita nelle sue precedenti opere, asciugando all'essenziale il discorso e lasciando che sia la m.d.p., attraverso i suoi piani sequenza, a raccontarci il senso di vuoto e disagio di cui è ammantata la vita di Johnny Marco, personaggio il cui nome è una sorta di manifestazione onomastica di un individuo comune, banale, incapace di andare oltre la propria quotidianità scialba, seppur ricca, apparentemente, di stimoli e soddisfazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sofia Coppola adotta uno stile che è tipico di quel cinema d'autore che punta all'essenzialità per descrivere ciò che solitamente a parole o per immagini si rischia di manifestare in maniera banale o superficiale, eppure questo stile asciutto, fatto di un minimalismo così &lt;i&gt;à la page&lt;/i&gt;, ha fatto il suo tempo, per quanto riesca ancora ad ottenere consensi ed attestati di stima, ma credo che sia ormai quasi fine a se stesso e il film della Coppola non sia così indispensabile da doverci raccontare per forza aspetti che possiamo ben immaginare e che per quanto riguardano la nostra realtà avremmo fatto a meno di vedere, non perché saturi di luoghi comuni secondo gli stilemi di sguardo di coloro che ci vedono dal di fuori, ma forse perché noi stessi siamo divenuti quello stereotipo e questo è ancor più preoccupante e agghiacciante per la nostra realtà e la nostra coscienza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film che dividerà, che farà arrabbiare i suoi detrattori ed esaltare i suoi estimatori, io rimango invece tiepido, in attesa di vedere se la regista saprà andare avanti come il suo protagonista nel finale o se continuerà a girare insistentemente su se stessa come nella sequenza iniziale, che racchiude un po' il senso del film e dello stato attuale del suo cinema, un ouroboros a rischio leziosità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4127458038975532403?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4127458038975532403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4127458038975532403&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4127458038975532403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4127458038975532403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/09/somewhere.html' title='Somewhere'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TIUQ7ODY_RI/AAAAAAAAA0A/DrmmnaIbZNY/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4093336213375602928</id><published>2010-08-31T09:20:00.005+02:00</published><updated>2010-08-31T09:44:11.467+02:00</updated><title type='text'>Crimen Perfecto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/THytSooyoWI/AAAAAAAAAzY/0y2XD-O2szM/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 222px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/THytSooyoWI/AAAAAAAAAzY/0y2XD-O2szM/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5511470579652403554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Alex&lt;/span&gt; De La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Iglesia&lt;/span&gt; è regista &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;appartenente&lt;/span&gt; a quella corrente di autori che al seguito di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Almodovar&lt;/span&gt; hanno avuto modo di proporre il loro stile irriverente e grottesco nella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;rappresentazione&lt;/span&gt; di storie di varia umanità e il seguente film appartiene al genere della commedia nera, in cui il regista tenta di proporre una critica sociale e di costume su cui permangono alcuni dubbi di fondo.&lt;br /&gt;Il film è sicuramente divertente e ironico, ci presenta sin dall'inizio un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;protagonista&lt;/span&gt; vincente e amato dalle donne, che presto o tardi dovrà vedersela con un cambio di rotta nella propria inesistenza, per lui sino a quel momento &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;improponibile&lt;/span&gt; ed &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;inimmaginabile&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Alcuni aspetti del film sono riusciti e non si può non provare simpatia per il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;protagonista&lt;/span&gt;, nonostante la sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;superficialità&lt;/span&gt;, che in ogni caso crea invidia o almeno così vorrebbe farci credere il regista, sino al cambio di prospettiva e alla sua discesa agli inferi, in cui entra in gioco Lourdes (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Monica&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Cervera&lt;/span&gt;), il cui nome è in palese contrasto con la propria acribia e disprezzo per un contesto da cui sino a quel momento si è sentita rifiutata e verso il quale permane una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;sottotraccia&lt;/span&gt; di disprezzo sociale.&lt;br /&gt;De La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Iglesia&lt;/span&gt; pare comunicare senza ipocrisie il dispregio che deriva dall'immaginario comune per ciò che appare brutto e sgradevole, venendo così confinato ai margini, ma la vendetta di coloro che sino a quel momento sono stati &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;disdeganti&lt;/span&gt; non è da meno e le conseguenze sono umanamente grottesche, al punto da farti provare quasi compassione per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Rafael&lt;/span&gt; (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Guillermo&lt;/span&gt; Toledo), che nella sua discesa verso la follia medita la distruzione di Lourdes e la sua rinascita a nuova vita libertina.&lt;br /&gt;Suscita qualche sospetto questa visione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;apparentemente&lt;/span&gt; critica della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;contrapposizione&lt;/span&gt; bellezza/bruttezza, in cui la controparte si rivela non meno infida dell'altra sino ad un trionfo inaspettato, che la pone sullo stesso piano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;superficiale&lt;/span&gt; ed ancor più esplicito di coloro, che come &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Rafael&lt;/span&gt; si fanno portatori di uno stile che potrebbe dirsi discutibile per la carenza di affettività ed umanità che si cela dietro agli abiti impeccabili ed eleganti di cui si traveste.&lt;br /&gt;La &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;pagliacciata&lt;/span&gt; finale forse è un modo per esporre alla luce il ridicolo che è in noi, che soggiace in noi, ma che non osiamo manifestare sino al momento in cui non arriva un nuovo guru, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;esteticamente&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;improponibile&lt;/span&gt;, ma in grado per questo di farci prendere coscienza della nostra natura?&lt;br /&gt;Riflessioni eccessive le mie su un film comunque godibile, ma che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;inevitabilmente&lt;/span&gt; lancia dei messaggi di fondo di critica sociale che non posso non prendere in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;considerazione&lt;/span&gt;, con il dubbio sottopelle sulle modalità di espressione e sugli intenti più o meno riusciti di dileggio del regista.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4093336213375602928?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4093336213375602928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4093336213375602928&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4093336213375602928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4093336213375602928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/08/crimen-perfecto.html' title='Crimen Perfecto'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/THytSooyoWI/AAAAAAAAAzY/0y2XD-O2szM/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1711870419299825657</id><published>2010-08-25T21:46:00.004+02:00</published><updated>2010-08-25T21:49:08.030+02:00</updated><title type='text'>Il bacio della pantera</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/THVzhVCycGI/AAAAAAAAAzQ/8qn4lfuEI84/s1600/cat3af91gc9.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/THVzhVCycGI/AAAAAAAAAzQ/8qn4lfuEI84/s320/cat3af91gc9.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509436735579385954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il bacio della pantera&lt;/span&gt; è un’opera satura di psicosi sessuali, dove l’atto primo dell’amore tra un uomo e una donna viene negato per tutto l’arco del racconto, quale gesto foriero di sventura e morte. Irina (Simone Simon) è descritta come la vittima presunta di una maledizione, che le impedisce, in questo caso, d’amare ed essere amata, se non per il suo essere donna dal fascino felino, cui i personaggi maschili non riescono a sottrarsi. Il binomio donna/gatto/pantera è costantemente richiamato da ogni elemento d’arredo della casa d’Irina, in un costante equilibrio d’attrazione e repulsione verso il suddetto animale, definito dal custode stesso dello zoo, come “la bestia” citata nell’Apocalisse di Giovanni. Tourneur allude insistentemente alla natura animale della protagonista, sviluppando una crescente tensione riguardo alla sua possibile metamorfosi felina, lasciando però al fuori campo e alle ombre della notte il compito di crearne la suggestione auditiva e visiva. La fotografia di Musuraca in questo caso è perfetta nel dosare i chiaroscuri e le silhouettes, sottintendendo ad una presenza bestiale nascosta nell’ombra della notte.&lt;br /&gt;Il dottor Judd invece, è l’incarnazione della razionalità contrapposta alla superstizione, destinato però all’annientamento, nonostante che nei sogni della protagonista impersoni la figura del condottiero Re Giovanni, il padre della patria vincitore del leggendario popolo felino cui Irina teme di appartenere, icona che campeggia come statua equestre nella casa della protagonista. Nel suo compito di ricercare una giustificazione alle fobie d’Irina, lo psicanalista cade però vittima del suo fascino di “gattina indifesa”, violando il tabù sessuale del bacio proibito, per risvegliarne definitivamente la natura diabolica, manifestata da un gioco d’ombre che paiono trasformare il viso della protagonista e proiettare sulle pareti della stanza la sagoma scura e minacciosa della pantera.&lt;br /&gt;È proprio attraverso l’abbandono alle pulsioni umane dei sentimenti, che Irina ridesta la propria indole sopita, rappresentata allegoricamente dalla pantera ingabbiata, cui essa tende nell’anelito impellente d’affrancarla per, come giustamente osserva il dottor Judd, svincolare le sue tendenze devastatrici.&lt;br /&gt;Irina in quanto donna, ha una duplice natura che viene materialmente palesata nella mutazione felina, fisica e trascendente. Da vittima diviene cacciatrice, da donna da amare diviene creatura verso cui provare una calda attrazione, come solo si può nutrire per un animale. Essa fino all’ultimo istante ricerca invano un’attenzione ed un sentimento, che l’amato Oliver (Ken Smith) non le può offrire e che seppur paia trovare nel dottor Judd, esso è destinato a non poter essere consumato neppure nell’atto fisico più imprescindibile. Un’allegoria dell’amore impossibile e della fascinazione perversa dell’animo femminile, dove eros e thanatos si mescolano inderogabilmente l’uno coll’altro, in un clima di tensione crescente tipico del cinema horror lewtoniano. Un evidente esempio di cinema fantastico basato sulla reticenza della visione, in cui sono gli spazi occlusi e geometrici a restituirci la sensazione di una prigione, nei cui meandri oscuri si aggira l’orrore ineffabile della nostra anima e dei mostri che la popolano.  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1711870419299825657?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1711870419299825657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1711870419299825657&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1711870419299825657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1711870419299825657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/08/il-bacio-della-pantera.html' title='Il bacio della pantera'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/THVzhVCycGI/AAAAAAAAAzQ/8qn4lfuEI84/s72-c/cat3af91gc9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-8584446163147141077</id><published>2010-08-25T17:28:00.005+02:00</published><updated>2010-08-25T21:50:19.920+02:00</updated><title type='text'>Il giardino delle streghe</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/THU3C831GxI/AAAAAAAAAy4/ZDLJoukbgzo/s1600/giardino.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 205px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/THU3C831GxI/AAAAAAAAAy4/ZDLJoukbgzo/s320/giardino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509370242997230354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Seguito de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/08/il-bacio-della-pantera.html"&gt;Il bacio della pantera&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;vede l'esordio alla regia di Robert Wise, subentrato dietro la m.d.p. a Gunther  Von Fritsch, il film seppur prometta inizialmente una sorta di continuazione ideale con il precedente lavoro di Tourner, in cui riemergono elementi fantastici della primigenia vicenda, progressivamente prende una piega diversa e la presenza di Simone Simon quale elemento preponderante di collegamento con il primo film non è che un pretesto e quanto riguardava gli uomini gatto svanisce per assumere i toni di un romanzo psicologico sull'infanzia, sulla solitudine, sul rapporto padri/madri/figli, con toni consolatori, nonostante le atmosfere e le sfumature di mistero che mantengono una sorta di attesa che rimane alla fine inespressa e addomesticata.&lt;br /&gt;Un film curioso e affascinante che non mantiene ciò che promette per chi si aspettasse una sorta di prosecuzione del discorso iniziato con il primo film, ma che può sicuramente ammaliare e incuriosire per le atmosfere, nonostante una deriva buonista che ammansisce una storia che avrebbe offerto ottimi spunti di mistero e paura strisciante, da cui si evince l'inevitabile passaggio di consegne tra un regista e l'altro, pertanto si rinvia per simili aspettative alla prima opera di Tourner, anch'essa frutto della produzione di Val Lewton, che ad ogni modo vi impone il suo stile inconfondibile che segnò un periodo felice del cinema del mistero.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-8584446163147141077?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/8584446163147141077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=8584446163147141077&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8584446163147141077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8584446163147141077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/08/il-giardino-delle-streghe.html' title='Il giardino delle streghe'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/THU3C831GxI/AAAAAAAAAy4/ZDLJoukbgzo/s72-c/giardino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-8030652582149996056</id><published>2010-08-17T09:51:00.005+02:00</published><updated>2010-08-27T19:11:58.774+02:00</updated><title type='text'>Il fascino discreto della borghesia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TGo_lDp3dwI/AAAAAAAAAyw/1VK6isoDOgI/s1600/i05-fascino-discreto-borghesia.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 183px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TGo_lDp3dwI/AAAAAAAAAyw/1VK6isoDOgI/s320/i05-fascino-discreto-borghesia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506283400282470146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Bunuel ci regala uno dei suoi ulteriori capolavori di surrealismo e ironia, scardinando i meccanismi e svelando i vizi della borghesia cui la maggior parte di noi appartiene e vi riesce attraverso una reiterazione dell'atto quotidiano e necessario della consumazione impraticabile del pasto, non come semplice sostentamento per il corpo, ma come rituale in cui la borghesia consuma la sua quotidiana pulsione di potere e disvelamento delle proprie miserie umane.&lt;br /&gt;Bunuel crea un cortocircuito continuo grazie all'impossibilità di fruizione della cena tanto agognata dai suoi protagonisti, personaggi di dubbia moralità, attraverso cui si appalesano tutti i vizi, le idiosincrasie, le ipocrisie di una classe sociale e dei suoi accoliti, nonché di quei poteri che attorno ad essa si aggirano, attraverso una carica ironica e irriverente ineguagliabili.&lt;br /&gt;Il regista evita proprio quella retorica tipica della critica di un sistema o di un potere mediante il surrealismo di cui è maestro, inserendovi immagini ipnagogiche che divengono indistinguibili dalla realtà, ma che dimostrano ogni volta la stoltezza di un mondo che non pare trovare una redenzione, nemmeno nella fede di cui gli stessi vicari dovrebbero farsi portatori e sostenitori per poi cedere come gli stessi borghesi alle proprie pulsioni umane e terrene, spesso discutibili.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-8030652582149996056?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/8030652582149996056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=8030652582149996056&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8030652582149996056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/8030652582149996056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/08/il-fascino-discreto-della-borghesia.html' title='Il fascino discreto della borghesia'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TGo_lDp3dwI/AAAAAAAAAyw/1VK6isoDOgI/s72-c/i05-fascino-discreto-borghesia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7229171817226672057</id><published>2010-08-16T20:24:00.005+02:00</published><updated>2010-08-16T20:51:56.240+02:00</updated><title type='text'>La casa dalle finestre che ridono</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TGmCanfOi0I/AAAAAAAAAyo/0-SoXrqK6XY/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 147px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TGmCanfOi0I/AAAAAAAAAyo/0-SoXrqK6XY/s320/locandina.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506075413225311042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando Avati era Avati e Costanzo, proprio Maurizio Costanzo, collaborava con il regista nostrano nel realizzare storie che sono entrate nell'immaginario cinematografico del nostro tempo e che a distanza di anni, nonostante uno stile che denota gli archetipi e un modo di girare tipico del genere fantastico o orrorifico che dir si voglia di quegli anni, la coppia era riuscita a realizzare una serie di film denotati come "horror padani" che si rimpiangono e vien voglia di rivederli sempre con piacere, apprezzandone la capacità di sfruttamento di stilemi e luoghi del nostro bel paese riuscendone ad estrapolare gli aspetti magici e misteriosi, grazie al recupero di un retroterra culturale colmo di dicerie e retaggi legati ad una cultura contadina che non hanno nulla da invidiare al folclore delle terre d'albione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spiace, rivedendo i suoi primi lavori, notare come Avati abbia perso l'ispirazione per simili storie che hanno rappresentato una felice stagione cinematografica e che ancora oggi riescono a suscitare brividi ed inquietudini e il desiderio di ripercorrere i luoghi scelti dal regista per raccontarci queste vicende di paura e terrore genuino, che oggigiorno sembrano non poter prescindere da un impiego di effetti speciali che sembrano snaturarne la natura e la capacità sovversiva di un genere in grado di far venire alla luce ipocrisie e malignità della società in cui viviamo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film da recuperare e riassaporare con piacere con attori e caratteristi di un certo calibro, che ne hanno fatto la fortuna, rendendolo un cult una volta tanto non sopravvalutato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7229171817226672057?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7229171817226672057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7229171817226672057&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7229171817226672057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7229171817226672057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/08/la-casa-dalle-finestre-che-ridono.html' title='La casa dalle finestre che ridono'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TGmCanfOi0I/AAAAAAAAAyo/0-SoXrqK6XY/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-5472684075037873727</id><published>2010-08-16T20:06:00.003+02:00</published><updated>2010-08-16T20:20:24.154+02:00</updated><title type='text'>Basilicata coast to coast</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TGl-mY46s0I/AAAAAAAAAyg/oGyLg7pwixQ/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 224px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TGl-mY46s0I/AAAAAAAAAyg/oGyLg7pwixQ/s320/locandina.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506071217418449730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Papaleo sceglie di elogiare la sua terra, la Basilicata, con la giusta ironia e consapevolezza per una terra che spesso viene ignorata come meta turistica, ma che non ha sicuramente nulla da invidiare ad altre regioni limitrofe e lo fa attraverso un viaggio che attraverso la lentezza vorrebbe consentire ai suoi protagonisti e allo spettatore di riscoprirla e conoscerla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intento apprezzabile, in cui riesce ad imbarcare personaggi curiosi e simpatici, tra cui spiccano sicuramente Giovanna Mezzogiorno, giornalista disinteressata al suo lavoro e alla vita in generale, un Alessandro Gassman aspirante attore fallito, che vive dell'eco di un breve successo televisivo e il silente Max Gazzé, per la prima volta in veste di attore che riesce ad incarnare una figura umana che saprà riservarci un finale per fortuna non banale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per il resto il racconto denota una sceneggiatura costruita col tempo, durante la lavorazione stessa del film e non sempre si ha la sensazione di una fluidità riuscita, rischiando qualche momento di stanchezza, ma in fondo siamo di fronte ad un prodotto onesto, che non si prende sul serio e che dimostra come Papaleo sia regista e uomo sincero e dispiacerebbe stroncare con eccessiva e pedante cattiveria un film che non può dirsi forse perfetto, ma che ogni tanto aiuta a sorridere e a svuotare la mente, in attesa di opere sicuramente più mordaci e scritte con maggiore attenzione da questo nostro artista intelligente e autoironico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-5472684075037873727?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/5472684075037873727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=5472684075037873727&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5472684075037873727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/5472684075037873727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/08/basilicata-coast-to-coast.html' title='Basilicata coast to coast'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TGl-mY46s0I/AAAAAAAAAyg/oGyLg7pwixQ/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-345133916375859410</id><published>2010-07-10T14:39:00.005+02:00</published><updated>2010-07-10T14:57:52.483+02:00</updated><title type='text'>eXistenZ</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDhqEKlplCI/AAAAAAAAAyI/XKqfPl7HqeY/s1600/existenz-poster.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 242px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDhqEKlplCI/AAAAAAAAAyI/XKqfPl7HqeY/s320/existenz-poster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492256365372609570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;eXistenZ &lt;/span&gt;è una sorta di evoluzione del precedente e indispensabile &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/01/videodrome.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Videodrome&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, in cui Cronenberg si confronta in maniera decisamente affascinante e perversa con la realtà virtuale, con esiti decisamente migliori di altre opere coeve anticipatrici cimentatesi nella suddetta tematica.&lt;br /&gt;Cronenberg nel titolo stesso individua le coordinate cartesiane di una quarta dimensione che crea un loop visivo e percettivo in cui alla fine persiste il dubbio sulla distinzione tra la realtà presunta e quella virtuale, in un rimando infinito a mondi possibili, in cui le tematiche del regista sulla carne e le sue mutazioni attraverso innesti biomeccanici, strettamente collegate alle visioni ballardiane di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Crash&lt;/span&gt; - riprese e assimilate dal nostro beneamato - vengono manifestate attraverso l'esplicitazione dell'oggetto cordone ombelicale, atto a rappresentarne la dipendenza e una forma di trascendenza necessaria per coloro che intendono rifuggire la propria scadente realtà.&lt;br /&gt;Eppure non tutti sono contenti di questa possibilità e allora scaturisce la violenza, la reazione estremista dei sostenitori del realismo, della verità oggettiva e percettiva, ma quanto di essa, come ci ricorda Cronenberg, è effettivamente reale e vera? Tant'è che il regista crea continui ribaltamenti di fronte, in cui gioca con la morbosità e le devianze che le mutazioni e le cicatrici comportano sul nostro corpo, oggetto, gioco erotico da penetrare attraverso nuove ulteriori aperture e orifizi che faranno la gioia di molti estimatori e cultori di questo autore, che negli ultimi anni ha saputo evolversi nella propria poetica, ma di cui rimane il segno tangibile di un cinema corporeo da cui non si può prescindere per comprendere i nostri tempi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-345133916375859410?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/345133916375859410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=345133916375859410&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/345133916375859410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/345133916375859410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/07/existenz.html' title='eXistenZ'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDhqEKlplCI/AAAAAAAAAyI/XKqfPl7HqeY/s72-c/existenz-poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2776923187016307523</id><published>2010-07-10T14:05:00.004+02:00</published><updated>2010-07-10T14:17:19.241+02:00</updated><title type='text'>Gli amori folli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDhiLIjdDmI/AAAAAAAAAyA/70j0oz9Q1g0/s1600/herbes-folles.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDhiLIjdDmI/AAAAAAAAAyA/70j0oz9Q1g0/s320/herbes-folles.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492247688992591458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho volutamente optato per la locandina originale perché credo possa esprimere il senso di surrealtà insito in un film e in un titolo che evoca l'imprevedibilità di cui si fa portatore Resnais, dimostrando come un uomo della sua età sappia rinnovare e scardinare quello che è il cinema contemporaneo, attraverso un racconto che difficilmente può dirsi lineare; in cui elementi di straniamento si inseriscono volutamente come gli artifizi scenografici tanto cari al regista, che ci regala uno dei suoi migliori lavori degli ultimi anni.&lt;br /&gt;Molto più libero e rivoluzionario del suo precedente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cuori&lt;/span&gt;, Resnais recupera attori feticcio del suo cinema e regala allo spettatore amante del suo cinema una mirabilia visiva, che non è fine a se stessa o autocompiacentesi, ma in realtà un detour visivo e contenutistico che appaga e ripaga della sua visione, in cui l'amore non è mai banale o compiacente con il concetto romanticamente scontato che di esso si possa avere, anzi crea deviazioni imprevedibili, impennate e ricadute che dimostrano come solo maestri come lui possano permettersi simili peripezie e giochi narrativi, disinnescando il senso comune, ma senza per questo essere eccessivamente criptico, tutt'al più creando una sorta di cortocircuito e di rimessa in gioco di un racconto che potrebbe ricominciare da capo e lasciarci aperte nuove strade narrative in cui perdersi, lasciando che le erbe folli spuntino dal terreno improvvisamente come il suo cinema, in grado di insinuarsi quando meno te l'aspetti nel cuore spesso raggelato di uno spettatore stanco di certo cinema contemporaneo privo di vere emozioni e sagace ironia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2776923187016307523?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2776923187016307523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2776923187016307523&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2776923187016307523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2776923187016307523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/07/gli-amori-folli.html' title='Gli amori folli'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDhiLIjdDmI/AAAAAAAAAyA/70j0oz9Q1g0/s72-c/herbes-folles.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1029408836900493165</id><published>2010-07-10T13:45:00.003+02:00</published><updated>2010-07-10T14:01:21.007+02:00</updated><title type='text'>Il compleanno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDhdd0uFNqI/AAAAAAAAAx4/IA8UwYF9uqY/s1600/compleanno.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 229px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDhdd0uFNqI/AAAAAAAAAx4/IA8UwYF9uqY/s320/compleanno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492242512527832738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Spesso e volentieri la critica nel giustificare un certo gusto barocco ed esteticamente stucchevole, si trincera dietro la categoria giustificatrice del Melò, come una sorta di clausola di garanzia che dovrebbe respingere ogni possibile critica o dissenso come quella del sottoscritto, che vedendo simili opere, incasellate nel suddetto genere, si domanda se abbia qualche problema o diffidenza verso il Melò, e forse è così, ma se penso ad altri autori che si sono fatti promotori e maestri del genere, mi rispondo che non è vero e che il Melò mi piace, quando riesce a trasmettermi delle emozioni che non mi facciano scattare quell'ironia e inevitabile sorriso critico, e anche un po' snob, di fronte a certi estetismi che rischiano di ridicolizzare o comunque di rovinare il buon lavoro fatto sino a quel momento.&lt;br /&gt;Perché bisogna proprio dirlo, il film di Filiberti parte bene, ha un suo equilibrio, un suo brio, una capacità di rappresentazione del quotidiano credibile, che funziona e che trasmette la sensazione e l'idea di assistere finalmente ad una scrittura ed una recitazione che non sono posticce o fuori parte, ma poi con il procedere della vicenda Filiberti tende ad estetizzare, a voler citare Fassbinder e Visconti, ma evidenziandone il semplice lato estetico, non riuscendo a restituercene anche l'aspetto contenutitstico. E' sempre rischioso citare i maestri, perché scatta quell'operazione nostalgia che comporta la percezione di un'incapacità a sapersi davvero svincolare dal passato, pur avendone appreso l'ottima lezione, senza per questo rinnovarsi o dimostrarsi all'altezza delle proprie velleità.&lt;br /&gt;Un'occasione mancata per una storia che ha il suo pregio nel raccontare una tematica, che comunque per il cinema italiano rimane spesso un tabù e che ci dimostra come Massimo Poggio sia attore bello e sensibile nella sua recitazione, in un ruolo non facile e per questo gli si deve dare atto della sua bravura, mentre dispiace constatare come la Medeiros risulti fastidiosamente lagnosa ed insopportabile, pur essendo attrice stimata e pure regista, ma inevitabilmente relegata a ruoli, che mi spingono a desiderarne ogni volta l'eliminazione sullo schermo cinematografico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1029408836900493165?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1029408836900493165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1029408836900493165&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1029408836900493165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1029408836900493165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/07/il-compleanno.html' title='Il compleanno'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDhdd0uFNqI/AAAAAAAAAx4/IA8UwYF9uqY/s72-c/compleanno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-6741223967935042178</id><published>2010-07-10T13:35:00.003+02:00</published><updated>2010-07-10T13:36:03.507+02:00</updated><title type='text'>Salto nel buio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDha_HLl6tI/AAAAAAAAAxw/AfWTE1bzIkk/s1600/saltonelbuio.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 222px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDha_HLl6tI/AAAAAAAAAxw/AfWTE1bzIkk/s320/saltonelbuio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492239785884248786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Salto nel buio appartiene alla serie di film frutto della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;collaborazione&lt;/span&gt; tra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Steven&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Spielberg&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Joe&lt;/span&gt; Dante, in cui il primo veste i panni del produttore e promotore del progetto mentre il secondo occupa la cabina di regia, dimostrando ancora una volta di trovarsi a proprio agio con la materia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;fantascientifica&lt;/span&gt; o fantastica in se stessa, con spruzzate di ironia sagace che distinguono i prodotti realizzati dalla coppia da altri similari del periodo.&lt;br /&gt;Dante trasforma una storia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;potenzialmente&lt;/span&gt; drammatica, che richiama volutamente una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;fantascienza&lt;/span&gt; del passato – si pensi a Viaggio allucinante – &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;rinnovandone&lt;/span&gt; lo stile e dimostrando come sia possibile rendere appetibile e divertente un genere che spesso ha assunto toni seriosi o drammatici.&lt;br /&gt;Lo stile di Dante sta tutto nella capacità, come per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Spielberg&lt;/span&gt;, di saper sognare e divertirsi; il cinema per loro è uno strumento in grado di regalare emozioni al pubblico e divertirlo con &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;intelligenza&lt;/span&gt;, attraverso riferimenti letterari e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;cinematografici&lt;/span&gt; di tutto rispetto, che si inseriscono nel racconto in maniera funzionale, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;tant&lt;/span&gt;’è che ad uno spettatore più attento saltano facilmente all’occhio e la visione subisce un incremento di valore.&lt;br /&gt;Salto nel buio dimostra come l’accoppiata &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Spielberg&lt;/span&gt; – Dante riuscisse a coinvolgere il proprio pubblico in maniera stimolante, mediante il puro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;divertimento&lt;/span&gt; o la paura e come fosse possibile realizzare opere che nella loro apparente leggerezza avessero un contenuto che non si fermava alla confezione e seguissero schemi e tematiche tipiche dei due autori, in cui il gioco, il pericolo, l’avventura, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;costituiscono&lt;/span&gt; aspetti della formazione umana ed &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;esistenziale&lt;/span&gt; dei loro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;protagonisti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;In Salto nel buio abbiamo per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;protagonista&lt;/span&gt; un eroe &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;assolutamente&lt;/span&gt; improbabile, scelto per caso, che si ritrova ad affrontare cattivi da fumetto cui Dante attribuisce, con una certa voluta evidenza, devianze erotico-sessuali che ne esaltano tutta la mostruosità non solo esteriore, ma anche interiore, attraverso la caricatura. Si pensi al killer Igor, più simile ad un automa alla Terminator con il suo braccio meccanico &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;intercambiabile&lt;/span&gt;, che nel finale ricorda &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Maximilian&lt;/span&gt; il robot malvagio di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Black&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Hole&lt;/span&gt;, film &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;fantascientifico&lt;/span&gt; della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Walt&lt;/span&gt; Disney (sicuramente non rivolto ad un pubblico di bambini), il quale è simbolo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;eminentemente&lt;/span&gt; fallico su cui Dante ironizza volutamente, come con il personaggio altrettanto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;parossistico&lt;/span&gt; e stupido del Cowboy, che ama fare sesso con gli stivali indosso e si presenta come sedicente trafficante di tecnologia.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Jack&lt;/span&gt; grazie all’aiuto dell’ex ufficiale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Doug&lt;/span&gt;, pilota ubriacone e poco avvezzo alla disciplina, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;miniaturizzato&lt;/span&gt; nel suo corpo all’interno di una navicella, che richiama quella di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Explorers&lt;/span&gt; (altro film &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;fantascientifico&lt;/span&gt; e storia di formazione di Dante), si ritrova a vivere una vita che fino a quel momento appariva improbabile e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;improponibile&lt;/span&gt; ad un soggetto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;ipocondriaco&lt;/span&gt;, oggetto di studio quasi divertito da parte del proprio medico e capro espiatorio delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;vicissitudini&lt;/span&gt; commerciali del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;supermercato&lt;/span&gt; in cui lavora, nonché ignorato dalla collega carina, ma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;sufficientemente&lt;/span&gt; svampita da denigrarlo e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;sbeffeggiarlo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Jack&lt;/span&gt; compie un viaggio, un percorso di crescita e di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;acquisizione&lt;/span&gt; di una fiducia in se stesso che scoprirà essere in lui, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;indipendentemente&lt;/span&gt; dall’ausilio datogli dal militare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;Doug&lt;/span&gt; e imparerà a prendere in mano la propria vita e a rincorrere quell’avventura che il finale lascia presagire e che è un inno alla gioia e al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;divertimento&lt;/span&gt; che Dante, quale sognatore ancora tenace, rispetto a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;Spielberg&lt;/span&gt;, che pare aver preferito un altro modo di divertirsi, dimostra ancora di saper coltivare, persino nei suoi ultimi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_44"&gt;lav&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-6741223967935042178?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/6741223967935042178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=6741223967935042178&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6741223967935042178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6741223967935042178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/07/salto-nel-buio_10.html' title='Salto nel buio'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TDha_HLl6tI/AAAAAAAAAxw/AfWTE1bzIkk/s72-c/saltonelbuio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4330135274465850514</id><published>2010-06-01T16:15:00.005+02:00</published><updated>2010-06-01T16:38:25.720+02:00</updated><title type='text'>Draquila - L'Italia che trema</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TAUWGtsXaTI/AAAAAAAAAxg/D1Di6iksCoU/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 224px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TAUWGtsXaTI/AAAAAAAAAxg/D1Di6iksCoU/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477808826366781746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quando non è il semplice e puro livore ad &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;accompagnare&lt;/span&gt; le parole e l'analisi critica di Sabina &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Guzzanti&lt;/span&gt;, il suo film diviene meno attaccabile da facili critiche da parte di coloro che si sono indignati per questa sua opera, che affonda a piene mani nel cinema di &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2007/08/michael-moore-colpisce-ancora-una-volta.html"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Michael&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Moore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, seppur riesca a prendere le debite distanze dall'ironia caustica e spesso corrosiva, non sempre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;apprezzabile&lt;/span&gt; dell'autore americano, riuscendo a realizzare un film d'inchiesta in cui emergono dati, riferimenti precisi e calzanti che aiutano a comprendere il fenomeno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;ricostruzione&lt;/span&gt; e la macchina Protezione Civile, incarnata dall'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;onnipresente&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Bertolaso&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Sembra di assistere per certi versi ad una puntata di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Report&lt;/span&gt;, ma con accenni di ironia ben più acuta e attesa da una persona come la suddetta regista, che meglio si addice ad un'autrice che a suo tempo con le proprie imitazioni è riuscita a farci riflettere e ridere amaramente di figure &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;emblematiche&lt;/span&gt; della nostra politica nostrana.&lt;br /&gt;Emerge un'amarezza sconfinata da questa visione, dall'ascolto della ben nota &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;intercettazione&lt;/span&gt; telefonica degli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;imprenditori&lt;/span&gt; felici dell'evento terremoto e del progetto New &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Town&lt;/span&gt; avanzato dal nostro Primo Ministro, che aiuta passo passo lo spettatore a ricostruire una memoria non così lontana, ma che sempre più spesso l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;informazione&lt;/span&gt; ci porta a dimenticare o a ignorare, riuscendo a raccogliere sia le voci di assenso e dissenso del popolo vittima del terremoto, andando a sollevare domande sulla gestione dei campi, dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;assegnazione&lt;/span&gt; delle case e di tutto il sistema &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;organizzativo&lt;/span&gt; proiettato più al post terremoto che alla prevenzione, perché questo è il valore semantico insito in un'istituzione denominata Protezione Civile.&lt;br /&gt;La regista riesce così a tessere un discorso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;argomentativo&lt;/span&gt; che risulta sempre meno attaccabile, in cui evidenzia le mancanze e le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;contraddizioni&lt;/span&gt; di una gestione sia politica che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;istituzionale&lt;/span&gt; che si riversano e si riflettono nell'apparente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;entusiamo&lt;/span&gt; degli abitanti delle New &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Town&lt;/span&gt;, riuscendoci a mostrare le crepe e le rughe dietro l'apparente benessere e rinascita, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;raccontandoci&lt;/span&gt; e spiegandoci meglio di qualunque saggio il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;berlusconismo&lt;/span&gt; e ciò che è diventato e soprattutto la sua sottostima e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;sottovalutazione&lt;/span&gt; a suo tempo attuata e perpetrata &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;colpevolmente&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4330135274465850514?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4330135274465850514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4330135274465850514&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4330135274465850514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4330135274465850514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/06/draquila-litalia-che-trema.html' title='Draquila - L&apos;Italia che trema'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TAUWGtsXaTI/AAAAAAAAAxg/D1Di6iksCoU/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1216966384332535277</id><published>2010-06-01T15:52:00.003+02:00</published><updated>2010-06-01T16:11:20.853+02:00</updated><title type='text'>The Road</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TAURlPUO3-I/AAAAAAAAAxY/tlT1uePghc0/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 224px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TAURlPUO3-I/AAAAAAAAAxY/tlT1uePghc0/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477803853230301154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nuovo film tratto da un romanzo del riscoperto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Cormac&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;McCarthy&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;anch&lt;/span&gt;'esso si propone come fedele &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;riproduzione&lt;/span&gt; del romanzo di partenza, trasponendo per immagini un mondo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;postapocalittico&lt;/span&gt; e nucleare che si distanzia dall'immaginario sinora visto in opere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;premonitrici&lt;/span&gt; come la saga di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Mad&lt;/span&gt; Max&lt;/span&gt;, in cui nulla ci viene spiegato o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;giustificato&lt;/span&gt;, ma non costituisce affatto un limite ad un racconto che si fa forte del senso di opprimente paura, disagio e desiderio di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;sopravvivenza&lt;/span&gt; sempre più difficile e in costante bilico.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Viggo&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Mortensen&lt;/span&gt; dimostra di essere uno degli attori più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;interessanti&lt;/span&gt; e giustamente impiegati nel cinema, come c'insegna &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Cronenberg&lt;/span&gt; nella sua ultima opera e nelle prossime in lavorazione, incarnando una figura paterna tesa alla salvezza del proprio figlio, quale simbolo per egli stesso di una vita che può avere ancora un barlume di senso, nonostante le avversità assolute ed un mondo disperato e disperante, in cui tutto muore ed è cinereo, dove il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;cannibalismo&lt;/span&gt; viene praticato senza remore morali e dove prevale la legge &lt;span style="font-style: italic;"&gt;homo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;hominis&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; lupus&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E' attraverso i ricordi del &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;protagonista&lt;/span&gt; adulto che viene rievocata una vita precedente segnata dall'inizio della fine di questo mondo, in cui il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;protagonista&lt;/span&gt; lotta contro la sfiducia e la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;disperazione&lt;/span&gt; lucida della propria bellissima moglie (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Charlize&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Theron&lt;/span&gt;), per crescere e proteggere il proprio figlio, che imparerà a conoscere e sviluppare quella fiducia che il padre pare aver perso nel corso del proprio viaggio e che ci rende umani, al punto da giungere egli stesso a scelte aberranti ed estreme che lo porranno di fronte allo spirito &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;conciliativo&lt;/span&gt; e umano del bambino, evidente simbolo di speranza in un mondo che anche nel finale aperto non pare forse avere possibilità di rinascita, ma che nello sguardo di questo giovane sembra poter ritrovare un'umanità sinora perduta per chissà quale ragione, ma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;McCarthy&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Hillcoat&lt;/span&gt; non hanno necessità di spiegarcela, lasciando a noi le risposte, giuste o sbagliate che siano e per questo motivo il senso di malessere permane ancora anche dopo la visione di questo film.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1216966384332535277?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1216966384332535277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1216966384332535277&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1216966384332535277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1216966384332535277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/06/road.html' title='The Road'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TAURlPUO3-I/AAAAAAAAAxY/tlT1uePghc0/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-2623128424110597841</id><published>2010-06-01T10:39:00.011+02:00</published><updated>2010-09-30T15:38:07.126+02:00</updated><title type='text'>Il portiere di notte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TATjC8o-iTI/AAAAAAAAAxQ/Pvw5b53uF1A/s1600/ilportieredinotte.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 234px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TATjC8o-iTI/AAAAAAAAAxQ/Pvw5b53uF1A/s320/ilportieredinotte.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477752686566607154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Film di indubbia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;fascinazione&lt;/span&gt; che evoca echi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;viscontiani&lt;/span&gt; per la decadenza insita nelle atmosfere e per il senso di morte che in esso si avverte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;inevitabilmente&lt;/span&gt;, per l'impiego della musica come motore e tema di fondo di ricordi che hanno il sapore e l'impronta di scene teatrali, quasi operistiche, in cui i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;protagonisti&lt;/span&gt; sono come manichini che si muovono e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;accompagnano&lt;/span&gt; in ambiti di perversione ed erotismo da cui scaturisce l'ambiguo rapporto tra Max (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Dirk&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Bogarde&lt;/span&gt;) e Lucia (Charlotte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Rampling&lt;/span&gt;), in cui l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;androginia&lt;/span&gt; sessuale di quest'ultima acuisce la sua &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;fascinazione&lt;/span&gt; e la morbosità di un rapporto che trascende, seppur &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;sfruttandolo&lt;/span&gt; volutamente, il rapporto vittima carnefice.&lt;br /&gt;Film che ha creato un immaginario erotico poi sfruttato e abusato da un cinema interessato alla mera &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;rappresentazione&lt;/span&gt; di un porno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;soft&lt;/span&gt;, che ha pescato a piene mani da un'iconografia erotica disturbante quale quella del nazismo, perdendo i connotati di riflessione e analisi tentata dalla regista, che presenta un personaggio ambiguo, che pare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;disinteressarsi&lt;/span&gt; del proprio passato per rivivere sensazioni ed emozioni che trascendono il contesto storico cui gli stessi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;appartengono&lt;/span&gt;, ma per questo incompresi e non accettabili dai suoi ex commilitoni e destinati alla sconfitta e alla morte inevitabile.&lt;br /&gt;Il personaggio di Max rievoca anche, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;conseguentemente&lt;/span&gt; e credo volutamente la figura de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2010/09/il-servo.html"&gt;Il servo&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Losey&lt;/span&gt;, come si evince dalle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;inquadrature&lt;/span&gt; iniziali e dai modi dello stesso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;protagonista&lt;/span&gt;, che ancora una volta pare incarnarne l'immagine per poi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;distanziarsene&lt;/span&gt; ed immergersi in un contesto narrativo ammantato di morte e teatralità, richiamata dai luoghi stessi in cui si aggirano e riconoscono i due amanti.&lt;br /&gt;Max è egli stesso oggetto algido di desiderio e di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;fascinazione&lt;/span&gt;, che perde infine la propria distanza affettiva e umana nel momento in cui ritrova Lucia, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;reinstaurando&lt;/span&gt; un gioco al massacro non voluto, imposto da coloro che vorrebbero superare un apparente senso di colpa, smentito dalla fierezza con cui si fanno ancora portatori dei propri ideali di guerra e di razza, nonché di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;adesione&lt;/span&gt; sociale, ruoli che Max rifugge, vivendo, come da sue &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;dichiarazioni&lt;/span&gt;, come una talpa che evita la luce per poi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;definitivamente&lt;/span&gt; rivestire nuovamente quei panni dismessi, quale abito di morte da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;rappresentarsi&lt;/span&gt; su una scena chiamata vita e non più storia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-2623128424110597841?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/2623128424110597841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=2623128424110597841&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2623128424110597841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/2623128424110597841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/06/il-portiere-di-notte.html' title='Il portiere di notte'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/TATjC8o-iTI/AAAAAAAAAxQ/Pvw5b53uF1A/s72-c/ilportieredinotte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-4165269769695973287</id><published>2010-05-21T17:32:00.004+02:00</published><updated>2010-05-21T17:48:12.277+02:00</updated><title type='text'>Simon Konianski</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S_anklbxd3I/AAAAAAAAAw4/P279dnRZeso/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 224px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S_anklbxd3I/AAAAAAAAAw4/P279dnRZeso/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473746644081145714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nuovo film sull'ebraismo in chiave tipicamente ironica com'è nello stile di questo popolo, che si fa apprezzare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;sufficientemente&lt;/span&gt;, seppur non aggiunga nulla di nuovo al tema se non per un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;protagonista&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;controcorrente&lt;/span&gt; rispetto alle idee familiari, che pone domande scomode sulla questione palestinese, riuscendo a filtrare il tutto con sufficiente sarcasmo. Ed è proprio questo aspetto il punto di forza di un film che non racconta nulla di nuovo in merito agli Ebrei e che sa per certi aspetti di già visto, riuscendo a strappare sufficienti risate, ma con l'ingenerare nel suo prosieguo un meccanismo che pare ripetersi con una certa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;prevedibilità&lt;/span&gt;, senza essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;eccessivamente&lt;/span&gt; retorico in merito alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Shoah&lt;/span&gt; e consentendo al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;protagonista&lt;/span&gt; un inevitabile e conseguente recupero delle proprie origini, quasi rinnegate, come si diceva, con il giusto equilibrio e rispetto del tema affrontato.&lt;br /&gt;Opera godibile, che si aggiunge ad un filone ricco sul tema, dove l'aspetto on the road appare come elemento più debole e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;convenzionale&lt;/span&gt; rispetto alla prima parte, che non sfugge &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;anch&lt;/span&gt;'essa a stereotipi e meccanismi narrativi tipici del genere, ma con una vena ironica forte e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;anticonvenzionale&lt;/span&gt;, che col tempo pare perdersi lungo l'arco del racconto.&lt;br /&gt;Forse il problema di film come questo è l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;impossibilità&lt;/span&gt; nel riuscire a declinare in maniera nuova tematiche che fanno parte del nostro patrimonio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;cinematografico&lt;/span&gt;, inteso in senso universale, e che un film forse definitivo come quello dei &lt;a href="http://sostienepereira.blogspot.com/2009/12/serious-man.html"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Coen&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sembrano aver reso ormai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;difficilmente&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;rappresentabili&lt;/span&gt; in altra maniera, seppur i fratelli ebrei abbiano optato per uno stile e una iconografia ben distanti da quello spirito divertito e divertente sinora visto, e forse in questo sta la forza di un film che dimostra di essere un oggetto alieno rispetto al contesto generale e per questo ancor più prezioso e a rischio di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;fraintendimenti&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;incomprensioni&lt;/span&gt;, da parte degli spettatori avvezzi a storie, forse più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;convenzionali&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;riconoscibili&lt;/span&gt;, come quella di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Simon &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Konianski&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-4165269769695973287?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/4165269769695973287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=4165269769695973287&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4165269769695973287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/4165269769695973287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/05/simon-konianski.html' title='Simon Konianski'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S_anklbxd3I/AAAAAAAAAw4/P279dnRZeso/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-7440159958596638537</id><published>2010-05-20T11:25:00.003+02:00</published><updated>2010-05-20T11:46:24.813+02:00</updated><title type='text'>Il profeta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S_UAWRPSIOI/AAAAAAAAAww/cVxruI7F1o0/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 226px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S_UAWRPSIOI/AAAAAAAAAww/cVxruI7F1o0/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473281304723333346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Jacques&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Audiard&lt;/span&gt; dimostra di essere uno degli autori più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;interessanti&lt;/span&gt; di questi anni, i cui film andrebbero recuperati e rivisti per apprezzarne lo stile e la scrittura, in questo caso a più mani e di questo film si stima ancora una volta l'acutezza dello sguardo, il tocco &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;registico&lt;/span&gt; e la scelta non banale dei suoi interpreti nonché l'intreccio narrativo, per quanto vi siano accenni onirici che potrebbero, nella loro astrazione, allontanare il racconto dalla crudezza e veridicità cui si appella.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il profeta&lt;/span&gt;, in originale è utilizzato l'articolo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;indeterminativo&lt;/span&gt; di per sé più sfumato e meno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;qualificante&lt;/span&gt; della condizione umana e del ruolo rivestito dal &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;protagonista&lt;/span&gt;, un franco-tunisino alle prese con la sua prima esperienza in un carcere adulto, in cui imparerà a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;sopravvivere&lt;/span&gt; e a crescere attraverso una mutazione progressiva datagli dallo studio e dagli incontri con la popolazione carceraria che lo popola, è un romanzo di formazione criminale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;intelligente&lt;/span&gt; e poco &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;accondiscendente&lt;/span&gt; verso il sistema carcerario, tanto da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;disvelarne&lt;/span&gt; le ipocrisie e i gangli del sistema legale, abilmente raggirato da coloro che detengono il potere effettivo.&lt;br /&gt;Film assai diverso dallo spagnolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cella 211&lt;/span&gt;, che a suo modo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;palesa &lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;ulteriormente&lt;/span&gt; gli ingranaggi e i meccanismi del mondo carcere, andando a scavare nei giochi di potere interni di chi comanda nel contesto del sistema dei detenuti, gettando uno sguardo sulla questione Corsa e sulla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;contrapposizione&lt;/span&gt; culturale, di cui &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Malik&lt;/span&gt; (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Tahar&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Rahim&lt;/span&gt;) costituisce un tramite linguistico e di mediazione che saprà sfruttare col tempo a suo vantaggio, in una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;progressione&lt;/span&gt; narrativa, in grado di rivelare attraverso sfumature del personaggio in costante mutazione, che tiene desta l'attenzione senza enfasi eccessive, lasciando sempre il dubbio sul destino per quanto tracciato del suo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;protagonista&lt;/span&gt;, in un'ascesa che non ha i tratti dell'epica, ma che si dispiega lentamente e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;gradualmente&lt;/span&gt; attraverso dubbi, incertezze e tensioni con cui il nostro antieroe&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;&lt;/span&gt; dovrà &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;confrontarsi&lt;/span&gt; straniero tra gli stranieri, anche nei confronti degli &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;appartenenti&lt;/span&gt; alla sua stessa cultura, alla ricerca di un'identità che imparerà a riconoscere e riscoprire senza retorica, per questo dimostrando la propria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;intelligenza&lt;/span&gt; e capacità &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;identificativa&lt;/span&gt;, imparando anche a riconoscere sentimenti che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;inizialmente&lt;/span&gt; sembrano non riguardarlo affatto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-7440159958596638537?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/7440159958596638537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=7440159958596638537&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7440159958596638537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/7440159958596638537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/05/il-profeta.html' title='Il profeta'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S_UAWRPSIOI/AAAAAAAAAww/cVxruI7F1o0/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-1760527422256164423</id><published>2010-05-06T12:08:00.007+02:00</published><updated>2010-12-28T15:33:26.402+01:00</updated><title type='text'>Io sono l'amore</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S-KVORZCZ_I/AAAAAAAAAwk/ABBKlNPU3-g/s1600/locandina.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468096970000328690" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S-KVORZCZ_I/AAAAAAAAAwk/ABBKlNPU3-g/s320/locandina.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 320px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 224px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo film di Guadagnino autore di quel &lt;i&gt;Melissa P&lt;/i&gt; evitato debitamente come la peste, si presenta come opera che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;stilisticamente&lt;/span&gt; affonda le sue radici in un cinema autoriale del passato. Intento nobile ed &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;apprezzabile&lt;/span&gt; che suscita una sorta di nostalgia, che per certi versi è scelta narrativa e formale meno risibile di altri nostri presunti autori e che dimostra una preferenza stilistica non facile e rischiosa, ma che evidenzia un'eleganza formale, che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;inizialmente&lt;/span&gt; attrae lo sguardo e lentamente ci guida attraverso le mura di una villa milanese, ai più ignota, le cui geometrie delineano il distacco spaziale e temporale del luogo e della famiglia che la abita.&lt;br /&gt;Con il procedere del racconto questa eleganza, incarnata &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;perfettamente&lt;/span&gt; dalla eterea e brava interprete &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Tilda&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Swinton&lt;/span&gt; diviene, col procedere della vicenda, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;eccessivamente&lt;/span&gt; formale e studiata, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;tant&lt;/span&gt;'è che la frattura interposta dal popolare Antonio (Edoardo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Gabriellini&lt;/span&gt;) all'apparente rigidità sociale della famiglia ivi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;rappresentata&lt;/span&gt; diviene elemento che, per quanto non &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;eccessivamente&lt;/span&gt; forzato e gridato, almeno agli inizi, rappresenta col tempo un elemento che di per sé sarebbe stato sufficiente a rompere un presunto equilibrio, che Guadagnino insinua attraverso anche altri elementi, che non sempre trovano un'adeguata &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;rappresentazione&lt;/span&gt;, rischiando di accumulare troppi fattori.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il suddetto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Gabriellini&lt;/span&gt;, il fatto di voler passare per ligure con quell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;indelebile&lt;/span&gt; accento toscano e una recitazione sempre uguale a se stessa, dimostra come egli sia uno di quei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;caratteristi&lt;/span&gt; destinati ad essere relegati a ruoli di macchietta, che altrove non possono essere inseriti o concepiti come in questo caso.&lt;br /&gt;Dramma raggelante, che evoca &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;inevitabilmente&lt;/span&gt; echi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;viscontiani&lt;/span&gt; e anche &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;antonioniani&lt;/span&gt; per certi versi, con spunti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;fassbinderiani&lt;/span&gt;, come scritto da alcuni critici per le tensioni affettive e omosessuali che si avvertono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;sottotraccia&lt;/span&gt;, ma che se da una parte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;costituiscono&lt;/span&gt; un pregevole tentativo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;allontanarsi&lt;/span&gt; da una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;rappresentazione&lt;/span&gt; urlata e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;stereotipata&lt;/span&gt; della famiglia italiana, come il cinema degli ultimi anni ci ha dimostrato, dall'altra rischia una freddezza fine a se stessa, in cui la forma perde di sostanza, rischiando una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;decalcomania&lt;/span&gt; tale da inculcare la noia o il ridicolo nel suo volgere verso un finale inevitabilmente drammatico e necessario.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-1760527422256164423?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/1760527422256164423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=1760527422256164423&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1760527422256164423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/1760527422256164423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/05/io-sono-lamore.html' title='Io sono l&apos;amore'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S-KVORZCZ_I/AAAAAAAAAwk/ABBKlNPU3-g/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-35130125893039130</id><published>2010-05-03T15:30:00.002+02:00</published><updated>2010-05-03T15:56:30.419+02:00</updated><title type='text'>Vendicami</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S97Qyok_jPI/AAAAAAAAAwc/qBf6lcEag2Q/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 224px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S97Qyok_jPI/AAAAAAAAAwc/qBf6lcEag2Q/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5467036565978975474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Promette molto e lo mantiene maluccio questo ultimo film di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Johnnie&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;To&lt;/span&gt;, in cui gli echi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;melvilliani&lt;/span&gt; sono evidenti e il tocco europeo lo si avverte subito, non solo nell'impiego di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Hallyday&lt;/span&gt; e nei riferimenti a uno dei padri del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;polar&lt;/span&gt;, ma proprio per certe atmosfere che lo stesso attore riesce a comunicare con il suo viso immobile e il suo trench nero ed elegante come solo un uomo del mistero come lui, che odora di morte, può trasmettere ad una vicenda che sulla vendetta fonda i suoi presupposti narrativi.&lt;br /&gt;L'inizio ci introduce subito nella vicenda da cui scaturisce l'operato di Costello (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Johnny&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Hallyday&lt;/span&gt;), che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;To&lt;/span&gt; scompone e procrastina, rinviando la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;ricostruzione&lt;/span&gt; dell'evento funereo per poi regalarci alcune sequenze di pura astrazione mortifera che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;costituiscono&lt;/span&gt; il punto forte della propria regia, che innesta il noir di matrice europea nel genere orientale, rendendolo meno esagitato ed esagerato, a parte qualche svolazzo che si concede l'autore, per poi venir meno nella scrittura del personaggio di Costello, vittima &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;predestinata&lt;/span&gt; di una perdita di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;mermoria&lt;/span&gt; che lo renderà uomo incapace di comprendere ad un certo punto il senso della propria missione, per poi ritrovarlo attraverso un esercizio di preghiera che lo aiuterà a ricordare, forse, o più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;semplicemente&lt;/span&gt; a focalizzare il proprio obbiettivo.&lt;br /&gt;E' in questa parte della vicenda, in questo eccessivo e repentino smarrimento da parte del protagonista, forse troppo, che il regista sembra sciupare una bella idea, che avrebbe potuto ergerla a condizione esistenziale totale, al punto da renderla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;implausibile&lt;/span&gt; e inadeguata, laddove sino a quel momento aveva saputo costruire una storia che aveva sapori e fascino tutti noir o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;western&lt;/span&gt; che dir si voglia, ma con quel tocco europeo che nobilita il tutto.&lt;br /&gt;Un film a metà, in cui si avvertono spunti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;interessanti&lt;/span&gt; e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;potenzialità&lt;/span&gt; di recupero ed omaggio al genere notevoli, ma che sembrano poi perdersi nei &lt;span style="font-style: italic;" class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;detour&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;cinefili&lt;/span&gt; di cui &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Jonnie&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;To&lt;/span&gt; si fa promotore ed evidente conoscitore, ma senza riuscire ad innalzare del tutto o ancora il proprio lavoro di scrittura.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-35130125893039130?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/35130125893039130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=35130125893039130&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/35130125893039130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/35130125893039130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/05/vendicami.html' title='Vendicami'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S97Qyok_jPI/AAAAAAAAAwc/qBf6lcEag2Q/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-6511521320140888193</id><published>2010-05-03T11:30:00.002+02:00</published><updated>2010-05-03T12:04:14.848+02:00</updated><title type='text'>Green Zone</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S96X7IlnyoI/AAAAAAAAAv8/TD9k8qyL5IM/s1600/locandinapg3.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 216px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S96X7IlnyoI/AAAAAAAAAv8/TD9k8qyL5IM/s320/locandinapg3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466974039847717506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ultimamente, sempre più spesso, mi ritrovo a domandarmi se ciò che vedo al cinema, quello che percepisco come immagini in movimento su uno schermo, corrisponda a quelle che sono le visioni dei critici affermati, che in un certo senso mi stimolano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;ulteriormente&lt;/span&gt; alla visione di film che di suo, vuoi per la trama, vuoi per certi aspetti percettivi o di sensazioni a pelle, mi portano a decidere di fruirlo aspettandomi uno spettacolo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;soddisfacente&lt;/span&gt; e appagante.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Green&lt;/span&gt; Zone&lt;/span&gt; di suo si presenta come un intrigante punto di vista su una realtà ben nota ormai a tutti, ma &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;inevitabilmente&lt;/span&gt; sopita e dimenticata, quella dell'assenza delle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;fantomatiche&lt;/span&gt; armi di distruzione di massa, mescolato al cinema d'azione di cui &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Greengrass&lt;/span&gt; è un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;rappresentante&lt;/span&gt; meno fracassone e si potrebbe dire più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;intellettuale&lt;/span&gt; di altri suoi colleghi, come dimostra la saga dell'agente segreto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Bourne&lt;/span&gt;, risollevata a partire dal secondo episodio, grazie al suo intervento in cabina di regia.&lt;br /&gt;Il film ha come punto di partenza un libro inchiesta, che nella versione italiana ha ripreso il titolo e l'immagine della locandina per creare una continuità di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;riconoscimento&lt;/span&gt; tra i due medium e in modo da trainare il testo di partenza, che non è un semplice romanzo, ma con la stessa intensità narrativa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;di un romanzo riesce&lt;/span&gt; ad &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;approfondire&lt;/span&gt; aspetti, che il film non considera per ovvie esigenze di adattamento e di spunto narrativo.&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Greengrass&lt;/span&gt;, a parte &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Bloody&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Sunday&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; non mi ha mai esaltato con il suo stile frenetico di montaggio, in cui i corpi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;inseguentisi&lt;/span&gt; e in velocità, per quanto futuristi possano sembrare mi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;restituiscono&lt;/span&gt; un'idea di caos e di confusione; e altrettanto volutamente il regista opera questo rimescolio di voci e rumori nella sequenza iniziale del film, che ha un suo realismo, ma che alla lunga disturba e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;infastidisce&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Forse non sono un fruitore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;sufficientemente&lt;/span&gt; attento e anche un po' passatista nel concepire il montaggio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;cinematografico&lt;/span&gt;, per quanto non disdegni affatto l'azione al cinema, ma lo stile &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Greengrass&lt;/span&gt; non riesce a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;coinvolgermi&lt;/span&gt; come vorrebbe e dovrebbe, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;tant&lt;/span&gt;'è che l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;inseguimento&lt;/span&gt; finale, che ha una sua frenesia che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;inevitabilmente&lt;/span&gt; mi ha ricordato la sequenza del secondo episodio della saga di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;Bourne&lt;/span&gt;, anche perché regista e attore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;protagonista&lt;/span&gt; sono gli stessi, alla lunga ha un che di beffardo e ridicolo nella sua conclusione, anche se a suo modo serve a suggellare quella che è l'idea di fondo del regista, ovvero la democrazia non la si può imporre ed esportare come se fosse la Coca Cola, ma è una scelta che deve essere lasciata al popolo.&lt;br /&gt;Infatti, il discorso di fondo del film, che preme sull'azione, è quella di uno scontro interno tra &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;rappresentanti&lt;/span&gt; stessi della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;CIA&lt;/span&gt; e del Governo degli Stati Uniti, alla ricerca di un generale dell'esercito &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;iraqueno&lt;/span&gt;, che per una fazione può essere una utile fonte di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;informazioni&lt;/span&gt; e di aiuto per la rinascita del paese, per l'altra solo una scomoda pedina da eliminare.&lt;br /&gt;Da qui la caccia aperta per il militare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;interpretato&lt;/span&gt; da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;Matt&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Damon&lt;/span&gt;, che appare più umano del super agente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;interpretato&lt;/span&gt; in precedenza, ma l'iconografia cucitagli addosso rimane e certi aspetti di fondo permangono &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;inevitabilmente&lt;/span&gt;, poichè volutamente i produttori hanno pensato di sfruttare questi elementi ricognitivi per rendere più appetibile un film che dispiega verità o meno scomode, seppur celate attraverso un cinema d'azione, che potrà sicuramente soddisfare la critica e i palati in cerca di cinema frenetico, ma che al momento mi ha lasciato abbastanza freddo e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;snobisticamente&lt;/span&gt; distaccato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-6511521320140888193?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/6511521320140888193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=6511521320140888193&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6511521320140888193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6511521320140888193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/05/green-zone.html' title='Green Zone'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S96X7IlnyoI/AAAAAAAAAv8/TD9k8qyL5IM/s72-c/locandinapg3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-6945851240159595854</id><published>2010-04-30T17:38:00.004+02:00</published><updated>2010-04-30T18:01:11.387+02:00</updated><title type='text'>Carne tremula</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S9r6DNUuNZI/AAAAAAAAAvY/QknYVCJ4Ons/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 227px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S9r6DNUuNZI/AAAAAAAAAvY/QknYVCJ4Ons/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465956030790645138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Almodovar&lt;/span&gt; realizza una delle opere più sensuali e a tratti morbose del suo cinema in cui utilizza personaggi, situazioni e attori che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;indirettamente&lt;/span&gt;, e forse non così &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;involontariamente&lt;/span&gt;, richiamano il cinema di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Bigas&lt;/span&gt; Luna, ma senza quell'aura di erotismo spesso esasperato e con esiti non sempre felici.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Almodovar&lt;/span&gt; costruisce un melodramma teso, in cui si inseriscono elementi a tratti polizieschi, che virano nel voyeurismo e nella gelosia degli affetti e delle passioni, con conseguenze poi drammatiche per le vite dei suoi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;protagonisti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;L'erotismo non manca di certo, ma è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;sottopelle&lt;/span&gt;, suggerito &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;costantemente&lt;/span&gt; attraverso un triangolo di equivoci e casualità che creano tensioni e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;fraintendimenti&lt;/span&gt;, sino ad un crescendo di rivelazioni e conferme ai sospetti che il regista insinua all'inizio della vicenda, dopo il prologo &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;iniziale&lt;/span&gt; in cui richiama gli anni del franchismo e la paura determinata dal regime, sino alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;rappresentazione&lt;/span&gt; in tempi recenti di una Spagna in fermento e in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;trasformazione&lt;/span&gt;, in cui si &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;preavvertono&lt;/span&gt; i futuri, e per noi attuali, parametri geografici di riferimento, anche da un punto di vista &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;architettonico&lt;/span&gt;, di cui &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Almodovar&lt;/span&gt; è stato un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;rappresentante&lt;/span&gt; della ripresa culturale e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;cinematografica&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Film che costituisce una premessa al suo cinema attuale, in cui si avvertono già alcuni spunti drammatici dei suoi lavori più maturi, ma quest'opera non può di certo sfigurare con i suoi lavori più recenti, dimostrando come un film alla &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Bigas&lt;/span&gt; Luna possa essere decisamente pregevole e ammirevole se calibrato e sviluppato con le giuste capacità &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;registiche&lt;/span&gt; e di scrittura.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6388203725323662848-6945851240159595854?l=sostienepereira.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sostienepereira.blogspot.com/feeds/6945851240159595854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6388203725323662848&amp;postID=6945851240159595854&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6945851240159595854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6388203725323662848/posts/default/6945851240159595854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sostienepereira.blogspot.com/2010/04/carne-tremula.html' title='Carne tremula'/><author><name>Pereira</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05953361966885309242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/SldQKpnJg0I/AAAAAAAAAjM/00ZpQA39XiI/S220/pierrot_le_fou2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S9r6DNUuNZI/AAAAAAAAAvY/QknYVCJ4Ons/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6388203725323662848.post-3078878815684588584</id><published>2010-04-30T11:55:00.002+02:00</published><updated>2010-04-30T12:11:56.948+02:00</updated><title type='text'>Departures</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S9qpqLsdlpI/AAAAAAAAAvQ/35hmygaA3nE/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 222px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DQcbpfsZEp8/S9qpqLsdlpI/AAAAAAAAAvQ/35hmygaA3nE/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465867639926396562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La retorica della morte è s
